sabato 25 agosto 2018

REQUIEM PER LA COLONNA CADUTA DELL'ANTICA PESCHERIA

E la colonna dell'ottocentesca pescheria? 
Non c'è più.

Interessa a qualcuno?

E coloro che dovrebbero interessarsene 

per dovere di informazione?

per dovere di amministrazione?

per dovere di conservazione?

Non fiori ma... alibi.




Aleggia come spettro un'implicita risposta:

"Ma chi se ne fotte!"

Eppure, chissà quante altre "colonne" 
sono cadute e svanite nel tempo! 
E quante ne cadranno!

Non ci si può esimere da qualche riflessioncella.
La storia si può abradere in tanti modi:
c'è chi - con furore "religioso" - ricorre alla dinamite, 
e c'è chi, meno cruentemente, all'incuria.
Il risultato è lo stesso.

Eppure, non si potrà dire "non sapevo": 
ci passavamo accanto,
segnali erano stati lanciati nel tempo, 
ma lasciati cadere nel vuoto, 
nel vuoto dell'abbandono del silenzio dell'oblio,
 come la colonna appunto. 

Che terribile insegnamento ci dà però questa colonna
svanita senza lai né pianti!

E se fossimo noi quella colonna?


Link:
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https://archivioepensamenti.blogspot.com/2017/07/salviamo-la-sineddoche-di-racalmuto.html
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https://archivioepensamenti.blogspot.com/2017/12/e-caduta-una-colonna-racalmuto-metafora.html
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https://archivioepensamenti.blogspot.com/2012/10/la-colonna-non-infame_7.html
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giovedì 23 agosto 2018

VIRGILIO E MARINETTI? SE NON LO SONO, LO SIANO. Partiamo dalle "teste" di Athos



Teste di scena realizzate da Athos Collura.
Potrebbero impiegarsi nel "Dialogo nel bosco". 
Manca il terzo personaggio, conteso dai due, il poeta-pecoraio Giacomo Giardina





Un frammento del Dialogo nel bosco
Atto unico che prevede
 recitazione musica danza canto proiezione 

Virgilio:
Se ti chiedo – cos’è un fiore? – 
mi rispondi, nel Duemila:
- E’ un fungo alto nel cielo 

che ricopre la terra di morte -.
Se ti chiedo 
– cos’è un bosco un’ara un fonte? –
mi rispondi:
- E’ una fabbrica d’acciaio! -.

Se ti chiedo – cos’è un mito 
il mistero il vento il mare? – 
mi rispondi: - Non lo so.

Coro:
Facciata di metallo congegnato 
circuito smarrito
ormai è la vita
in Occidente.


Marinetti:
E’ un altro tempo, ormai, 
che noi viviamo,
un’altra era.
Del presente gioiamo 

senza rammarichi, 
l’orgoglio nostro. 
Respiriamo benzene,
non lamenti.
Cantiamo il tempo nostro
 senza rimpianti d’Arcadie.


Coro:
Nuovo Eden, Signore! 
Nuovo Eden, Signore!
 Possibilmente...
senza un nuovo Caino.


Giardina:
Uno mi incanta, 
l'altro mi appassiona!
...





ph ©athos collura

martedì 21 agosto 2018

E GLI DEI A SELINUNTE FURONO SVEGLIATI NEL SONNO. MA ANCHE GLI UMANI. Alba artistica con "Napordu" di Ezio Noto e la carovana di cantanti musicisti attori performers... "orchestrati" da Giacomo Bonagiuso


Ezio Noto,  all'alba  del 19 agosto, con la sua carovana di artisti, complice Giacomo Bonagiuso, davanti al tempio di Hera ci ha sorpresi tutti sorprendendo l'alba selinuntina con sonorità modernissime e ancestrali per darci suggestioni e indurci a meditativi pensamenti... "pi liberi pinsari e iberi cantari... Sicilia... Sicilia... terra giarna arsa di suli... terra nivura arsa di focu... accumenza la magia...". P. C.








































L'annuncio su:



All’alba (ore 05.30) di domenica 19 agosto, al Tempio di Hera, si terrà lo spettacolo “Napordu” di Ezio Noto. 

Il Napordu (Onopordo, Onopordum Illyricum) è una pianta, una spina che resiste verde e rigoglioso quando tutto in Sicilia è arso, nero, giallo, secco, “paschera”. 
Spinoso, lo devi maneggiare con cura, sbucciandolo e mangiando il suo cuore verde, ti toglie lo stimolo della fame e ti disseta. Ha un bellissimo fiore in testa. 

Per me è la metafora perfetta di chi resiste a fare arte in questa terra arsa, per chi cerca la bellezza nell’arte. 
Il Festival della luce è una crepa che riesce a far passare la luce. “C’è una crepa in ogni cosa, è da lì che entra la luce” Leonard Cohen. 

Napordu è un progetto creativo pensato per il Festival della Luce 2018 che prevede la partecipazione di musicisti, un pittore, uno scultore, una danzatrice e alcuni attori: sulle musiche di Ezio Noto dal vivo, si esprimeranno dal vivo i diversi artisti in una esplosione di creatività, consapevolezza, incoscienza, improvvisazione. 

Singolarmente, a sezioni, tutti in ensemble. 
Un “tappeto” sonoro che accoglierà tutti in una “fusione”, “contaminazione” di arti: musica, teatro, danza, pittura, scultura.


L'annuncio su facebook




Sintesi e riflessione di e con Raimondo Moncada



Anche un'altra volta Ezio Noto si rese "colpevole" di un coinvolgente evento artistico
 che ho avuto la ventura di seguire:
https://archivioepensamenti.blogspot.com/2017/08/tintinnabula-burgio-per-il-dedalo.html


ph ©piero carbone








lunedì 20 agosto 2018

A MIDSUMMER NIGHT’S QUESTION: GIORNALISTI IN SILENZIO, COMPUNTI, PENTITI O PUBBLICAMENTE CELEBRATI?

Ma non è una domanda per nottambuli.

"E tu, Ermia, che dici?"

William Shakespeare Sogno di una notte di mezza estate
Atto I, Scena Prima


La colpa è di Shakespeare, del titolo di una sua famosa commedia che, complice l'estate,  ma soprattutto vedendo scorrere la realtà sotto i nostri occhi, vivendo il proprio tempo insomma, vien da parodiare: un titolo famoso che, libero da ogni vincolo di traduzione, molto più banalmente suonerebbe anche così:

DOMANDA NOTTURNA A TRE QUARTI D'ESTATE

Titolo originale:
A MIDSUMMER NIGHT’S DREAM





Ma come è finita con l'inchiesta su Montante & Company, personaggi significativi di spicco, meno spicco e giornalisti di vaglia compresi, annotati in elenchi discutibili e ancora tutti da chiarire? 

Capisco che cane non mangia cane, ma autocelebrarsi o celebrarsi reciprocamente mi sembra veramente un'esagerazione fuori luogo. 

O siamo tutti tonti?




Didascalia: la notte richiamata in tanti proverbi siciliani in siciliano







TESEO
...quattro giorni felici
ci porteranno la novella luna...
...

IPPOLITA
Quattro giorni faran presto a svanire con le lor notti,
 e queste a dileguarsi coi loro sogni; 

e la novella luna come un arco d’argento teso in cielo
salirà a contemplare sulla terra

la notte dei solenni nostri riti.


Shakespeare, Sogno di una notte di mezza estate, Atto I, Scena Prima
Traduzione e note di Goffredo Raponi

Versione digitale: 



Foto: ph ©piero carbone
 (aspettando l'alba a Selinunte, domenica 19 agosto 2018)


Locandina dell'evento celebrato davanti al Tempio di Hera





sabato 18 agosto 2018

SU IRENE MILISENDA NON MI ERO SBAGLIATO. A proposito di un ricordo, e di una previsione

Facebook mi rammenta un ricordo di due anni fa, io lo ripropongo anche qui










Chissà se un giorno Irene, per socializzare altri spunti di riflessione, vorrà pubblicare l'altra tesi di laurea in cui si faceva un parallelismo tra il "caso Carbone" e il "caso Cuffaro", suggeritagli dal prof. Giuseppe Paternostro e con lui discussa, sulla comunicazione elettorale tradizionale e sul web,  stilata in collaborazione con Maria Gemma Sciarratta e Andrea Sciascia. 
Il riferimento è alle elezioni amministrative  di Racalmuto e Raffadali del 2014.