martedì 27 novembre 2018

A PROPOSITO DI SCIASCIA: LA METAFORA DELLA CODA CHE TANTO PIACQUE A MATTEO COLLURA. Una lusinghiera citazione (acefala)

e venne il giorno della coda




La metafora della coda come categoria critica

"A Racalmuto usano dire di chi s'entusiasma, di chi si esalta e si diverte nel fare quello che sta facendo, che ci adduma la cuda (gli si accende la coda). A Sciascia si sarà certamente accesa la coda nello scrivere Le parrocchie di Regalpetra, Il giorno della civetta, Il Consiglio d'Egitto, Morte dell'inquisitore, A ciascuno il suo, La corda pazza: poi si dovrà trovare un altro modo di dire per rendere quel che avrà provato nello scrivere Il contesto, Todo modo, La scomparsa di Maiorana, Candido, L'L'affaire Moro, Porte aperte, Il cavaliere e la morte, Una storia semplice. E in questo caso non può bastare il colorito lessico dei racalmutesi".
Matteo Collura, Il Maestro di Regalpetra, Longanesi & C.  edizioni, Milano 1996.



Il Maestro di Regalpetra, pag. 73

"Il marito tentenna, Sciascia saggiamente sconsiglia, anche se i suoi occhi esprimono parere diverso, comunicano uno stato d'animo che per un racalmutese è quello di chi gli si 'accende la coda'".
Matteo Collura, Il Maestro di Regalpetra, Longanesi & C.  edizioni, Milano 1996.

Il Maestro di Regalpetra, pag. 218

Il Maestro di Regalpetra




"...Sciascia si trova in una condizione estetica che possiamo dire all'opposto: la canicola non dico siciliana ma racalmutese gli incendia l'estro. Si viene a trovare presumibilmente in quello stato d'animo che i racalmutesi - non sapendo d'estetica - esprimono con colorita espressione nel loro idioma: Ci addùma la cuda -, 'gli avvampa la coda', di uno che s'entusiasma, s'esalta, per qualcosa che veramente gli sta a cuore"
Piero Carbone, Il mio Sciascia, Edizioni Grifo, Palermo 1990.

Il mio Sciascia, pag. 29
Il mio Sciascia, pag. 30


Il mio Sciascia

Il mio Sciascia

Il mio Sciascia

Il mio Sciascia




ph ©piero carbone (la gatta Cecilia, estate 2012)





lunedì 26 novembre 2018

GRAZIE AL GRUPPO SICILIANDO PER L'ATTENZIONE AL MONDO DEL GESSO, E NON SOLO


Un caloroso ringraziamento alla straordinaria famiglia di soci e simpatizzanti di SICILIANDO, gruppo con oltre 63.000 iscritti, per l'accoglienza, tramite la sensibilissima Alessandra Buttitta, di queste parole, direi d'amore, nei confronti del mondo del gesso che è appartenuto ai nostri avi e ora rischia di essere dimenticato per sempre.

Link:





23 novembre 2018

Alessandra Buttitta: 
Oggi tra gli eventi pubblicati, questo sicuramente mi ha incuriosito tanto. “U issaru” ...per saperne di più leggete il seguito. Ringrazio il prof. Piero Carbone da Racalmuto
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Prima dell’avvento del cemento, il gesso era molto in uso, si ricavava faticosamente dalle cave e faticosamente veniva cotto e reso farinoso sbriciolando le pietre di gesso con mazze e picconi. Veniva trasportato dai carretti dai muli, dagli asini, i famosi „scecchi di issara“ divenuti un modo di dire per indicare molta fatica e poco profitto. Anhe ad altri usi veniva destinato il gesso e in parte viene utilizzato ancora ma prodotto con tecniche lavorative diverse.
È sparito il mondo del gesso e dei gessai di una volta legati alle calcare e con esso il linguaggio che indicava attrezzi, fasi lavorative, canzoni, modi di dire. Molto più diffuso dello zolfo in Sicilia ma meno celebrato, è stato fatto oggetto ultimamente di studi e ricerche. La canzone Vita di issara (testo di Piero Carbone, musica di Giuseppe Maurizio Piscopo) vuole essere un contributo alla memoria del gesso dimenticato e testimonianza del risvegliato interesse.
È giusto che le vecchie generazioni non dimentichino. È giusto che le nuove generazioni conoscano. La canzone verrà eseguita il prossimo gennaio a Catanissetta durante una giornata di studi dedicata al gesso organizzata dalla studiosa Marina Castiglione. (P. C.)


*

Vita di issara
Testo di Piero Carbone
Musica di Giuseppe Maurizio Piscopo

Ritornello:.
Issu, issara: vita di carcara.
Issu, carcara: vita di issara.
Issu, balati: forti cafuddrati.
Furnu, famìa: issu abbianchìa.
I
A Buovu e Gargilata issu c’era,
Bivona cu Lercara china nn’era,
ci nn’era a Grutti, c’era all’antri banni:
luciva e luci muntagni muntagni.
Lu palu spirtusava rocchi e cugni,
la pruvuli sparava, e li timugni
di petri carriavanu sudannu
a la carcara jennu hiatiannu.
Rit.
II
Ti nfurna, lu issaru, e ti piddrìa,
balata, duoppu cotta, e macinìa
a cuorpi di picuna e mazzuttati
di hiatu e di sudura ncuttumati.
Carretti sientu nni la notti scura,
un cantu, griddri, fierri di na mula.
Carrianu, li scecchi di issara,
a prucissioni. Su li urdunara!
Rit.
III
Antichi casi di servi e patruna,
e rrobbi granni, nichi cubbuluna,
mpastati cu lu issu di carcara
e stucchi, statui, angili d’antara.
Issotta, ciarmaliddri, baddruttati,
li tietti di canneddri arraccamati.
Lu issu finu li mura abbianchìa.
Sciloccu nni li casi un ci putìa
Rit.

IV
Lu fuocu di lu tiempu cuciunìa
a tutti, comu furnu nni famìa,
nni coci com’abbastru di carcara:
biancu dintra e fora chi s’affara.
Facivanu accussì nni la carcara.
Oh, issu binidittu di issara!
Recitato:
La storia cancia, lu cimentu vinni:
palazzi frolli, ponti ntinni ntinni.
Ritornello finale:
Issu, issara: vita di carcara.
Issu, carcara: vita di issara.
Issu, sudura, mpinti mura mura.
Figli, lu pani, aspettanu dumani.
Recitato finale:
Figli, lu pani, aspettanu dumani


Ph Archivio Salvatore Mirabile

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Nota del compositore Giuseppe Maurizio Piscopo
Confesso che mi occupo di tradizioni popolari da quasi 50 anni.
Quest’anno, per la prima volta sono rimasto affascinato da un testo di Piero Carbone “Vita di issara“. Di questo mondo magico e dimenticato, ne abbiamo parlato a lungo, soprattutto della cava di gesso e della calcara gestite dal nonno paterno.
Con l’esperienza di maestro elementare nasce spontanea la domanda:
Che cosa rimane di questa cultura nelle nuove generazioni, cosa conoscono i bambini di questo mondo, che cosa c’è nei libri di scuola elementare di questi argomenti?
Una domanda che non è rivolta soltanto ai bambini, si capisce.




domenica 25 novembre 2018

CAVE DI GESSO: NIENTE ESPLOSIONI NEL CENTRO ABITATO, FUORI SÌ. Calogero Messana e la Delibera del 1852

Seguito del Post di ieri:
https://archivioepensamenti.blogspot.com/2018/11/cave-e-calcare-di-gesso-montedoro-fin.html


© p. c.



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Foto e didascalie di Calogero Messana

Aggiungo questa mappa di Montedoro, poiché la vicenda è un po' lunga nel tempo. 
Documenti del 1852 descrivono quanto riportato nella cartina: una eterna lotta tra "sopra" col gesso e "sotto" con lo zolfo!




Per diletto, nel linguaggio e nel contenuto, vi mostro la Delibera del 1852.

© p. c.


Segue la lista del materiale impiegato: in primis Gisso!





© p. c.







sabato 24 novembre 2018

CAVE E CALCARE DI GESSO A MONTEDORO, FIN DAL 1635, SECONDO AMEDEO LA PORTA. Grazie a Calogero Messana per la segnalazione



Dopo la documentazione di Giuseppe Pasquale Palumbo relativamente a Milena 
ne sopraggiunge un'altra da parte di Calogero Messana relativa a  Montedoro.

E' un'anticipazione sicuramente gradita per appassionati e studiosi, 
in vista dell'incontro che, auspice Marina Castiglione, 
si terrà a Caltanissetta all'inizio del nuovo anno. (P. C.)






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Calogero Messana:
Amedeo La Porta ha lavorato tutta la vita nelle miniere di zolfo di sale e nelle cave. E' una monografia fatta nella sua vecchiaia.
Piero

Calogero Messana

Ha completato la sua carriera come direttore della miniera di sale di Petralia. E' morto circa 15 anni fa.

Nel 1950 era a Gibellini.
Piero
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FRONTESPIZIO



INTRODUZIONE SULL'UTILIZZAZIONE DEL GESSO




GESSO E LAVORATORI: ALCUNI NUMERI 



CAVE E CALCARE. Disegni







A COSA SERVONO I SOCIAL
Triangolazione: Curcuruto - Messana - Carbone


Schermate Facebook






Grazie a Michele Curcuruto per avermi condiviso la foto di Pasquale Pasquale Giuseppe Palumbo con la seguente didascalia "storica cava di gesso...con cui fu edificato il paese di Milocca...."


Schermate facebook



ph piero carbone


Link
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Conversazione con Giuseppe Pasquale Palumbo di Milena (Milocca)
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Contrada Calcare a Racalmuto
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venerdì 23 novembre 2018

CLAUDE AMBROISE ALLA FONTANA









Foto ©piero carbone

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