domenica 24 marzo 2013

IN SEGNO DI SPERANZA



Anche Racalmuto

in segno di speranza

pur vivendo una delle pagine più prosaiche della sua storia

ha celebrato la Giornata mondiale della poesia

 con le poesie ottocentesche del  giovane Nicolò Tinebra Martorana

per l'occasione  musicate dal compositore Domenico Mannella 

ed eseguite dal Coro "Terzo Millennio"



Fior di viola, 
Perch’il vederti spesso a me s’invola?
 Tu sai ch’un tuo sorriso mi consola




*
Fiore di rosa, 
Dolce profumo di violetta ombrosa, 
Al tuo pensier vanisce ogn’altra cosa.




venerdì 22 marzo 2013

SULLA MANIFESTAZIONE DEL 23 MARZO 2013




LA MANIFESTAZIONE 

PER MOTIVI TECNICI

NON SI TERRA' PIU' AL TEATRO

 MA ALLA FONDAZIONE SCIASCIA 

DI RACALMUTO

 SEMPRE ALLE ORE 18.00



VI ASPETTIAMO!













PER IL SI' E PER IL NO


  Rileggere vecchi appunti è come ritrovare tracce di sé. E non è solo una questione sentimentale, a volte si ritrovano riflessioni e spunti che vale la pena di rimeditare. Come quelli sul linguaggio degli scrittori: tutto un lavorio sulla lingua che la rende propria, unica: uno stile.









LANZA, Francesco
Mimi siciliani. Novelle e altro ancora
Brancato Editore, 2001
Collana: Biblioteca delle Tradizioni Popolari


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Finalmente lo sto leggendo sistematicamente, nel maggio 2005. Mi era notissimo, lo trovavo citatissimo specialmente dagli autori siciliani.

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Prosa musicale. Nel lavorio stilistico il dialetto si sente ma come assorbito in una lingua italianissima, costruita con rigore, con geometria, con gusto.

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 I contenuti: furbizia, dabbenaggine, religione e riferimenti al sesso.

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Mi pare che nel sentire, erede del Lanza, sia Antonio Castelli con il suo Ombelichi tenui.


CESTA DELL’AUTORE

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se n’era ito, p.8
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s’ebbe un posto sur un naviglio, p.8
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mi sento ricreare, p.9 [= rinfrescarsi, rinascere, sentirsi rinato]
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spigava, p.9 [riferito a campo, cioè crescevano le spighe, es.: il campo spiga] [#verbi]
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a prendersi spasso, p. 10 [= divertirsi, es.: andare in un posto a prendersi spasso]
*
la spesa era assai, p. 14 [= costava molto] [#avverbio per l’aggettivo]
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retoni di paglia, p.18 [= in dialetto “rutùna”]
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restarono alluciati a mirarla, p. 20
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fino alle nasche, p. 20
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nessuno se la voleva dar persa, p. 20 [= nessuno si voleva arrendere]
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-       O voi, messere, è quello il sole, o la luna?
E il piazzese:
-       Ahbo’, io forestiero sono! p.20 (“La luna e il piazzese”)
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Passa or passa poi,  p. 22
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per il sì e per il no, p.25
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datemi abento, p.27
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lemme lemme, p. 30
*fatti [= maturi, detto soprattutto di frutto, ma anche metaforicamente] p.39
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Nel più crudo verno, p.40
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La sperlinghese, il marito le era andato lontano, p.48 
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la stimò rubata, p.50

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parlare con la bocca di dietro, p. 56 
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merdicelle di colombi, p.59
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“Tatièb, tatièb, tatièb! o roccapalumbesi, maschi, femmine e d’ogni specie, correte tutti con carabine, schioppi e pistole, che le colombe cacarono in testa allo Spirito Santo vecchio, e s’ha da fare vendetta". p.59
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santiare [= bestemmiare] p.61
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“Te’, te’, la scellerata! – le gridava la ma’ – ancora non è del tutto impennata, e bestemmia come suo pa’.” 






Foto di Louise Hamilton Caico, primi del 1900, attualmente in mostra a Montedoro, a cura di Calogero Messana

mercoledì 20 marzo 2013

DAL TEATRO ALLA FONDAZIONE


AVVISO IMPORTANTE: La manifestazione "Tinebra ritorna al Teatro di Racalmuto" che si doveva tenere al Teatro Regina Margherita si celebrerà presso la Fondazione Sciascia. 

1.



NIENTE SI IMPROVVISA, TUTTO SI PROGRAMMA

I grandi come i piccoli eventi sono sempre il frutto di tanti contributi. 
Per la pubblicazione, nel 1982, del libro di Nicolò Tinebra Martorana, Racalmuto. Memorie e tradizioni con Prefazione di Leonardo Sciascia, è stato determinante quello di Carmelò Mulè, allora assessore ai Beni Culturali del comune di Racalmuto. 
Un assessorato fin'allora poco ambito, il suo, e poco cercato dai politici, quasi inventato ai tempi del predecessore Matteo Pitrozzella con cui si iniziò a mettere su la sguarnitissima, anzi, l'inesistente biblioteca. 

Dopo la gestione Mulè, l'Assessorato alla Cultura è diventato il più ambito e prestigioso, perché si incominciò a percepire che "dava immagine". Ma questo scaturiva principalmente dal concorrere di tre forze: la convinzione dell'Assessore alla Cultura (sostenuto dall'Amministrazione), l'attivismo della Pro Loco, il sostegno di Sciascia. 



2.

La pubblicazione del libro del "giovane" Tinebra, nonostante i limiti, al dire di Sciascia, voleva essere l'inizio di un percorso, di un cammino che doveva portare alla valorizzazione della cultura e delle energie locali. 
I frutti di quella breve, felice e quasi concitata stagione saranno la riapertura del Teatro e l'inizio del progetto di restauro, la  mostra dei ritratti ad olio di personaggi racalmutesi dell'Ottocento, la mostra di fotografie su Racalmuto di fotografi affermati, i libri di Padre Morreale sulla Madonna del Monte e Padre Elia Lauricella, la grande mostra di Pietro D'Asaro, il ripristino delle novene di Natale e della Recita per la Festa del Monte, i prodromi della Fondazione Sciascia...

Si sarebbe potuto e  dovuto continuare nel segno di quel fortunato input ma l'ingranaggio chissà perché s'è guastato, fino a rompersi con il dissolvimento della Pro Loco, la morte di Sciascia, la mondanizzazione, diciamo così, della politica. 
Quello che doveva costituire "sistema", organico progetto proiettato nel tempo, incominciò a parcellizzarsi, insomma, traballò il continuum

Ci sono state tante stelle che non si sono costituite in firmamento.

Un segno premonitore se ne ebbe proprio in occasione della presentazione del libro del Tinebra Martorana quando il Mulè, per i giochi e i rapporti di forza della politica militante,  venne rimpiazzato da un altro assessore, il giovane Rosario Alaimo Di Loro, che ora, benché anche lui propugnatore di altre iniziative, riconosce,  con grande distacco, onestà intellettuale e generosità,  che  alla presentazione del libro del Tinebra Martorana nel 1982, sul palco del riaperto teatro, ci doveva stare il suo predecessore che quell'evento, foriero di altri eventi,  aveva voluto e sostenuto.

Tornando all'oggi, grazie alla grande sensibilità e disponibilità dei commissari, con la  manifestazione "Tinebra Martorana ritorna al Teatro di Racalmuto", sebbene con la mancanza fisica di Sciascia, si sarebbe chiuso il cerchio nello stesso punto e nello stesso luogo in cui si era iniziato circa trent'anni fa.

Per motivi tecnici però, così come ha spiegato il commissario Filippo Romano, l'evento è stato spostato in un luogo altrettanto prestigioso qual è la Fondazione Sciascia.

 Pertanto, ancora una volta, l'antico progetto, iniziato dal connubio Tinebra Martorana - Sciascia,  ritorna allo stesso punto di partenza ma collocato ad un livello più alto in un ascensionale movimento elicoidale: la Fondazione rappresenta infatti uno sviluppo qualitativo e cronologico di un  iniziale progetto culturale per Racalmuto, che affonda le radici nel teatro "Regina Margherita" ancora "chiuso" nel 1982. 

Aggiungi didascalia
3.


Anzi, simbolicamente, il "giovane" autore di Memorie e tradizioni, conscio della propria natura di poeta va a rendere omaggio a Sciascia, nella  "sua" casa, con il libretto in mano delle poesie giovanili, e grato sotto tanti aspetti per gli apprezzamenti mostrati al suo precedente libro sulla storia di Racalmuto. 


4.

E ci va non da solo ma in compagnia di tanti amici, estimatori, artisti, studiosi... con un manifesto srotolato: dinanzi al quale, sbirciandolo, il caro Nanà di sempre si sarebbe fatta una delle sue solite, "filosofiche" risatine.


5.




La "Presentazione" di Carmelò Mulè alla ristampa del  libro di Nicolò Tinebra Martorana nel 1982 
  
Per esaudire una richiesta, in questi ultimi anni moltiplicatasi, e specialmente da parte dei racalmutesi emigrati, I'Ammmistrazione Comunale di Racalmuto ha deciso di promuovere la ristampa della storia del paese scritta dal dottor Nicolò Tinebra Martorana e pubblicata, in tiratura limitata, nel 1897. 
Opera giovanile e, per certi aspetti, datata: ma sostanzialmente valida e scritta con passione. Ad integrarla, si è aggiunta la voce “Racalmuto” del Dizionario topografico della Sicilia di Vito Amico tradotto e aggiornato da Gioacchino Di Marzo (Palermo, 1859).



6.

Si è creduto opportuno unire una silloge fotografica: del paese com'era, del paese com'è, di opere di Pietro D'Asaro, di qualche racalmutese illustre. 
Molte, del paese oggi, sono dovute a fotografi ben noti: allo scultore Mario Pecoraino, autore del bellissimo libro sugli Scultori del Cassaro, e a Ferdinando Scianna, autore di quel libro, che è ormai un classico nel genere, sulle Feste religiose in Sicilia (e gli si debbono quelle sulla festa del Monte in particolare). 
Ad entrambi va il nostro ringraziamento; e a Mario Pecoraino anche per la cura grafica di questo libro.

Ringraziamo anche la « Pro Loco » di Racalmuto per il reperimento di immagini del paese com'era; e Leonardo Sciascia per lo scritto introduttivo e per I'attenzione con cui ci ha seguito nella preparazione di questo libro.
                                              Carmelo Mulè
                                              Assessore ai Beni Culturali






7.




Post scriptum: 
Da Lampedusa giungerà una delegazione di speciali lettrici delle poesie di Nicolò Tinebra Martorana, costituita dalle studentesse del locale Liceo scientifico: Melissa Incorvaia 
Camilla Galazzo 
Rosalinda Brischetto 
Giorgia Russo 
Rossella Scozzari
Lucrezia Palmisano 
Elisa Tuccio 
Giovanna D'Ippolito 
Samantha Solina.  
Sono le allieve di Angelo Campanella che ha curato la pubblicazione delle poesie recentemente ritrovate.  Leggeranno la poesia "Dopo un amplesso". La precedente "lettura critica" è stata pubblicata nel seguente post: http://archivioepensamenti.blogspot.it/2013/03/nicolo-tinebra-martorana-lampedusa.html

8.


Foto 4, 6 e 8: Nicolò D'Alessandro, Processione a Palermo, china su cartoncino, 70 x 50 cm. 1985