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Blog di Piero Carbone (da Racalmuto, vive a Palermo). Parole e immagini in "fricassea". Con qualche link. Sicilincónie. Sicilinconìe. Passeggiate tra le stelle. Letture tematiche, tramite i tags. Materiali propri, ©piero carbone, o di amici ospiti indicati di volta in volta. Non è una testata giornalistica. Regola: se si riportano materiali del blog, citare sempre la fonte con relativo link. Contatti: a.pensamenti@virgilio.it Commenti (non anonimi). Grazie
mercoledì 31 dicembre 2014
I DEBITI SI PAGANO. PAROLA DI VESCOVO
Di zolfo è l'alito infernale, almeno così si crede, ma altri aliti ha generato, intramondani, più concreti e venali. Con lo zolfo vi hanno commerciato nobili, borghesi e intraprendenti imprenditori, non escluso il clero, presoché di tutta la Sicilia e non solo.
Calogero Messana ce ne ha offerto una testimonianza in due post pubblicati su questo blog e riguardante un ottocentesco prete montedorose, molto discusso, don Gaspare Rizzo; in un altro prete montedorese, don Giovannio Rizzo, del secolo successivo, ci siamo imbattuti e la cui vicenda "zolfifera" incrocia l'attivismo del prete racalmutese Giuseppe Cipolla, presidente di una cassa rurale.
Per estinguere il debito contratto con la Cassa rurale, il sacerdote Giovanni Rizzo propone al presidente di acquistare una quota della miniera Gibellini appartenente alla sua famiglia . E interviene il vescovo di Caltanissetta affinché la richiesta venga accolta.
Un debito anche tra rappresentanti del clero è come una sorta di offesa in sospeso: s'ha da pagare. E con l'imprimatur episcopale.
Per quanto riguarda i due preti imprenditori minerari, va correttamente osservato che pur avendo a che fare entrambi con lo stesso minerale, sotto l'aspetto del profitto, emergono comportamenti molto diversi, se non opposti.
Lo zolfo, insomma, non alitava soltanto miasmi infernali.
Un debito anche tra rappresentanti del clero è come una sorta di offesa in sospeso: s'ha da pagare. E con l'imprimatur episcopale.
Per quanto riguarda i due preti imprenditori minerari, va correttamente osservato che pur avendo a che fare entrambi con lo stesso minerale, sotto l'aspetto del profitto, emergono comportamenti molto diversi, se non opposti.
Lo zolfo, insomma, non alitava soltanto miasmi infernali.
Giovanni
Rizzo
(Montedoro, 18 aprile 1928)
I.M.I.
Revmo P. Cipolla,
Da quando ho potuto sentire la condizione
della proprietà mineraria è attualmente rassicurante e perciò mi permetto
ancora una volta di pregarla che Ella acquisti la quota di Miniera Gibellini di
proprietà della mia Famiglia, per estinguere così il debito contratto presso la
sua Cassa da me, e per avere anche qualche po’ di margine per i crescenti
bisogni della famiglia.
Se insieme alla nostra quota Ella
volesse acquistarne altre non ha da fare altro che farmene un cenno e con
certezza avrà altre quote.
Io sono spinto a prendere una tale
decisione perchè voglio in modo assoluto estinguere i debiti per non avere
preoccupazioni e dedicarmi con più slancio alle opere sacerdotali senza altri
pensieri che spesso mi tormentano.
Sto in attesa di una sua risposta.
Compatisca la povertà e la miseria che mi spinge a fare la suddetta proposta e
preghi anche tanto per il suo Devmo servitore
Sac GiovRizzo
Giovanni Jacono, vescovo
(Caltanissetta, 20 aprile 1928)
Carmo P. Cipolla,
mi permetto di accompagnare l’unita
lettera del mio stimatissimo Sac. Rizzo con una parola di raccomandazione, bene
augurando che ella senza danneggiare, anzi garantendo e migliorando
gl’interessi propri, favorisca quelli di un povero sacerdote che desidera
togliersi di dosso un penoso fardello.
Ringranziandola, le auguro ogni bene
nella carità di N. Signore e la benedico
Devmo
+
Giovanni Vescovo
Foto ©pierocarbone
Per i links correlati clicca i tags in coda al post
lunedì 29 dicembre 2014
RENZO COLLURA PER CITTÀ E PAESI
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In extremis acciuffiamo il ricordo del pittore Renzo Collura
allo scadere di quest’anno in cui cadeva il venticinquesimo della sua morte.
Si erano celebrati il quinto e il decimo anniversario e si
sperava che il venticinquesimo venisse a coincidere con la maturazione di
qualche opera concreta e stabile legata al suo nome, un Premio, una Rassegna
annuale, una Fondazione a lui intitolata o una Pinacoteca delle opere prime di artisti delle
varie accademiche italiane iniziata meritevolmente dal figlio Athos e
supportata da critici e artisti quali Giorgio Segato e Philipe Daverio.
Non cessando di sperare che la fortuna critica del maestro
Renzo Collura possa riprendere il cammino dalla sua Grotte a partire dalle testimonianze
visibili della sua pittura e delle varie iniziative da lui promosse, gli rendiamo convinto e amichevole omaggio con la
pubblicazione virtuale dei suoi quadri e dei suoi disegni dedicati a paesi e
città della Sicilia, le cui foto sono state messe appositamente a disposizione
dal figlio Athos, anch’egli pittore.
Con l’augurio che la sua pittura possa intraprendere un
viaggio reale attraverso i luoghi evocati. E andare oltre.
O che in nome della sua pittura si possano
intraprendere altri viaggi, altri percorsi culturali legati al suo nome, al suo
essere artista.
Agli estimatori di un tempo si uniranno sicuramente, come è capitato constatare in fecondi incontri, giovani sensibili all'arte e intenti a valorizzare il loro patrimonio culturale.
Agli estimatori di un tempo si uniranno sicuramente, come è capitato constatare in fecondi incontri, giovani sensibili all'arte e intenti a valorizzare il loro patrimonio culturale.
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I quadri sono di Renzo Collura.
Le foto sono state messe a disposizione da Athos Collura.
Le foto sono state messe a disposizione da Athos Collura.
1 Autoritratto 1978
2 Grotte 1987
3 Enna 1984
4 Agrigento 1985
5 Naro 1985
6 Paese di Sicilia 1981
8 Simboli di Grotte 1985
9 Borgo medievale di Alcamo Marina 1980
10 Naro 1989
11 Sicilia – Ricordo medievale 1987
12 Sicilia – Ricordo Medievale 1987
12bis Sinfonia agrigentina 1988
15 La chiesa di San Francesco di Racalmuto 1989
17 Santra Trinità di Delia
20 Ombre agrigentine 1987
24 Taormina
27 Regalpetra 1987
30 Grotte
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