lunedì 4 maggio 2020

IL TENORE RACALMUTESE LUIGI INFANTINO A LISBONA. Eduardo Chiarelli, da Setúbal, ci fa sapere

https://www.youtube.com/watch?v=PuwgGd4xEYo&feature=youtu.be

Dalla bacheca Facebook

Eduardo Chiarelli a Piero Carbone da Racalmuto
52 min · 
L´ho trovato in un´edizione di: 

Instituto Italiano de cultura de Lisboa.

Fortuna de Verdi no teatro de São Carlos de Lisboa nos seculos XIX e XX .
Jorge Vaz de Carvalho.
Os anos 40 do século XX conhecem elencos magníficos: 

em 1945-46, Gino Bechi (“Falstaff”),
 Afro Poli (“Ford”), 
Maria Caniglia (“Alice”), 
Ebe Stignani (“Quickly”), 
Camici-Lotti (“Fenton”), 
Rini Gigli (“Nannetta”); 
Bechi será o “Falstaff” insubstituível de 48-49, 49-50 e 50-51, com os “Ford” de Mario Borriello e duas vezes Afro Poli;
as “Alice” de Renata Tebaldi, duas vezes, e de Maria Caniglia de novo; 
as “Qui-ckly” sempre de Ebe Stignani; 
os “Fenton” de Luigi Infantino e duas vezes Guilherme Kjölner;
as “Nannetta” de Elena Ri-zzieri, Fiorella Carmen Forti e Rosanna Carteri.


L´ho trovato in un´edizione di: Instituto Italiano de cultura de Lisboa.
Fortuna di Verdi al teatro di San Carlos de Lisbona nei XIX e XX secolo.
Jorge Vaz di quercia

Gli anni ' 40 del XX secolo conoscono cast magnifici: 


nel 1945-46 Gino Bechi (" Falstaff "), afro Poli (" Ford "), Maria Caniglia (" Alice "), Ebe Stignani (" Quickly "), Camici-Lotti (" Fenton "), Rini Gigli (" Nannetta "); Bechi sarà il " Falstaff " insostituibile del 48-49, 49-50 e 50-51 con le " Ford " di Mario Borriello e due volte Afro Poli; le " Alice " di Renata Tebaldi due volte e Maria Caniglia di nuovo; le " Qui-ckly " sempre di Ebe Stignani; i " Fenton " di Luigi Infantino e due volte Guglielmo Kjölner; le " Nannetta " di Elena Rizzieri, Fiorella Carmen Forti e Rosanna Carteri



Raccolta di Enrico Di Puma









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domenica 3 maggio 2020

RINVIATO PER IL VIRUS, SARÀ UN CENTENARIO UNICO E TRINO? Cento anni fa nasceva il tenore racalmutese Salvatore Puma

Sicuramente non sarebbe passato inosservato il centenario del tenore Salvatore Puma, nato a Racalmuto il 6 maggio del 1920, il suo nome appartiene alla storia del bel canto perché  il bel canto ha portato in giro in Italia e nel mondo, come ricordano gli studiosi Salvatore Aiello e Gaetano Albergamo nella loro rassegna sui Cantanti lirici siciliani.
Lo cita Ignazio Navarra nel suo corposo Voci e suoni della Sicilia.
Di lui, Domenico Mannella  ha scritto:  "Tenore drammatico con voce potente e accenti forti, come l’Otello di G. Verdi e il Sansone dell’opera omonima di Saint-Saëns magnificamente interpretati da Salvatore Puma."

 Tutti i requisiti insomma per celebrarne il centenario  doverosamente e con onore.

Ma due circostanze, e non una soltanto, hanno congiurato contro: il pericolo di contagio per il sopraggiunto coronavirus e la protratta chiusura del  Teatro Regina Margherita di Racalmuto.

Oltre a quello  che si potrà riuscire a fare nel corso del 2020, sarebbe un'occasione ghiotta associare il centenario, postergato, di Salvatore Puma, a quello dei due grandi racalmutesi, lo scrittore Leonardo Sciascia e il tenore Luigi Infantino entrambi nati nel 1921: Sciascia l'8 gennaio e Infantino il 24 aprile.

Puma e Infantino hanno avuto una carriera coeva e parallela.

Mia madre ancora ricorda lo stupore con il quale in paese venne appresa la notizia dei due giovanotti, due ragazzi conosciuti come tanti altri, figli del popolo, di modesta ma dignitosa origine familiare, che lasciavano  il paese per inoltrarsi in un mondo lontano e sognato, per andare a fare i cantanti. 
Uno stupore rinnovato dai loro ritorni, quando, cantanti di successo, vennero a cantare nel teatro e nelle chiese che li avevano visti crescere e compitare note sui pentagrammi o suonare nella banda municipale. 

E con stupore credo che il paese vivrà nel 2021 questo singolare e al tempo stesso trino centenario dello scrittore Leonardo Sciascia e dei tenori Luigi Infantino e Salvatore Puma. 
Nello stesso anno. 
Nello stesso paese. 
Nello stesso teatro.
 P. C. 

 E lucevan le stelle (Puccini-Tosca)








Un ringraziamento ad Enrico Di Puma per avermi messo a disposizione la foto autografa, ad Ignazio Navarra per le "dritte" e i suggerimenti bibliografici e a Domenico Mannella che nel 2007 ha tratteggiato un sapiente "medaglione" sui tenori racalmutesi, in occasione di una speciale apertura del Teatro Regina Margherita di Raclamuto. Vedi i Post:

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SCREEN CAPTURE DA YOU TUBE:

Puma Salvatore, Recondita armonia (Puccini-Tosca)




















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Deci ciento citaleni Ten,one hundred miner's lampen

sabato 2 maggio 2020

DI CHI È QUESTO QUADRO? Beppe Bellavia Messana ci lancia una sfida

L'amico Beppe Bellavia Messana non finisce di stupirmi dal suo côté toscano dove vive e lavora, standosene recluso come tutti gli italiani in questo periodo di quarantena a causa del coronavirus,  mi stupisce con le sue trovature racalmutesi che sembrano essere inesauribili e variegate.

Questa volta mi annuncia solennemente una tela, "dalle soffitte di Palazzo Messana, una pala del...? Opera di...? Pietro D'Asaro o Scuola? Oppure Provenzani? Il Santo è Antonino da Padova. Era in casa di Donna Ciccina Messana Cavallaro Vedova Franco. Proviene forse dalla chiesa di San Giovanni di Dio."

Potevo tenere lo stupore, e gli interrogativi, solo per me? 
Ho voluto condividerli con coloro che seguono assiduamente il blog, e anche con altri. 
Buona "lettura" e "azzeccata" interpretazione. 











venerdì 1 maggio 2020

RICORDIAMOLI SEMPRE, I LAVORATORI. Non solo il Primo Maggio

Primo maggio  
San Giuseppe artigiano
Festa dei lavoratori
Festa del lavoro

di chi il lavoro ce l'ha, perché lo conservi e sia dignitoso;
di chi non ce l'ha ma l'ottenga conseguendo sostentamento e dignità, 
la Costituzione lo dice;

per chi di lavoro vive;

per chi sul lavoro muore 
negli imprevisti ma a volte prevedibili incidenti;

per chi per il lavoro è morto nelle miniere
- in Sicilia ce n'erano molte attive - 
- a Racalmuto tante -
dove gli incidenti erano piuttosto ricorrenze
 e si sarebbero potuti evitare almeno in parte 
con maggiori tutele 
se  si fosse anteposta  la sicurezza 
al guadagno
Il guadagno!
Ma... lavorare per vivere
o vivere, e morire, per il lavoro?

Ricordarli è doveroso.
Anche nominarli... 
ma questo 
nonostante le buone e intenzioni 
reiterate nel tempo
per farlo con giusto rilievo
con compunta solennità
finora non è stato possibile
(e non per gli avversi numi).

E intanto un rilievo bronzeo
li ricorda tutti 
con la sua muta eloquenza.
Pace. Lavoro. Dignità.
Con arte.

Racalmuto. Bassorilievo bronzeo di Disma Tumminello
Racalmuto.
La struttura in marmo ad alveare del prof. Gaspare Arrostuto che richiama i cristalli di zolfo e di sale.
(Manca in paese una raccolta pubblica di cristalli zolfo e di sale).


CONVERSAZIONE  SU MESSENGER CON DISMA TUMMINELLO (17/11/2018)

Caro Piero mi fa”piacere ritrovarti e sentire che stai bene!io mi sono trasferito a Mazara del Vallo. La mia veneranda età non mi consente di muovermi da solo.
😠1
Piero

Carissimo Disma, mi ha fatto tanto piacere ritrovarti in fb; due anni fa avevo proposto una manifestazione per i caduti sul lavoro e per l'occasione avevo suggerito di invitarti a Racalmuto per il monumento che tu hai fatto alcuni anni fa, ma poi non se n'è fatto nulla. Sei sempre presente nei miei pensieri e nella mia stima. Qualche volta vorrei venirti a trovare. Un abbraccio
Disma Epifanio Tumminello




Nell'attesa della sua venuta,
 sarebbe bello  e significativo 
potere accogliere a Racalmuto
L'albero e la vita
 del maestro Disma Tumminello

Link del video su you tube.
https://www.youtube.com/watch?v=PSw3tGzaqMQ&feature=share

screen shot




Disma con un visitatore speciale, il musicista Gaetano Siino


***

Il canto dedicato a zolfatai e salinai
Deci, cientu citaleni
nella interpretazione del
Coro Polifonico Terzo Millennio
https://www.youtube.com/watch?v=k3KqdprjCrE

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e di Piera Lo Leggio
https://www.youtube.com/watch?v=NhPifd-qEMc