mercoledì 9 dicembre 2015

MELI O NON MELI? Interrogativi sparsi e rammarico per la sedia rotta


Cinisi, Palazzo municipale, domenica 7 dicembre 2015


Ma Meli è antico o moderno?
è arcadico o romantico?
è culto o popolare?
è illuminista o conservatore?

è poeta-medico o medico-poeta?
è scienziato grande o trascurabile? 
è opportunista o coerente?
è superficiale o filosofo?

è leggero o robusto?
è provinciale o europeo?
è credente o teista?
donnaiolo impudente o personaggio brancatiano ante litteram?

è o non è speleologo?
gli ha nociuto o giovato la popolarità di un surciteddu di testa sbintata?
è andato in esilio coatto o volontario a Cinisi?
è o non è recuperabile la casa dove visse a Cinisi?

ha tradito o non ha tradito l'amico Di Blasi?

è fatuo come lo dipinge Sciascia con sfottò nel Consiglio d'Egitto o non lo è come sostiene piccato il prof. Vincenzo Santangelo?

è da contrapporre al giacobino e "rivoluzionario" Di Blasi o è insussistente la contrapposizione come sostiene il prof. Salvo Zarcone?

è un personaggino nel teatrino delle convenienze o un tetragono personaggio che non rinuncia ad esprimersi controcorrente?

è in grado di stimolare originalmente il poetare dei poeti dei giorni nostri o è una mummia da catacombe dei cappuccini?

è o non è traducibile in modo agevole in tedesco in veneziano o in americano?

è stata o non è stata messa in adeguata luce l'interpretazione meliana di Alessio Di Giovanni?

è molto conosciuto o molto poco rispetto a quello che meriterebbe?

è letto e studiato  o ignorato nelle scuole? 

ma tu, siciliano, conosci il più grande poeta siciliano in siciliano?

Approssimativamente, questi interrogativi (alcuni che possono sembrare balzani sono qui allineati ad esclusivo uso del blog) questi interrogativi hanno cercato di sviscerare gli studiosi provenienti da tutta Italia ma anche dalla Germania e dall'America, nel convegno appena celebrato dal 4 al 7 dicembre tra Palermo, Cinisi e Torretta.

Le conclusioni sono state positive perché il convegno non ha preteso di dire l'ultima parola sull'uomo e sull'opera del Meli, ma ha rappresentato stimolo per ulteriori approfondimenti, a dimostrazione della complessità e ricchezza del poeta.



Positiva indubbiamente, in autonoma sintonia col convegno nel bicentenario della morte, è la pubblicazione,  di tutta l'opera del Meli da parte del coraggioso e generoso editore palermitano Mazza, col marchio Nuova Ipsa, a cura del prof. Salvo Zarcone, in assenza, mi è stato detto, di sostegni economici di pubbliche istituzioni.

Restano comunque validi i quesiti, importantissimi, poiché le risposte sono finalizzate a leggere e rileggere il Meli nella ricchezza dei molteplici rimandi. Non ultimo, ma di tutt'altro genere, è se l'abate Meli (sventuratu Polemuni?) andava o non andava a sedersi sulla sedia di pietra (lu solitariu so nidu) sulla scogliera di Favarotta per trarre ispirazione dal suggestivo paesaggio e in special modo dal mare calmo o in tempesta: secondo la tradizione orale pare di sì, ma manca una documentazione certa.

E' certa invece la mutilazione della sedia che ora si presenta come una roccia, tra rocce, sebbene quasi piana e liscia, ma senza lo schienale originario, sempre in pietra.  Non è di fondamentale importanza, se si vuole, per la comprensione e valorizzazione della poesia di un poeta, ma ugualmente motivo di rammarico per tutto quello che di significativo viene spesso trascurato o distrutto invece di essere valorizzato.

Ma questo, allargando il discorso oltre il Meli, rappresenterebbe un capitolo a sé.

                                                                                                                               Piero Carbone



Reportage sulla sedia rotta dell'abate Meli






Supra un ruccuni, chi si specchia in mari
Rusicatu da l'unni e li timpesti,
Chi orribili e funesti
Solinu 'ntra ddi grutti rimbumbari,
Duvi lu solitariu so nidu
L'aipi cu vuci rauchi e molesti,
Assurdannu ogni lidu,
Solinu spissu uniti visitari,
Scuntenti e cu la testa appinnuluni
Sidia lu sventuratu Polemuni".

Giovanni Meli,  Idilliu VII Polemuni 
in La Buccolica (L'Autunnu)









L'intervista al prof. Giovanni Ruffino in vista 
del Convegno per il bicentenario

https://www.youtube.com/watch?v=NRaT4r41kJw





Il Programma del Convegno
http://archivioepensamenti.blogspot.it/2015/12/meli-ce.html


martedì 8 dicembre 2015

ATHOS COLLURA DA GROTTE AL TEATRO "LITTA" DI MILANO. Quando i siciliani si fanno apprezzare, fuori dalla Sicilia


Athos Collura

Athos mi estende l'invito, personalmente lo ringrazio, ne sono onorato ma non potrò essere presente fisicamente, lo sarò spiritualmente. Nel mio piccolo intanto ricambio l'attestato di simpatia e in omaggio allo spettacolo da lui diretto ne amplifico la notizia, chissà se magari qualcuno, apprendendola anche tramite il blog, vorrà andare!

I concittadini grottesi e palermitani  (a Grotte è nato, a Palermo è cresciuto e si è formato) ne saranno particolarmente orgogliosi.

E quanto lo sarebbe stato suo padre, il pittore Renzo Collura, uno degli artefici della ricostruzione della Galleria d'Arte Moderna "Empedocle Restivo" di Palermo!



screen capture: http://www.teatrolitta.it/


L'invito

Carissimi, 

Spero di vedervi al mio spettacolo d'opera al Teatro Litta di Milano.

Un saluto,
Athos


In scena al teatro Litta il "Dittico Pergolesi"
La serva padrona / Livietta e Tracollo


Al Teatro Litta di Milano si chiude la prima stagione d’opera di Coin du Roi con due opere di Giovanni Battista Pergolesi. Si apre con La serva padrona, ineseguita in forma scenica e filologica dai tempi della Piccola Scala e si conclude con l’esuberante Livietta e Tracollo, che approda per la prima volta in un teatro milanese.





Dopo il debutto con  Serse di G. F. Händel del maggio scorso e l’apprezzatissimoApollo et Hyacinthus di W. A. Mozart del recente ottobre, a calcare le scene del Teatro Litta di Milano l’11, 12 e 13 dicembre alle ore 20 sarà la volta di due tra i più importanti intermezzi comici napoletani, scelti per concludere la stagione, come da tradizione, con un frizzante lieto fine. 

Protagonisti di entrambe le opere saranno  la giovane Aurora Tirotta e l’esperto Carmine Monaco, specialisti di questo repertorio. L’orchestra filologica Coin du Roi, anche questa volta in forma completa, sarà diretta come di consueto dal Maestro Christian Frattima mentre la parossistica regia è affidata all’estro del noto artista milanese  Athos Collura, s’incuneerà in una Napoli eterno palcoscenico del mondo, capace di far dialogare le vestigia romane con la complessità dell’oggi.



Christian Frattima


Carmine Monaco / Aurora Tirotta


Orchestra Coin du Roi

Direttore: Christian Frattima
Regia, scene e costumi: Athos Collura


Personaggi e interpreti:

Serpina / Livietta: Aurora Tirotta
Uberto / Tracollo: Carmine Monaco


Nuova produzione Coin du Roi


Venerdì 11 dicembre 2015, ore 20:00
Sabato 12 dicembre 2015, ore 20:00
Domenica 13 dicembre 2015, ore 20:00



Iniziative e attività al Teatro Litta:

http://www.teatrolitta.it/eventi-spettacoli/eventi-e-spettacoli-15-16.html

http://festivaldellelettere.it/

http://festivaldellelettere.it/come-raggiungerci/

La Fondazione Palazzo Litta

http://www.teatrolitta.it/fondazione-palazzo-litta.html

MELI C'È

"O s'àvi a fari o no?"

Si è concluso il Convegno sul Meli, ma non finisce qui, ora possiamo incominciare a parlarne: aspetti inediti, nuove piste di ricerca, chiarimenti, polemiche... Meli c'è!








lunedì 7 dicembre 2015

IERI A CINISI ALLA RICERCA DELLA "SEGGIA RI L'ABBATI MELI" (CHE NON C'E' PIU')


Alla ricerca della sedia perduta? o di altro?

Terzo giorno del Convegno su Giovanni Meli




Il prof. Giovanni Ruffino, originario di Terrasini, 
ha illustrato con trasporto e apporti inediti 
i luoghi del Meli tra Terrasini e Cinisi



Grutti e lambichi d'acqui già impitruti... 






Sti silenzi, sta virdura,
sti muntagni, sti vallati...





 

Docufilm realizzato dall'editore Mazza
 che sta pubblicando delle opere del Meli.






Il prof. Giovanni Ruffino, coordinatore del convegno
 con (alla sua destra) il fotografo Paolo Chirco



Il Gaetano Cipolla e alla sua destra la moglie Florence Russo,
docenti universitari americani, 
venuti appositamente da New York per relazionare al Convegno.













Il Programma del Convegno