domenica 8 marzo 2015

NON DIMENTICHIAMOLI. Giovani caduti in guerra, non solo di Racalmuto, e documentazione che li riguarda





Trusciteddra:
fagottino ricavato da un fazzoletto con le quattro nocche annodate
NON DIMENTICHIAMOLI. 
Giovani caduti in guerra, non solo di Racalmuto, e documentazione che li riguarda

Sembravano un'allegra brigata, i giovani che da lì a poco, una volta addestrati, sarebbero andati in guerra a incontrare ciascuno il proprio destino.
 Dovevano essere foto ricordo del servizio militare e invece...
Mio zio Carbone Giuseppe Elia, classe 1921,  sarebbe morto sul fronte russo, il 5 novembre 1941 (su alcuni documenti si legge il 2 e in altre il 9 novembre), a Gorlottwa, in territorio ucraino, e gli altri commilitoni che fine hanno fatto? chi sono?
Nelle foto, in posa o mentre "giocano", sono sorridenti, sembrano sereni. Erano ventenni.

Pubblico queste foto rinvenute tra le carte di famiglia conservate gelosamente in una trusciteddra: potrebbero essere utili per eventuali riconoscimenti, per l'individuazione di luoghi e l'integrazione iconografica di alcuni frammenti di storia.






 Foto del soldato Carbone e di altri commilitoni sconosciuti









Carbone Giuseppe Elia, 79° Reggimento di Fanteria "Roma"

Ho postato questa foto nel Gruppo fb Ai Caduti Italiani nella Campagna di Russia CSIR - ARMIR e così l'ha commentata Fiorio Giuliano: 
Questa foto è stata scattata a Verona presso uno studio fotografico che si trovava davanti a CastelVecchio che ora non esiste più. Molte sono le foto di militari fatte da loro, si capisce dal tipo di pavimento. Ho fatto indagini ma non resta più nulla nemmeno agli eredi.

Altri particolari ha aggiunto Luigi Falletti che da qualche anno a questa parte si è dedicato al recupero della memoria dei caduti in guerra e dei reduci di Racalmuto: 
"Probabilmente in questo studio fu fatta anche la foto di altri due Racalmutesi il bersagliere Farrauto e il sottotenente Tulumello... entrambi caduti ed entrambi impegnati in altre campagne belliche."


ALTRA DOCUMENTAZIONE


Trusciteddra


Carbone Giuseppe Elia (19.2.1921 - 5.11.1941)









Non Rocomuto come in intestazione ma Racalmuto

Cimitero di guerra di Gorlottwa  o Gorlowka


Cimitero di guerra di Gorlottwa o Gorlowka



Per inquadrare la situazione dei cimiteri di guerra è stata utile la ricognizione del generale di divisione Antonio Ricchezza fornitami da Luigi Falletti, col quale si concorda nell'opportunità di adunare i resti dei caduti racalmutesi in guerra in un Sacrario ad hoc e la documentazione che li riguarda in un Museo della Memoria: di quel che rimane si eviterebbero tanti smarrimenti e ulteriori oblii. 





















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6 commenti:

  1. Un encomiabile certosino lavoro di ricerca che è anche frutto di conoscenza , cultura e padronanza del mezzo che non è una cosa comune. Sono certo che molte persone le saranno grate per potere avere notizie dei propri cari. Da parte mia, La ringrazio per avermi fatto partecipe di questo, ripeto, encomiabile lavoro.

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  2. Queste erano storie di cui piú nessuno , per molto , troppo tempo ha parlato. Tutto ció mi ha spinto a voler sapere di piú , su questi nostri cari congiunti , morti in giovane etá , piú di settanta anni or sono. Per questo un grazie a Piero e a Luigi.

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  3. Testimonianze belle e toccanti, di un amore che riscalda e stupisce in un'epoca così distratta. Grazie.

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  4. Buongiorno Piero ,grazie a té e a Luigi , nonostante le tessere mancanti siano molte, il puzzle sembra prender forma. Sono morti troppo giovani e piú di settanta anni fá, il che rende piú difficile ricostruire ció che accadde realmente. Comunque per quanto riguarda Giuseppe Schillaci parlando con la mia mamma ho scoperto che al contrario di quello che immaginavo , dopo il ferimento alla spalla, fú ricoverato all ospedale militare di Catania, dove rimase per ben otto mesi , subendo numerose operazioni chirurgiche. Mio Nonno, che andava a visitarlo ricordo diceva che gli " Scufuniavano " continuamente la spalla estraendo "cose" il che fá supporre che non si trattó di una ferita d´arma da fuoco , ma di una granata , o di un altro ordigno che dia origine a schegge . In quel periodo sia Catania cosi come tutta la costa Ionica subirono pesanti bombardamenti da parte della RAF, dunque fú forse in seguito ad uno di questi attacchi che rimase ferito ? ho saputo anche che seppe della morte del fratello Vincenzo , dai giornali. Lui lo seguí, meno di un mese dopo.....
    11:18Expandir
    Mostrar imagensEduardo Chiarelli
    Luigi Falletti mi ha appena riferito , che il 17/08/1941 la RAF bombardó, Catania, Palermo e Brindisi

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  5. Per quanto riguarda i caduti in prigionia per mano tedesca dopo l'8 settembre 1943 nativi di Racalmuto, vorrei segnalare i seguenti nominativi:

    AGRÒ SALVATORE, NATO IL 22 GENNAIO 1920 A RACALMUTO (AGRIGENTO) - DECEDUTO IL 16 MAGGIO 1944 - SEPOLTO A FRANCOFORTE SUL MENO (GERMANIA) - CIMITERO MILITARE ITALIANO D'ONORE - POSIZIONE TOMBALE: RIQUADRO O - FILA 2 - TOMBA 12. FONTE: Ministero della Difesa

    INDELICATO CARMELO, NATO IL 23 MAGGIO 1890 A RACALMUTO (AGRIGENTO) - DECEDUTO A LORRACH (BADEN-WÜRTTEMBERG) IL 12 GENNAIO 1943 - SEPOLTO A MONACO DI BAVIERA (GERMANIA) - CIMITERO MILITARE ITALIANO D'ONORE - POSIZIONE TOMBALE: RIQUADRO 5 - FILA 16 - TOMBA 8. FONTE: Ministero della Difesa

    PINO GIUSEPPE, NATO IL 10 MARZO 1923 A RACALMUTO (AGRIGENTO) - DECEDUTO A WATENSTEDT SALZGITTER (BASSA SASSONIA) IL 3 LUGLIO 1944 - SEPOLTO AD AMBURGO (GERMANIA) - CIMITERO MILITARE ITALIANO D'ONORE - POSIZIONE TOMBALE: RIQUADRO 2 - FILA P - TOMBA 49. FONTE: Ministero della Difesa

    Roberto Zamboni - www.dimenticatidistato.com

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