venerdì 5 ottobre 2018

"LA MAESTRA PORTAVA CARBONE" ANCHE ALLA RAI. Del libro di Piscopo e Ferlita se ne parlerà domani nel programma "Uno Mattina in famiglia"

Domani mattina alla Rai, alle 10.00,  nel programma Uno Mattina in Famiglia, 
Maurizio Piscopo e Salvatore Ferlita  parleranno  del loro libro scritto a quattro mani.


In occasione della presentazione del libro nella rubrica del TGR Sicilia
 "Buongiorno Regione"

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Il libro La maestra portava carbone di Maurizio Piscopo e Salvatore Ferlita è stato presentato in diverse città siciliane riscuotendo grande successo di pubblico e di critica.
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Prossimamente sarà presentato a Matera, a Roma, a Caltanissetta. 
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Maurizio Piscopo è un maestro elementare  e insegna a Palermo; Salvatore Ferlita è professore di Letteratura Contemporanea  all'Università "Kore" di Enna.



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Il 20 settembre scorso il libro è stato presentato alla Feltrinelli di Palermo e il 22 dello stesso mese a Racalmuto nei luoghi cari allo scrittore Leonardo Sciascia che è stato maestro di scuole elementari. 
A Palermo e a Racalmuto ho avuto il piacere di parteciparvi, è stato eseguito, con l'accompagnamento della fisarmonica, anche il canto "Vita di issara" dedicato all'antico mestiere dei gessai ormai quasi dimenticato (testo mio, musica di Maurizio Piscopo) e verrà riproposto a Caltanissetta nella presentazione del libro curata da Marina Castiglione.
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Ls canzone "Vita di issara" verrà inserita in un libro-cd  
a cura di Salvatore Ferlita e Maurizio Piscopo 
dal titolo provvisorio Carusi di surfaru 
di prossima pubblicazione 
per le edizioni Lussografica di Caltanissetta.
Foto dall'archivio di Salvatore Mirabile.

TRISTE, SOLITARIO Y FINAL? Fiori di plastica sulla tomba di Sciascia.

Note facebucchiane



Un mio amico, estimatore di Sciascia, mi fa sapere, rammaricato, che sulla tomba del grande scrittore racalmutese, al cimitero di Racamuto, vi hanno deposto fiori di plastica; ma è mai possibile? Dobbiamo fare una raccolta?

Che triste metafora quel fiore senza linfa! E senza sangue?

giovedì 4 ottobre 2018

INVIDIA: LA MALABESTIA. Inedita lettura, spirituale e psicoanalitica, con esperti alla Biblioteca Lucchesiana di Agrigento

...la colpa de la invidia...
Purgatorio, Canto XIII, v. 38


L’invidia
Una lettura spirituale e psicoanalitica.
Conferenza pubblica.

Inteventi di
Don Angelo Chillura, Docente di Teologia Morale, Direttore della Biblioteca Lucchesiana;


Ven. Osvaldo Santi Thupten Tharpa, Monaco buddista, Ordinato da S.S. Il Dalai Lama, insegnante nei centri di Dharma accreditati;

Dott. Andrea Rapisarda, Dirigente Psichiatra, Psicoanalista della Società Psicoanalitica Italiana

Modera: Dott. Renato Schembri, Spazio Rêverie, SatiAg



Ingresso libero



A partire dalla lettura delle scritture cristiane che inseriscono l’invidia tra i sette vizi capitali, potremo analizzare questo sentimento che è rifiutato da tutti con disgusto ma alberga, in vario modo e con varia intensità, nel cuore di ognuno. 

Nel proverbio popolare siciliano troviamo: “si la mvidia fussi guàddara, tutti l’omini fussiru guàddarusi” (se l’invidia fosse ernia tutti gli uomini avrebbero l’ernia).


Potremo scoprire –forse con sorpresa- che prima di essere uno stato mentale presente negli adulti essa è un moto primario dello psichismo che accompagna e caratterizza lo sviluppo del bambino nel rapporto con l’Altro adulto. 

Allo stesso tempo, potremo comprendere come affrontare l’invidia significhi confrontarsi con le proprie aspettative, con l’idea che abbiamo di noi stessi e con la nostra capacità di perdonarci e soprattutto con l’idea che abbiamo del mondo, della natura delle cose.
Nella sua manifestazione sana l’invidia si può trasformare in ammirazione e/o spingerci a dare di più, a perseguire degli obiettivi, mentre nelle sue forme distruttive produce una lacerazione nei rapporti con l’Altro, nelle famiglie, nei gruppi di lavoro e soprattutto può diventare una “avversione mentale” che danneggia, talvolta in modo grave, l’equilibrio della persona fino a compromettere la vita stessa. 

L’incontro proposto che si svolge con la partecipazione di autorevole relatori in una cornice importante e preziosa come quella della Biblioteca Lucchesiana, ha lo scopo di fornire alcune informazioni, pensieri, modelli per poter comprendere questo stato mentale così insidioso, spesso inconsapevole e, se è possibile, fornire suggestioni per tentare di trasformarlo, con pazienza, in qualcosa che ci migliori nel rapporto con noi stessi e nella relazione con gli altri. 



Nella sala monumentale dove si svolgerà l’incontro programmato sono esposte alcune opere dell’artista Jan Fabre.



La Conferenza Pubblica su "l'invidia" è inserita in un ritiro di insegnamenti e meditazioni di tre giorni (5,6 e7) svolte dal Ven. Osvaldo Santi Thupten Tharpa presso SatiAg 


Info: biblioteca.lucchesiana@gmail.com 
tel. 3286552659
spazioreverieag@gmail.com 
tel. 3383184389 

Testo e foto dall'Evento su Facebook




mercoledì 3 ottobre 2018

NENTI CI FA. Anticipazione

nenti ci fa

-      Nenti ci fa! 
-      Chi è? Chi fu?

Lu sintiva diri, 
ora capita a mia.
Li cannarozza mi sientu rascari,
curpa d’un pinsieri.
Sinceramenti
 nun sacciu nzocch’è.

Na cosa acchiana e scinni
un gruppu 
un cutugnu
nun sacciu
pari un santòmu 
c’ammurra
ccà ccà
ngiarratu
nni la vucca di lu stomacu
comu un surci chi s'intana
ncuttumatu
na serpi ca spirisci
suonnu ca stramuscisci
firnicia
puisia, diciemmu,
di unu c’abbrazza nievuli
parla cu l’arbuli
e hiavuria la terra
 e la piglia e la nserra
e stringi nni li pugna
(sopiddra  
nni la testa nzoccu arregna)
e la fa sciddricari 
e mentri di li pugna cuculia
 a cannulicchiu
lu vientu la stravija:

mancu n terra 
pò arrivari, la terra,
c’addiventa
pruvulazzu
aria 
nievula 
rina di mari
farina macinata
cuttuni affinatu
parola straminiata
bannera sbintuliata
pinsieri ca ci hiuhi
e vola

…neglia nni lu chianu
s’agnunìa
ncapu la muntagna
si nn’acchjana  
e spercia di dda banna
ca mancu si sapi chi c’è 
e attrova genti ca nun canusciu…

Pazzu sugnu?

Vulissi jiri anchi senza ali
appriessu di ddra terra sciddricata
di li pugna
addivintata
nievula
neglia
 aria 
rina di mari
farina macinata
paci addisiata 
                                                                                

assicutari l’aria, di tutti
addivintari hiatu:
 di nutrichi 
di cristiani granni
di cristiani nichi

palora addivintari
ca pari scappatizza
e nni la testa acchiana
e di la testa scinni 
nni lu cori.

…e lu munnu vulissi abbrazzari
prima ca iddru finissi
prima, lu sacciu, ca iu 
a iddru l’aju a lassari.

Pazzu? Pazzia? 
Forsi.
Forsi filicità.
Forsi puisia.
Tu chi dici?

-      Nenti. Ca diri?
-      Nenti ci fa!

Zaccanello, domenica 16 agosto 2015 piove, sale odore di terra, verde davanti a me, di piante, di giardino, di pino, biancore di strada. Palermo, martedì 2 ottobre 2018, nella notte insonne.

©piero carbone


N.B. 
Ortografia provvisoria, da uniformare  agli altri componimenti nell'eventuale, omonima raccolta di cui farà parte.
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