martedì 19 agosto 2014

AGRIGENTO. UNA POESIA


 Le ho vissute tutte, le sensazioni da cui muove e a cui conduce la poesia di Giuseppe Vinci. Una più, una meno; che importa?
Lui non è di Agrigento; nemmeno io.


La poesia












Foto di copertina Gaspare Taormina

domenica 17 agosto 2014

ANONIMI, ASPIRANTI "PAVAROTTI"



Agli aspiranti "pavarotti" che si aggirano per siti e per blog: se potessimo, credo verremmo loro incontro, ma per il loro stesso bene, dovremmo invitarli, scongiurarli, pregarli  di astenersi dal postare commenti senza uno straccio di nome e cognome.

 Come si possono pubblicare in un blog i commenti anonimi?
I primi a rimanerne vittime sarebbero quelli che li scrivono, se non altro perché fanno la figura dei codardi, dei pusillanimi, dei vigliacchi, dei senza spina dorsale, di chi scaglia la pietra e nasconde la mano.
Se qualcuno tali li qualifica, in generale, loro, anche se se la sentono personalmente, non possono reagire: sono anonimi! Tutti infatti possono essere l’anonimo di turno, e quindi nessuno in particolare. 

Ma, detto pacatamente,  quale potenza di convinzione può scaturire da chi s'annaca, spunzìa, sputazzìa,  in modo anonimo? 
E quale forza morale anche da un ragionamento serio? 
Nessuna, perché manca la fonte. Anonimo, senza nome, senza la persona contrassegnata dal nome; senza responsabilità.

Il commento anonimo, anche se sensato, per il suo essere anonimo, finirebbe con l'intorbidare le acque che vorrebbe schiarire.

E se poi, per ipotesi o per indizi, di queste pratiche squalificanti o, a dir poco, poco coraggiose, lo vengono a sapere i loro amici, i loro figli, i loro parenti, che figura ci accucchiano?  Per non dire degli epiteti poco lusinghieri a loro indirizzati!

Nei  miei spazi informatici, per rispetto a loro stessi (anche se non se lo meritano), e ai loro amici, non li pubblico, no, gli anonimi.

Mi dispiace se a qualcuno  viene tolto il piacere di vedersi pubblicato anonimo per illudersi di saperle cantare e saper mostrare i muscoli.

Purtroppo, la realtà resta tristemente un'altra: un asino, anche se raglia in un teatro, qual è la platea informatica, sempre asino resta.

Altrimenti facile per tutti sarebbe diventare Pavarotti.

SMARAGDOS, Lo scornabecco non è un animale. Parainedito.

sabato 16 agosto 2014

LA MAFIA E LA MADONNA




1.

A completamento della festa della Madonna del Monte, a Racalmuto, tra le attività collaterali si presenta un libro sulla mafia, anzi, la testimonianza di un mafioso in carcere, scritta materialmente da un giornalista di vaglia, alla cui presentazione sono accorsi, tra gli altri, dopo grandi annunci dell'evento, una familiare testata giornalistica proponente nonché amici giornalisti fotografi bloggers racalmutesi più o meno di scoglio che, giornalisticamente parlando, manco si sono accorti della Madonna che giorni prima aveva attraversato le strade del paese in solenne, solennissima processione. 
Concorrenza sleale!
Nota pubblicata su fb 24 luglio 2014 alle ore 23.35



2.



Foto archivioepensamenti 1 
La statua della Madonna del Monte deposta su un carroccio trainato, secondo la tradizione, dai buoi. Rappresenta l'inizio dei festeggiamenti e rievoca la genesi della sua venuta a Racalmuto.

Foto archivioepensamenti 2
A destra, il giornalista Riccardo Galatioto riprende la tradizionale processione con la partecipazione speciale di oltre cento figuranti in costumi d'epoca della tradizionale Recita e del corteo storico "Santa Rita" di Castellammare del Golfo per un servizio di 40 minuti che andrà in onda su Video Sicilia a Settembre.

Foto 3. Pioggia di petali sulla Madonna. Poto di Piero Poma

3.

venerdì 15 agosto 2014

SICILIA CHE BRUCIA. Quando il caldo dura







Quando il caldo dura




Foglie di sparto

E vento di sciorcco

Caldo mediterraneo.

Amori andalusi

E passioni della mia terra.

Sotto l’ulivo centenario

All’ombra mi riparo

Dal caldo delle stoppie

Rinfuocate.

Tu, l’ulivo.



L’ulivo è ricco d’ombra

Ma spossato, tronco cavo

Per colonie di formiche.

È generoso il grembo della terra.

Fammi assopire

Sotto la tua ombra.















Sicilia che brucia, Edizioni Grifo, Palermo 1990 (Prefazione di Leoluca Orlando)

Copertina di Nicolò D’Alessandro