mercoledì 20 novembre 2019

IL CANE "PANEPERSO" "NASCHIAVA"... Da un romanzo inedito

In certe ricorrenze, Sciascia ci ha insegnato ad omaggiare gli scrittori con la scrittura. 
Anche nel proprio piccolo, ovviamente, e con umiltà. Vale l'intenzione. 
Il resto son tutte chiacchiere. 




Da un romanzo ancora inedito

[...] Il cirneco Paneperso, fulvo e infallibile, andava fiutando il terreno erboso sotto lo sguardo in agguato del suo padrone; con i guaiti insistenti voleva comunicare qualcosa: doveva esserci di sicuro un coniglio nei paraggi. Era piovuto nella notte e gli afrori della terra erano sospesi nell’odore pungente da decifrare.
            Quella mattina Paneperso, più cinetico del solito, mugolava in un modo strano, gironzolava intorno al padrone e andava e veniva da una macchia di roveto. 
– Che c’è, Paneperso, che c’è? Cerca, cerca.
E Paneperso partiva come un proiettile. 
Biagio non sapeva come interpretare quel mugolio lamentoso; andò cauto verso il muro di spini: le lepri sapevano fare inaspettate sorprese con un balzo, e svignarsela. Si avvicinò. Non si sentiva alcun fruscìo. Paneperso tacque, non smetteva però di naschiàre con quel muso umido e nero anche se lo faceva come se fosse distratto, senza convinzione, senza aggressività: il suo fiuto solitamente non scantonava.
– Che c’è, Paneperso, non abbai più? Cerca, cerca. [...]

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