lunedì 3 dicembre 2018

SARÀ AGDAL. Maredolce come Marrakech: in attesa del lago ripristinato








SARÀ AGDAL
Per Maredolce

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                                                           Sarà sarà sarà Agdaal
L’acqua un giorno verrà

Vedrà vedrà vedrà Giafaar
L’acqua un sogno sarà

 Godrà godrà godrà Balaarm
L’acqua sarà realtà

L’acqua un sooogno
Del laaago sarà

Dolce lago d’amooore
sempre l’aaacqua fluirà 

domani noooo o siiii
dal Grifone ridiscenderà

domani nooo o siiii
Maredolce  di prosperità

Pesci uccelli aranci suoni d’oro 
sempre ci saran
Balarm Agdal
Balarm Agdal
Un lago d’amore Palermo sarà

Pesci uccelli aranci suoni d’oro 
 sempre ci saran
Balarm Agdal
Balarm Agdal
Un lago d’amore Palermo sarà

Palermo, dicembre 2018



©piero carbone 








"Del vasto lago rimangono taluni brani di argini con tracce di intonaco impermeabile.

Nel lato orientale sono tuttora un punto di approdo per le barche con una scala e un condotto per lo scarico delle acque".
Giuseppe Bellafiore, Palermo. Guida della città e dintorni, 1980









"I giardini Agdal sono giardini di circa 400 ettari di superficie, situati a sud del Dar el-Makhzen, il palazzo reale, nella la medina (città vecchia) di Marrakech, in Marocco. Il loro nome deriva dal berbero "agdal" che significa "prato chiuso". I giardini hanno al loro interno boschetti di aranci, limoni, fichi, albicocchi, melograni e ulivi.
Insieme alla medina di Marrakech e ai giardini Menara, i giardini Agdal sono stati dichiarati dall'UNESCO come patrimonio mondiale dell'umanità nel 1985."





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sabato 1 dicembre 2018

SOGNANDO IL LAGO DI MAREDOLCE CHE VERRÀ. Un valzer e tanti "sognatori"






Dal lago sgorgano note

Questo valzer nasce come idea musicale quale omaggio, augurio e auspicio per l'antico e futuro laghetto di Maredolce, pensando a non solitarie barchette contemplative, galleggianti sul riflesso di Monte Grifone come una volta, alle rincorse di immaginati aironi, ai volteggi nel cielo delle rondini tra l'acque dolci del lago, l'agdal: il giardino di aranci e limoni, e il Palazzo paradisiaco di Giafar. E goderne ancora. Anche questo è Palermo. 

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Sarà Agdal

Sarà sarà sarà Agdaal
L’acqua un giorno verrà

Vedrà vedrà vedrà Giafaar
L’acqua un sogno sarà

 Godrà godrà godrà Balaarm
L’acqua sarà realtà

L’acqua un sooogno 
del laaago sarà

dolce lago d’amooore
dolceee fluirà

domani noooo siiii
dal Grifone ridiscenderà

domani noooo siiii
Maredolce  di prosperità

©piero carbone





MAREDOLCE: Ideologia
di 
Raffaele Savarese
(postato su facebook 21 ottobre 2018)

Pochi sanno, perché troppo giovani o poco informati, che i resti del laghetto di Maredolce sono durati sino agli anni sessanta. In altre parole il quadro di Cairoli illustrato nella mostra del 1985 presentava una situazione che sostanzialmente è durata sino al “sacco di Palermo.

Dopo le varie opere di bonifica necessarie per il fatto che la città aveva bisogno di nuovi spazi agricoli per gli orti la grande palude di maredolce fu ridotta ad un piccolo bacino (demaniale) posto tra la chiesa di san Ciro (nostra signora di tutte le grazie) e gli archi del “belvedere” erroneamente conosciuti come archi della sorgente.
In questo bacino e nelle sue adiacenze siano agli anni sessanta del novecento si allevavano le anguille ed i ragazzini suscitando le ire degli addetti ai lavori ci si facevano il bagno.

Questa realtà non può e non deve essere nascosta da paure burocratiche e sogni di casta.

Da sempre le associazioni culturali ed ambientalistiche hanno riproposto il ritorno del bacino lacustre sia come segno del restauro del più importante complesso ambientale ed architettonico della città, sia come porta d’ingresso alla città stessa rispristinando un’atmosfera di sogno che da sempre ha caratterizzato la nostra città per l’uso dell’acqua che trova elementi comuni non solo con la civiltà romana e bizantina, ma principalmente per Maredolce con la cultura ambientale che dalla Persia o Iran giunge sino al Marocco la cui cultura urbana ha moltissimi lati comuni con la città di Palermo proprio iniziando da quel grandioso fatto ambientale che è la catena dell’Atlante che cinge la città di Marrakesch. 
Inutile aggiungere che i leoni dell’Atlante (ancora esistenti) sono quelli rappresentati nelle coreografie ruggeriane.


Il ritorno dell’acqua nel bacino di Maredolce significa trasformare un fatto puramente archeologico in un fatto pubblico che interessa la vita di migliaia di abitanti.
Significa dare ai bambini e ragazzi di Brancaccio un bellissimo luogo dove divertirsi, giocare ed esercitare in piccolo anche attività “difficili” quali il canottaggio. Significa dare agli abitanti tutti un luogo di promozione sociale e non un semplice incentivo ai fast food o altri centri di rapina per un turismo mordi e fuggi.


Contro quest’ipotesi di rinnovamento urbano e sociale che peraltro ha anche una componente non indifferente nel recupero delle risorse idriche, si alza sempre più consistente la paura del “nuovo” da parte dei vari centri di potere che sanno perfettamente di non poter controllare un parco di questo tipo in quanto patrimonio della popolazione: unica forma in cui un parco simile può essere mantenuto e promosso.


Oltre i colpevoli silenzi, le omissioni ed il muro di gomma del dissenso dissimulato, non è stata fatta una sola obiezione che abbia validità scientifica, artistica, ambientale, architettonica alla reintegrazione del bacino lacustre.


Nella realtà il problema si riduce al terrore di portare le acquisizioni sino al (compreso) monte Grifone e san Ciro, al terrore di dover progettare un parco di uso pubblico che salvaguardi il bene storico ed archeologico garantendo l’uso pubblico per le fasce più deboli e/o svantaggiate, al terrore di garantire un uso pubblico che sia veramente tale e che quindi permetta lo studio, la contemplazione, il gioco, lo sport a tutti i cittadini di Palermo e non ad una autoproclamatisi elite.



Sarebbe quindi utile che le obiezioni al ripristino del lago assumano consistenza scientifica (ove ciò sia possibile) e siano pubblicamente discusse in contraddittorio. 

Altrimenti è evidente l’imposizione di preconcetti e la chiusura a riccio di chi dovrebbe promuovere il benessere della città e dei cittadini.




Per l'Associazione Castello di Maredolce si può fare

Da Repubblica:




Maredolce, recupero lumaca tra abusivismo e lavori bloccati


"Intanto, in attesa che qualcosa si smuova, i visitatori non potranno accedere al parco per motivi di sicurezza. «Il recupero totale del sito però non è impossibile ».

È quanto sostiene Domenico Ortolano, presidente dell'associazione Castello di Maredolce: «Con un investimento di quindici milioni di euro — ha detto Ortolano — si potrebbe ripristinare l'intera area, riempire di acqua il lago, recuperare l'antica diga, completare il restauro del palazzo e pensare agli ultimi espropri ». L'antico agdal, il giardino storico simile a quello di Marrakech, rischia dunque di essere lasciato nel dimenticatoio. Eppure vi fu un tempo in cui, con i normanni, visse il massimo splendore." Paola Pottino






30 giugno 2017
Premio Scarpa della Fondazione Benetton
Seminario Internazionale









ph ©piero carbone




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venerdì 30 novembre 2018

LA CITAZIONE IMPROPRIA. Commento rivolto al consigliere Guagliano che ha pubblicato il documento di sfiducia al Sindaco




Mio commento al Post di Giuseppe Guagliano in cui si pubblica il testo della mozione di sfiducia al Sindaco di Racalmuto e dopo l'articolo rabbioso, firmato soltanto da uno pseudonimo, di "Malgrado Tutto", di cui Savatteri è fondatore, redattore e una delle anime di riferimento. 


Nessun redattore o collaboratore del giornale ha preso le distanze con note o precisazioni pubbliche dagli articoli finora pubblicati con intenzioni palesemente volte a denigrarmi, concionando d'altro, inappropriatamente,  e non per smentire le  mie affermazioni, come mi sarei aspettato, ove ve ne fossero state fondate ragioni. 

Preciso che il mio appunto era rivolto a un politico e che, come lui ha ritenuto  opportuno addurre una citazione di un giornalista a rinforzo e sostegno delle sue tesi, io ho semplicemente ritenuto che politicamente quella citazione era inappropriata, anzi, addirittura inopportuna e controproducente.

MIO COMMENTO 2
"Nella mozione di sfiducia si cita Savatteri che cita il Lampedusa e io ho avuto da ridire non perché abbia nulla contro Savatteri (solo i “ragazzi” - così li chiama Cavallaro - di “Malgrado tutto” lo pensano, infondatamente, perché fa loro comodo: per sviare il discorso e “distrarre”) ma semplicemente perché Savatteri non è credibile fino a quando non esprime la sua posizione sulla gestione del Teatro Margherita, vicenda che ha visto te interpellato in procura, sol perché da cittadino chiedevi chiarimenti sulla gestione del Teatro comunale, mentre il consiglio di amministrazione dello stesso Teatro con Andrea Camilleri presidente e Di Pasquale direttore artistico, di cui facevano parte Savatteri come vicepresidente e Cavallaro come consigliere del c.d.a. della fantomatica Fondazione Teatro Regina Margherita, nulla mai pubblicamente ha chiarito. 

Insomma, come hanno amministrato un teatro vero, con attori veri, con soldi veri, con fondi pubblici, con pubblico pagante, attraverso una Fondazione i-ne-si-sten-te (inesistenza certificata dagli uffici competenti della Regione Siciliana)? 
La Procura ha archiviato il caso, è vero, le risposte però non sono state date, ma un politico, in un ragionamento politico credo che non possa additare ad altri prassi di buona politica comunale tramite ragionamenti di chi non ha chiarito propri comportamenti nella gestione di una istituzione culturale dello stesso comune risultata falsa." Piero Carbone

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DOCUMENTO INERENTE LA PRESENTAZIONE DELLA MOZIONE DI SFIDUCIA



 Dalla bacheca Facebook di Giuseppe Guagliano, consigliere comunale P.D. ed ex Presidente del Consiglio
Al sig. Presidente del Consiglio Comunale di Racalmuto
Al sig. Segretario Generale
E.p.c. Al sig. Sindaco
OGGETTO: PRESENTAZIONE MOZIONE DI SFIDUCIA
Con il presente documento redatto ai sensi della L.R. n. 35 del 15/09/'97 art. 10, dell'art. 52 del Tuoel e dell'art. 62 dello Statuto Comunale, i sottoscritti Consiglieri Comunali di Racalmuto, intendono presentare Mozione di Sfiducia al sindaco Messana per gravi motivazioni di carattere politico, amministrativo e giuridico di seguito argomentati:

E' utile ricordare in premessa che il sindaco Messana, eletto a Maggio del 2014, da una compagine politica eterogenea, si fece garante di importanti e gravosi impegni programmatici sia di natura politica che amministrativa al cospetto di tutti i Racalmutesi. 

Ciò nonostante, da subito, apparve evidente una sua impostazione e un atteggiamento poco collaborativo, di distacco e chiusura nei confronti della macchina Burocratica comunale, della Politica e del Paese tutto; Atteggiamento che ancora persiste e che, inevitabilmente, ha finìto con il condizionare tuta la Giunta e chiunque gli sia stato accanto, determinando un'azione Amministrativa estremamente lenta, confusa, priva di programmazione e di entusiasmo, quasi sempre autoreferenziale.
Tutto questo è diventato un carattere identificativo nel tempo.

Se si aggiunge la cronica difficoltà del Sindaco ad intrattenere e “coltivare” positivi rapporti personali e di gruppo con le compagini sia di maggioranza che di opposizione, si capisce il perchè delle ricorrenti e gravi crisi politiche-amministrative, tanto da subire già alla fine del 2016 una mozione di sfiducia votata in consiglio, con motivazioni più che condivisibili e oggi ricorrenti.

La sfiducia non andò in porto per il “gioco delle parti”, ma causò uno stravolgimento degli equilibri scaturiti dal voto popolare che la politica a tuttoggi non è riuscita a recuperare. Anzi, il persistere di tale atteggiamento del Sindaco, ha assunto i connotati dell'arroganza, del cinismo e dell'indifferenza, tanto da indurre qualche giorno fa un importante giornalista (Racalmutese) GAETANO SAVATTERI, sensibile alle vicende che riguardano la comunità, a prendere posizione con un articolo, sul blog locale “MALGRADO TUTTO” di cui si cita un passagio significativo!

--Il Sindaco Messana come e più del Principe di Salina ( del Gattopardo)--.
< NON CREDE ALLA SICILIA, NON CREDE AI SICILIANI, NON CREDE A SCIASCIA E, PERTANTO, NON CREDE NEMMMENO ALLA FONDAZIONE SCIASCIA DI CUI E' ORA IL PRESIDENTE. E' IL SUO SEGRETO E LA SUA RICETTA PER SOPRAVVIVERE.> 
In questi anni di sindacatura, oltre a non credere a niente, il Sindaco ha dimostrato di non avere nessun interesse per RACALMUTO e per i RACALMUTESI e nessuna voglia di rispettare gli impegni, anche quelli che per proprie convenienze non ha esitato ad assumere.
-MOTIVI DI CARATTERE AMMINISTRATIVO:
*Mancato rispetto degli impegni programmatici assunti, in tutte le fasi dello sviluppo politico-amministrativo della legislatura, con tutte le conpagini che ha composto.
-MOTIVI DI CARATTERE GIURIDICO:
*Ha omesso di presentare, per tutti gli anni di governo, la relazione annuale sullo stato di attuazione del programma, come previsto dallo Statuto Comunale, nonché dalla L.R. 7/'92, e
successivamente modifica dalla L. R. 17/2004 comma 22 art. 127.
-MOTIVI POLITICI:
*Ha quasi sempre disatteso ogni indirizzo politico-amministrativo del Consiglio Comunale mortificando e svilendo il ruolo dell'Organo. 

*Non ha saputo o voluto coinvolgere il Consiglio, la politica e le parti sociali in un ragionamento di ampio respiro da cui sarebbe dovuta scaturire una seria programmazione delle cose da fare nell'interesse della comunità.  

*E' diventato sempre più, in questi anni, motivo di sfiducia verso la politica Racalmutese, rendendosi responsabile di un vero e proprio tradimento rispetto alle tante aspettative del post Commissariamento. 
CONCLUSIONI:
*In conclusione si ritiene che il Consiglio Comunale non può ulteriormente assistere passivo, ad un così grave degrado, rischiando di diventare complice di una inaccettabile inerzia delle Istituzioni, a tutto danno dei Cittadini che in noi hanno riposto le proprie esigenze e aspettative di crescita culturale e sociale.

*Tutto ciò premesso, i sottoscritti Consiglieri comunali, consapevoli della responsabilità assunta a seguito delle elezioni amministrative nei confronti di tutti i Cittadini, dell'impossibilità di adempiere ai doveri derivanti dal proprio mandato, considerato il progressivo deterioramento dello stato politico-amministrativo e convinti che è necessario ridare serenità al clima politico Racalmutese in prospettiva del ritorno al voto per le prossime elezioni amministrative, CHIEDONO al Presidente del Consiglio Comunale la convocazione dell'apposita seduta del Consiglio Comunale, nei termini e modi di legge, al fine di discutere e deliberare in merito alla presente proposta di mozione di sfiducia al Sindaco. 
I Consiglieri Comunali sottocrittori:
E' giusto che ognuno esprima il suo pensiero. E' giusto che il Sindaco cerchi di difendersi. ( Gli chiediamo solo di dire la verità). Mi auguro che anche gli assessori lo facciano, uscendo fuori da questa condizione, ricorrente, di stretta tutela con cui il Sindaco li avvolge rischiando di asfissiarli. ( Ci ricorda la fasciatura che nelle famiglie si praticava -a danno dei neonati!- con la convinzione che potessero crescere dritti e forti! Certamente non più intelligenti!)
Ma è altrettanto giusto che si valutino le ragioni di chi ha trovato il coraggio di compiere questo atto politico forte, e dalle conseguenze politiche incerte per gli stessi proponenti!
Una decisione non presa, di certo, a cuor leggero. Si sono svolte, nei due anni successivi alla precedente mozione di sfiducia, decine e decine di incontri, ristretti, allargati, e di tutte le misure. Al Sindaco abbiamo rivolto Appelli in tutte le occasioni, nelle Commissioni Consiliari e nei Consigli Comunali, ad avere più rispetto verso l'Istituzione Consiliare, verso i singoli Consiglieri, verso la Politica e verso il Tessuto Sociale. Ad impegnarsi di più nella ricerca di quegli equilibri imprescindibili nelle dinamiche della vita sociale e politica. Ad essere più rapido e coraggioso nelle scelte amministrative. 
A gestire meglio il tempo per una più efficiente e produttiva programmazione. E per fare tutto questo, tutti noi, ci siamo messi totalmente e disposizione fin dal primo giorno di Governo della Città. E lo abbiamo fatto fino all'ultimo minuto dell'ultimo giorno utile per poter presentare la mozione. Dal Sindaco abbiamo solo e sempre ricevuto, rinvii, silenzi, al massimo mezze risposte. Tanti impegni faticosamente presi sono stati disattesi, spesso anche rinnegati. Capite che non era più una situazione sostenibile. Spiace, in queste ore, assistere al tentativo del Sindaco di nascondersi dietro i problemi e le difficoltà dei Cittadini, che in verità lui avrebbe dovuto risolvere o quanto meno affrontare. Nel periodo che manca alla votazione della sfiducia, sarebbe giusto fare una sorta di "OPERAZIONE VERITA'" in cui gli interessati e chiunque abbia qualcosa da dire lo faccia a beneficio del cittadini e della storia.           
FINE DEL DOCUMENTO RIGUARDANTE LA PRESENTAZIONE DELLA MOZIONE DI SFIDUCIA

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DOCUMENTI.


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Fondazione sì

Malgrado tutto, a.XXXI, luglio 2012, n.2


Malgrado tutto, a.XXXI, luglio 2012, n.2

Malgrado tutto, a.XXXI, luglio 2012, n.2

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Fondazione no
"Con la presente si riscontra la nota prot. 11226del 22.11.2017, di pari oggetto, per comunicare che agli atti della  Scrivente Segreteria Generale, non risulta alcuna istanza di riconoscimento relativa alla fondazione in oggetto segnata"

Oggetto: Richiesta notizie fondazione "Teatro Margherita"


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Mia esperienza raccontata nel seguente Post:


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L'articolo di Malgrado tutto:


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Mio Post conseguente:





I POST DEL MESE. Novembre 2018