mercoledì 3 settembre 2014

CANUSCIVU UN POETA SCIACCHITANU


Conoscevo di Vincenzo Licata Lu schiticchiu e Lu casu di Sciacca, ma Vintuliàta di marina credo renda più intimamente la sua personale "voce" di poeta permeata dalla solare bellezza e dal vissuto di una Sciacca marinara.







                                                                                                                                   A Ignazio Navarra,

che mi ha regalato Vintuliàta di marina 

                                                                                                   del poeta Vincenzo Licata.



Canuscivu un poeta sciacchitanu,
Quannu lu lieggiu m’arricriju lu cori:
Parla di varchi a mari e di quaètri
Di marinara ca vannu a piscari
Tutti mpastati di sali e burrasca,
Parinu turri, si la draunara
nun li sbattulìa comu hiusca,
preganu, allura, santìanu forti
e c’è cu nginucchiuni malidici:

-       Nfami lu mari, sì, nfami lu ventu!
-       Sia lodatu lu Santu Sacramentu!

E mentri la varcuzza scinni a picu,
Ca si l’agliutti lu putenti mari,
Lu pueta talìa e conza rimi,
cunta li stiddri mentri pista rina,
scrivi na cosa dunci, ammmeci è amara:
La vita… vintuliàta di marina

Zaccanello, 24-31 agosto 2014

© Piero Carbone



Ho conosciuto un poeta sciacchitano,
Quando lo leggo si ricrea il cuore:
parla di barche a mare e di gabbiani,
di marinai che vanno a pescare
tutti impastati di sale e burrasca,
sembrano torri, se la tormenta
non li sbatacchia come fuscelli,
pregano, allora, bestemmiano forte
e c’è chi ginocchioni maledice:

-       Infame il mare, sì, infame il vento!
-       Sia lodato il Santo Sacramento!

E mentre la barcuccia cola a picco
Ché se l’inghiotte il potente mare,
il poeta guarda e lima rime,
conta le stelle ma calpesta sabbia,
scrive una cosa dolce e invece è amara:

La vita… una brezza di marina.

© Piero Carbone


Avrebbe scritto sempre di mare e "marinara"





Video
Ignazio Navarra allo "Zaccanello", una contrada dell'entroterra agrigentino




martedì 2 settembre 2014

"MENZA JURNATA A RACALMUTU" . TESTIMONIANZA DI GAETANO CIPOLLA SU "ARBA SICULA - SICILIAN DAWN"



Inaugurata l'8 giugno scorso dall'Associazione  americana Arba Sicula, si è chiusa il 30 agosto, dopo circa due mesi,  la mostra fotografica di Louise Hamilton Caico al Castello Chiaramontano di Racalmuto "Sicilian ways and days - Ritorno ai Castelli di Racalmuto". 

In questo post, in ideale collegamento alla cerimonia di inaugurazione, si propone il resoconto sulla sortita racalmutese  del Presidente Gaetano Cipolla destinato alla rivista bilingue, siciliana e inglese, "Arba Sicula". 

Prossimamente verrà pubblicato il primo capitolo del libro della Hamilton Caico nella versione originaria inglese e nella corrispettiva traduzione in siciliano del prof. Cipolla.

Si ripubblica la locandina  dove sono indicati i nomi di coloro che hanno contribuito  alla realizzazione dell'evento.   












Links correlati:





domenica 31 agosto 2014

MI ASSOCIO A CHI SI DISSOCIA. Racalmare. Premio Sciascia. Gaspare Agnello

Ripubblico con un po' di noia (ma devo farlo, c'è una condanna all'ostracismo in corso), con lievi modifiche e qualche integrazione la nota fb pubblicata giovedì 28 agosto quando ancora non si conosceva quale esito avrebbe avuto il Premio di cui si va a concionare.



Sicuramente con grandissimo dispiacere, Gaspare Agnello si disassocia dal Premio Racalmare-Leonardo Sciascia 2014 che pur nel lontano 1980 ha contribuito a fondare.  Se è arrivato al punto di dissociarsi dalla"sua" creatura, egli che la conosce molto bene nelle remote pieghe e non da ora, ne avrà avuto fondatissime e inconciliabili ragioni che ha esposto in un post del suo blog di cui si riporta il link:


http://www.gaspareagnello.it/2014/08/il-premio-letterario-racalmare-l-sciascia-malerba-il-libro-di-sardo-e-grassonelli/




Mi associo alla dissociazione: ne condivido le ragioni; ma è da qualche anno che il Premio è stato fatto diventare quello che Sciascia non voleva, Sciascia infatti voleva un Premio in provincia, non provinciale ma diverso, non agganciandolo ad ogni costo a nomi di scrittori o di giornalisti o di giornalisti-scrittori o di scrittori-giornalisti tanto meno a conclamati mafiosi scrittori pi fari scrusciu o a sigle che tirano, da cosa nasce cosa, si sa: ma questa è politica culturale che insegue altro, non selezione di buona letteratura fine a se stessa. Si dovrebbe dimettere il Presidente del Premio e non chi si dissocia dagli scantonamenti.

Strane coincidenze: viene dato ricetto alle parole di un killer di mafia a quanto pare "tecnicamente" non pentito e in altri spazi giornalistici avallati dallo stesso Presidente si commina l'ostracismo mediatico in effigie e "in verbis" ad onesti (fino a prova contraria) cittadini rei semplicemente di esercitare il diritto alla critica, al ragionamento. Un diritto rivendicato dallo scrittore Sciascia, se non erro, l'autore di  Morte dell'Inquisitore e del Giorno della civetta. Ma non è lo stesso a cui è intestato il Premio da cui Agnello si dissocia?
Insomma, per avere diritto alla parola, si può essere non mafiosi o non parlare e scrivere per forza di mafia (anche se il successo è assicurato)?

N.B.
Non si cita di proposito il libro finalista che ha causato la decisione di Gaspare Agnello perché il problema in questione non è il libro (ciascuno è libero di scrivere ciò che gli pare e con chi gli pare)  ma il Premio che i libri sceglie, o dovrebbe scegliere, secondo certi criteri che lo caratterizzano e lo rendono o dovrebbero renderlo unico e quindi diverso dagli altri.  

I POST DEL MESE. Agosto 2014

giovedì 28 agosto 2014

CHI SOSTIENE PEREIRA?




Letture estive allo Zaccanello.


Da  Sostiene Pereira di Antonio Tabucchi:
"Sostiene Pereira di averlo conosciuto in un giorno d'estate. Una magnifica giornata d'estate, soleggiata e ventilata, e Lisbona sfavillava."


NON SOLO LISBONA






Silenzio! Si medita! 
Non ci voleva il gatto.