Blog di Piero Carbone (da Racalmuto, vive a Palermo). Parole e immagini in "fricassea". Con qualche link. Sicilincónie. Sicilinconìe. Passeggiate tra le stelle. Letture tematiche, tramite i tags. Materiali propri, ©piero carbone, o di amici ospiti indicati di volta in volta. Non è una testata giornalistica. Regola: se si riportano materiali del blog, citare sempre la fonte con relativo link. Contatti: a.pensamenti@virgilio.it Commenti (non anonimi). Grazie
sabato 27 settembre 2014
C'ERA UNA VOLTA LA... CALLIGRAFIA
Non si scrive più a mano. Se si scrive, si scrive male. E' opportuno allora ricordare che c'era una volta la calligrafia, ma soprattutto un metodo per insegnarla con tanti esercizi per apprenderla.
venerdì 26 settembre 2014
BEPPE CINO CI RIPROVA?
La storia procede a zig zag, il suo procedere è misterioso e capriccioso, fatto di arresti imprevisti e ripartenze inaspettate.
Sulla scia del film Diceria dell'untore, ispirato all'omonimo romanzo di Gesualdo Bufalino e realizzato nel 1990, sembrava che l'annunciato progetto riguardante la trasposizione cinematografica delle sciasciane Parrocchie di Regalpetra dovesse giungere in poco tempo al suo traguardo.
A questo progetto accennavo nel 1995 su "Lumìe di Sicilia" riproponendo la recensione di Gianfranco Marrone pubblicata nel 1991 su "Nuove Effemeridi".
Invece, per imprevisti o impedimenti o ripensamenti o chissà altro, per lo zig-zagare della storia appunto, il progetto non è andato in porto.
Nel frattempo, il regista Beppe Cino ha continuato il suo cammino nel mondo del cinema, ha realizzato altri film, ha raccolto copiosi frutti, ma a distanza di tanti anni chissà se avrà voglia di rispondere all'odierno interrogativo o addirittura avvalersene come un pretesto per ripensare alla fattibilità di quell'antico progetto? Ci riprova?
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| Gianfranco MARRONE, "Nuove Effemeridi", anno IV, n.13, 1991/I |
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| . Lumìe di Sicilia, n. 24, giugno 1995 |
Linnks correlati
su Beppe Cino
http://it.wikipedia.org/wiki/Diceria_dell'untore_(film)
http://it.wikipedia.org/wiki/Beppe_Cino
http://movieplayer.it/articoli/la-sicilia-degli-anni-50-rivive-in-quell-estate-felice-di-beppe-cino_5446/
su Gianfranco Marrone
giovedì 25 settembre 2014
IPOTESI DI VIAGGIO DI UN PITTORE PITTORE. Guido Quadrio
Guido Quadrio non c'è più ma la sua arte ha continuato a viaggiare.
Una testimonianza del 2000 e la donazione del 1996.
I milioni di cui si parla nell'articolo indicano lire £.
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| n. 38, febbraio 2000 |
errata corrige: scianiani = sciamani
Link correlato:
Carmelo Pirrera ricorda Guido Quadrio
(pag. 7)
Foto © archivioepensamenti
mercoledì 24 settembre 2014
TRA IL DIAVOLO E L'ACQUA SANTA. A Gaspare Agnello il Premio antimafia "Salvatore Carnevale"
la premiazione il 23 settembre a Galati Mamertino (Me)
"Sono stati assegnati i premi antimafia Salvatore Carnevale, indetti dalla fondazione socialista antimafia Carmelo Battaglia, presieduta dal docente universitario Antonio Matasso.
La scelta è caduta sullo sceneggiatore Nicola Badalucco, candidato al premio Oscar per il film “La caduta degli dei” e già giornalista del quotidiano socialista Avanti!, su cui denunciò i responsabili della morte di Carnevale; Placido Rizzotto, dirigente della Cgil e nipote omonimo del sindacalista ucciso dalla mafia a Corleone il 10 marzo del 1948; gli ex sindaci di Capo d’Orlando, Nino Messina (Dc) e Carmelo Giuseppe Antillo (Psdi), che ebbero un ruolo determinante nel sostenere la rivolta dei commercianti orlandini contro il racket;
e lo scrittore Gaspare Agnello, storico militante socialista che presentò mamma Carnevale alla famiglia Nenni, appena dimessosi da giurato del premio letterario Racalmare-Leonardo Sciascia, per protestare contro l’inclusione tra i finalisti del killer Giuseppe Grassonelli, fondatore della Stidda, condannato all’ergastolo."
Nella cronaca di Maria Chiara Ferraù si legge tra l'altro:
"...appena dimessosi da giurato del premio letterario Racalmare-Leonardo Sciascia, per protestare contro l’inclusione tra i finalisti del killer Giuseppe Grassonelli, fondatore della Stidda, condannato all’ergastolo."
Un Premio insomma richiama l'altro e tutti e due, tramite il riferimento alla stessa persona, si prestano ad alcune considerazioni col sottofondo di un unico live motive:
NON SI PUO' ACCONTENTARE TUTTI CONTEMPORANEAMENTE, NEANCHE SE IN LUOGHI DIVERSI.
Questo Premio intestato a Salvatore Carnevale mi sembra la chiave di certe scelte coraggiose e di coerenza nei confronti di altri Premi. Non si può conciliare tutti e tutto contemporaneamente, anche a pagare un prezzo altissimo. Gli altri semmai capiscano e ne traggano le logiche conseguenze. Invece hanno reagito male alle sue dimissioni.
Altro che, tramite una testata contigua, rievocare vicende giudiziarie inconsistenti o scagliare al suo indirizzo certi commenti acidi, nervosi e molto eloquenti, veri e propri inviti al silenzio, quasi si trattasse di impertinente monelleria (questa musica non mi è nuova): "Non faccia, quindi, la vittima, e abbia la compiacenza, se lo ritiene opportuno, di chiuderla qui". Che tono! Che bon ton! Che supponenza!
Riferendomi al dimissionario Gaspare Agnello ritengo che il suo gesto, le sue dichiarazioni nell'intervista a Paolo Liguori sui criteri della scelta dei libri finalisti, avrebbero dovuto aprirla, una discussione, una riflessione, seria, pacata, rispettosa di tutti i nomi interessati e coinvolti, ieri, oggi e... domani.
Ma forse, dopo la sortita polemica e la fortuna arrecata in termini di pubblicità, col suo boato, a ciò e a chi voleva contestare, ragionare non serve più. Disturba.
La vera impertinenza però è della storia che segue testarda il suo corso, e ora invera ora smentisce: nel suo caso, il Premio Carnevale non confligge con le sue precedenti scelte, anzi, le avvalora.
Altro che, tramite una testata contigua, rievocare vicende giudiziarie inconsistenti o scagliare al suo indirizzo certi commenti acidi, nervosi e molto eloquenti, veri e propri inviti al silenzio, quasi si trattasse di impertinente monelleria (questa musica non mi è nuova): "Non faccia, quindi, la vittima, e abbia la compiacenza, se lo ritiene opportuno, di chiuderla qui". Che tono! Che bon ton! Che supponenza!
Riferendomi al dimissionario Gaspare Agnello ritengo che il suo gesto, le sue dichiarazioni nell'intervista a Paolo Liguori sui criteri della scelta dei libri finalisti, avrebbero dovuto aprirla, una discussione, una riflessione, seria, pacata, rispettosa di tutti i nomi interessati e coinvolti, ieri, oggi e... domani.
Ma forse, dopo la sortita polemica e la fortuna arrecata in termini di pubblicità, col suo boato, a ciò e a chi voleva contestare, ragionare non serve più. Disturba.
La vera impertinenza però è della storia che segue testarda il suo corso, e ora invera ora smentisce: nel suo caso, il Premio Carnevale non confligge con le sue precedenti scelte, anzi, le avvalora.
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martedì 23 settembre 2014
ORTO E ARTIGLI
Ben detto, rispose Candido, ma intanto bisogna coltivare il proprio orticello.
Voltaire, Candide
e poi distese i dispietati artigli
Dante, Inferno
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