sabato 16 aprile 2016

DIMENTICARE LA GUERRA? Una poesia di Mario Farinella. (Post del 16.IV.2016)


Mario Farinella: un poeta da riscoprire.
Ma anche il tema della guerra non andrebbe trascurato. 




Ora  gettiamo
le nostre coperte
ai morti di Cassino:
sentono freddo ancora,
in questo mese di marzo,
appena scende la sera

Mario Farinella, Il sodato che veniva dal sud, S. F. Flaccovio editore, Palermo 1973




mercoledì 13 aprile 2016

FONDAZIONE SCIASCIA, ANDATA E RITORNO. Colpo dopo colpo (di scena!). Note facebucchiane



Nota pubblicata su fb


NON CI CREDONO NEANCHE LORO (ALLE PAROLE)


Al culmine di una vicenda spinosa o squallida (a seconda dei punti di vista se si guarda il tenore delle espressioni utilizzate e dei ragionamenti addotti), fatta di informali comunicazioni sul web e riguardanti la Fondazione Sciascia, Racalmuto che la ospita e i racalmutesi indistintamente e indebitamente tirati in ballo, innescata dalle dichiarazioni del direttore letterario della Fondazione e del nipote di Sciascia, viene emesso un comunicato ufficiale chiarificatore, ma non viene pubblicato sul sito internet istituzionale della Fondazione stessa. 
Non era la sede adatta? 
A che serve altrimenti un sito istituzionale?

La motivazione forse è implicitamente nel risvolto paradossale del comunicato stesso quando si afferma che al di là di certe decisioni annunciate sul destino della Fondazione, dei toni e dei giudizi, contano i fatti e non le parole. “Al di là dei commenti e delle dichiarazioni contano i fatti.” Abbiamo scherzato, insomma. Siamo buoni. Chi ha detto ha detto, qualsiasi cosa abbia detto, e chi ha subito ha subito. Nenti ci fa!

Ma era questo il senso delle polemiche suscitate in vita da Sciascia? 
Polemiche fatte di parole, è vero, ma che portavano a conseguenze, - eccome! - tra attribuzioni di responsabilità, scelte conseguenti, rettifiche, ritrattazioni, resipiscenze e immancabili conseguenze pratiche insomma.
Al di là. 
Ma cos’è una Fondazione intestata ad uno scrittore senza le parole che lo scrittore ha scritto? senza i libri e le lettere fatte di parole che lo lo scrittore ha donato? E’ al di là.

Bisogna guardare al di là, dicono. Sperando di capire che abbia un senso, e che senso, tutto quello che sta al di qua da oltre vent’anni: sperando sia utile e fruttuoso per quello che sta al di là: sia utile e fruttuoso per il futuro come forse non lo è stato per il passato.

L’immagine è ripresa con la tecnica dello screen shot: http://www.fondazioneleonardosciascia.it/...


P. S. 
Dopo avere scritto e pubblicato la suddetta nota, mi imbatto nella rete in una notizia che sinceramente mi ha non poco sorpreso per il rapido susseguirsi di dichiarazioni, controdichiarazioni, di atteggiamenti, di comportamenti.  La realtà superava la preveggenza. (Però, lo si deve riconoscere: l'universo sciasciano post Sciascia non finisce di stupire, ogni cosa in questo universo diventa "elettrizzante". Noioso, mai! (?)
A corredo della Nota, seguono due mie chiose.

La prima.
Colpo di scena, a proposito delle polemiche in territorio sciasciano tra direttore della Fondazione Sciascia, esponenti della famiglia Sciascia e racalmutesi: dopo tutte le aspre parole dette e le decisioni annunciate, c'è un risvolto grottesco o paradossale: almeno da quello che si legge e si vede su alcuni manifesti pubblicati sul web. Com'è possibile? Intanto, si constata che, mentre alcuni (racalmutesi) prendono scomodamente posizione, altri più comodamente... 

La seconda.
A quanto si legge sul manifesto, refusi a parte, il prof Antonio Di Grado, non Antonino, nonostante le dimissioni annunciatissime sul web per varie ragioni ma anche a causa delle strade dissestate per raggiungere la marginale Racalmuto, sarà prossimamente in Fondazione a Racalmuto ancora con il ruolo di direttore scientifico della Fondazione alla presentazione di un libro. 
Ripensamenti? 
Saranno venute meno le ragioni prima avanzate?

lunedì 11 aprile 2016

DOPO QUATTROCENTO ANNI SONO ARRIVATI, A CAVALLO. Viva Quisquina e Santa Rosalia!



Bontà delle trazzere antiche!
Sono arrivati, dopo due giorni di percorso a cavallo; 
pellegrini sono arrivati anche con altri mezzi più agevoli. 
Intanto, alcune mie foto dopo l'arrivo alla Quisquina. 
Altre, sicuramente suggestive, relative al percorso lungo il Platani e altre trazzere,
 verranno fornite dagli organizzatori Nino Di Chiara, Angelo Cutaia e Tonino Mulè. 
Sarà interessante leggere i loro commenti, le loro impressioni, 
al culmine di questa originale iniziativa, poiché direttamente interessati.
Verrà riproposta l'anno prossimo?

  
















ph ©piero carbone


CRONACA, COMMENTI E FOTO DI ANGELO CUTAIA
 SU DIO'NYSOS
https://www.facebook.com/DIONYSOS-Gibillina-il-Castelluccio-Svevo-di-Racalmuto-127476030617250/?fref=ts

Domenica 10 aprile 2016
Arrivo alla Quisquina puntualmente alle 11,30. Dopo la benedizione di padre Massaro, rettore del Santuario di S. Rosalia , i cavalieri fanno salire i cavalli bagnati e infreddoliti sui van per il ritorno. Due giorni di freddo pioggia e tante soddisfazioni. La prima via sacra Rosaliae si è svolta come previsto. Complimenti ai partecipanti ed ai loro collaboratori.










ph ©Angelo Cutaia


Sabato 9 aprile 2016
VIA SACRA ROSALIAE 2016
Percorso a cavallo della trazzera utilizzata dai pellegrini che da Racalmuto ogni anno si recavano alla Grotta della Quisquina
9 - 10 Aprile 2016
organizzata da Angelo Cutaia, Nino Di Chiara e Tonino Mulè.
cavalieri
Mario Ballone, Casteltermini
Andrea Cannella, S. Stefano Quisquina
Vincenzo Capitano, Racalmuto
Domenico Cardinale, Alia
Nino Di Chiara, Castronovo
Aldo Drago, Castronovo
Salvatore Ferlisi, Racalmuto
Vincenzo Ferlisi, Racalmuto
Michele Lauricella
Saverio Mercadante, Venaria Reale, TO, (Castronovo)
Salvatore Morreale, Racalmuto
Mattina Calogero, Racalmuto
Ilaria Mulè, Racalmuto
Tonino Mulé, Racalmuto
Alessandro Pitruzzella, Racalmuto
Gaetano Saverino, Campopfranco
supporto logistico: accompagnatori, autisti, cuochi, ecc..
Fantauzzo Andrea, Ferlisi Alessandro, Ferlisi Pasquale, Mattina Calogero (che ha fatto pernottare i cavalli che sono venuti da fuori Racalmuto); . Militello Agostino, Rizzo Giuseppe, Passalacqua Andrea, Passalacqua Davide, Penzillo Noemi, i proprietari della masseria Pioppo e della masseria Reina ed altri ancora...

Altri post sull'iniziativa:


domenica 10 aprile 2016

AVVERTENZA: PERCHÉ ORA SONO “PIERO CARBONE DA RACALMUTO”. Note facebucchiane

Nel riproporre su "Archivio e Pensamenti" la Nota pubblicata ieri sul mio nuovo profilo Facebook "Piero Carbone da Racalmuto", informo che, in seguito ad un attacco di pirateria informatica, è stato bloccato il vecchio profilo "Piero Carbone" con tutti i suoi contenuti, compresi gli "amici".

Tramite il nuovo profilo chiederò di nuovo l'amicizia a ciascuno dei vecchi contatti, ma se qualcuno si imbatte in questo post e ancora, per mancanza di tempo o involontaria svista, non ha ricevuto la mia richiesta di amicizia, può farlo lui stesso nei miei confronti. Anzi, gliene sono grato.
***

PERCHÉ ORA SONO “PIERO CARBONE DA RACALMUTO”

Nicola Romano a Piero Carbone da Racalmuto
Tutte le scuse sono buone, per presentarsi alla stregua di Jacopone da Todi, Giovanni da Verrazzano o Jacopo da Lentini...

Piero Carbone da Racalmuto
Carissimo Nicola, di ragioni per creare un altro profilo ce ne sono almeno altre due, anzi, tre: 
la prima è che mi hanno rubato l'account e ho perso tutto, il che mi dispiace assai; 
la seconda, per distinguerlo inequivocabilmente dal vecchio profilo hackerato; 
la terza, in omaggio al nipote di Sciascia, tal Fabrizio Catalano, che, da ex direttore del teatro Regina Margherita di Racalmuto, condividendo i giudizi negativi su Racalmuto e i paesani racalmutesi del dimissionario Di Grado, dopo 25 anni, dalla Fondazione Sciascia, anzi, rafforzandoli, ha definito i racalmutesi inetti, ingrati... Racalmuto? il peggiore di tutti! 

Beh, di fronte a così generosi giudizi di gente che da Racalmuto tramite un certo racalmutese Sciascia, uno di paese insomma, ha avuto soltanto vantaggi, tu, da racalmutese, che avresti fatto? 
Se dirsi racalmutese o sciasciano è bello quando conviene, non si può certo far finta di niente o prendere le distanze quando non conviene più per scansare cotanti giudizi. 

Noblesse, anche se di paese, oblige!
Ti apprezzo ancora di più!


Piero Carbone da Racalmuto
Grazie.

IL TEATRO "BIONDO" DI PALERMO COME "PORTA A PORTA" DELLA TV DI STATO? Roberto Alajmo farà quanto promette?



Ieri Roberto Alajmo, giornalista, scrittore, direttore del Teatro Biondo di Palermo, ha scritto una nota su fb dopo l'ospitata a "Porta a Porta" di Riina junior al quale mette "a disposizione il Biondo" per presentare il suo libro.

 Preventivamente mi chiedo: ma accogliendolo, sol perché figlio di cotanto padre già condannato per reati di mafia, come novello "autore" in un pubblico e prestigioso teatro, non si rischia di rafforzare la serie "la mafia che tira", giornalisticamente, mediaticamente, editorialmente? (Ma non mi riferisco direttamente a Riina junior direttamente, si capisce, parlo in generale).

Prima delinquono, "inquinano" e ammazzano, poi scrivono e vengono coadiuvati nella scrittura dai giornalisti, pubblicati da fior e non da fior di editori, sceneggiati in tv, premiati magari col Premio Sciascia-Racalmare (sic!) presieduto da giornalisti scrittori, accolti nel talk show da giornalisti che scrivono, intervistati a teatro... e tutto questo per far capire che?
Mangiamo hamburger per invogliare ad essere vegani? 

Talvolta bisogna deliberatamente rinunciare alle occasioni di visibilità ad ogni costo, e questo sì che è costoso. Questo sì che sarebbe un segnale, un gesto che segna la differenza. 
Altrimenti diventeremo obesi facendo arricchire la filiera di chi produce e vende hamburger. E i dietologi. P. C.




Roberto Alajmo

14 ore fa ·
"Ve la dico in un altro modo? Visto che nessuno lo vuole accogliere, se Riina Junior vuole presentare il suo libro a Palermo gli metto a disposizione il Biondo. Però Il giornalista lo scelgo io".