lunedì 6 agosto 2018

"VITA DI ISSARA" - UN CANTO CHE FORSE SAPRÀ DI FADO. Parziale anticipazione



Alla ricerca di echi:
...quão semelhante
Acho teu fado ao meu, quando os cotejo!*

...quanto somigliante
Trovo il tuo fato al mio, quando li comparo!

Il fado, si sa, canta la saudade e canta la malinconia ma anche pene inespresse o altrimenti inesprimibili e può rimandare a rammarichi e rabbie, ma rabbie filosofate ovvero che non lo sembrano affatto perché questa è la magia o la maledizione della musica: trasformare: incitare o ammansire. 
Il fado insomma non è solo un genere musicale nato nel povero quartiere di Alfama in Portogallo nel cuore del cuore di Lisbona, è una filosofia di vita.

Forse saprà di fado la musica del canto dedicato ai gessai di una volta, al loro lavoro, duro, faticoso, dimenticato, certamente negletto,  poco indagato dagli studiosi con qualche eroica eccezione, poco celebrato dalla letteratura, ma appunto per questo è da storicizzare il recente viaggio di Giuseppe Maurizio Piscopo nella patria di Amalia Rodriguez dove si è andato ad abbeverare carduccianamente alle fonti del Clitumno anzi del Tago prima di comporre la sua musica e dare anima alle parole del canto al gesso e ai gessai di una volta dedicato: quasi un pellegrinaggio, viene da dire, spinto dal desiderio di dare respiro a uno dei "riti" essenziali della vita dell'uomo ovvero al lavoro, in questo caso alla lavorazione del gesso in Sicilia, non per assolutizzare  la fatica di quel lavoro ma anzi per fraternizzarla con altre fatiche e con altre condizioni lavorative nel mondo scomparse o poco celebrate dalla letteratura, neglette: non per questo obliabili senza rammarico. P. C.


LA PRIMA STROFA

Lu fuocu di lu tiempu cuciunìa

e ardi e coci, un furnu chi famìa 

a tutti comu issu di carcara,

biancu dintra, e fora chi l’affara.



Lu nfurna lu issaru e mazzulìa.

Balata ca s’arrenni cu dulia

a cuorpi di mazzuottu e di sudura:

balata tutta cotta di calura.

...

Ritornello:
Issu, issara: vita di carcara.
Issu, carcara: vita di issara.
Issu, balati: forti cafuddrati. 
Furnu, famìa: issu bianchìa.

Finale:
Issu, sudura: mpastati mura mura.  
Figli, lu pani, aspettanu dumani.




Musica di Giuseppe Maurizio Piscopo
Parole di Piero Carbone



* I versi iniziali in portoghese sono del poeta BOCAGE. Da Importuna ragione, a cura di Vincenzo Russo & Ada Milani, con una introduzione di Daniel Pires, Lemma Presss, Bergamo 2007. Il libro con testo bilingue contiene poesie tratte dall'antologia Da inquietude à transgressão: eis Bocage a cura di Daniel Pires pubblicata dalla Biblioteca Nacional de Portugal.
Ringrazio Eduardo Chiarelli, emigrato residente a Setubal, per avermene fatto dono.



Marina Castiglione, Parole e strumenti dei gessai in Sicilia. Lessico di un mestiere scomparso,
Centro di Studi Filologici e Linguistici Siciliani, Palermo 2012,  pag. 15







domenica 5 agosto 2018

"U ISSARU" - CANTO POPOLARE. Quando a Racalmuto c'era "Enarmonia"



Seguito del Post
Un titolo, una copertina, una breve citazione propedeutica postati su un social e sono fioriti con tanta spontaneità contatti, curiosità, interessanti commenti, qualche proposta. E altri Post naturalmente.



Nel 2002 l'Associazione Enarmonia, in collaborazione con il Comune di Racalmuto, ha promosso e curato una raccolta di canti tradizionali e  nuove canzoni d'autore in dialetto siciliano. 
Dal booklet del CD "Fiesta. Sul filo della memoria" si ripropone il testo del canto di lavoro "U issaru"


Questo canto di lavoro  era stato riesumato musicalmente nel 1975 dal gruppo folcloristico La Virrinedda" e prossimamente sarà eseguito dal coro polifonico Terzo Millennio diretto dal maestro Domenico Mannella.

Marina Castiglione, autrice di  Parole e strumenti dei gessai in Sicilia. Lessico di un mestiere scomparso, per i generosi suggerimenti offerti si ritrova ad essere "madrina" di un nuovo canto dedicato al mondo del gesso e dei gessai che sarà presentato il 20 settembre prossimo alla libreria Feltrinelli di Palermo, in occasione della presentazione del libro di Giuseppe Maurizio Piscopo e Salvatore Ferlita La maestra portava carbone.











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venerdì 3 agosto 2018

SU SANTA ROSALIA UN DOCUMENTO SORPRENDENTE RIESUMATO DA SALVATORE PEDONE. Testimonianza di una chiesa su Monte Pellegrino già nel 1337 (a Racalmuto ancor prima, secondo il Cascini)

Cade a fagiolo la scoperta e relativa pubblicazione su fb del seguente documento da parte di Salvatore Pedone, che ha retto e valorizzato per tanti anni la Biblioteca comunale di Palermo, in previsione del progetto che tenderebbe a creare una rete di paesi e località legati al culto di Santa Rosalia da coinvolgere e coordinare possibilmente in "Panormus. La scuola adotta la città", visto che, dopo il Genio, sarà Santa Rosalia quest'anno il tema comune e trasversale a tutte le scuole adottanti i vari monumenti previsti negli itinerari di "Palermo apre le porte". 

E potrebbe concludersi con la sfilata a Palermo, per il Festino,  dei rappresentanti della varie località "rosaliane", simbolicamente in corteo dietro la famosa urna argentea contenente le reliquie della Santuzza: palermitana, ma non solo.
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Totò Pedone, nel pubblicare questo eccezionale documento, lo accompagna con la seguente nota:

Sul culto di S. Rosalia, legato ad una chiesa esistente sul Monte Pellegrino, segnaliamo la testimonianza manoscritta dello storico Antonino Mongitore (1663-1743)… si evince che la data più antica risale al 1337.

Trascrivo, per maggiore intelligenza, le parti relative di questa pagina: 

In un volume conservato nel Tesoro dell'Ill.mo Senato di Palermo, ricoperto di rosso dorato, si contengono le cose spettanti all'antico culto di S. Rosalia, il cui indice è il seguente…
Testes Joannis de Caravellis in quo [***] Ecclesiae S. Rosaliae in monte Pellegrino, anno 1377 - a f. 18


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Salvatore Pedone
Piero… se leggi bene il documento, troverai: De templo S. Rosaliae in oppido Racalmuti...

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Ringrazio Totò Pedone per la segnalazione "racalmutese". Sull'esistenza di una chiesa dedicata a Santa Rosalia si fa riferimento anche alla testimonianza del Cascini a cui si rimanda nel Saggio apologetico sulla vera patria di Marcantonio Alaimo dell'abate Salvatore Acquista pubblicato nel 1856.

Sulla "presenza" di Santa Rosalia a Delia nei documenti storici, è in dirittura di arrivo un libro di Paolo Busub.

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giovedì 2 agosto 2018

QUEL "VIZIO" PERSO DI RIBELLARSI IN SICILIA (POI VENNERO I "FASCI" DEI LAVORATORI). Trifone, Atenione e gli altri

TRIOKALA 104-99 a.c. - CALTABELLOTTA 2001
21° CENTENARIO DELLA "RIVOLTA DEGLI SCHIAVI"




I tentativi non riusciti provocano "rinculo".
Smaragdos, Lo scornabecco non è un animale. Parainedito




ph  ©piero carbone (31 luglio 2018)

mercoledì 1 agosto 2018

RASOI E MANDOLINI. Giuseppe Maurizio Piscopo ritorna "infaduado" da Lisbona, con una minaccia (musicale?)


Lisbona è una città magnifica. 


Per le strade si sentono gli odori, i suoni del Fado, la storia del tempo, la voce dei grandi poeti: Luis De Camoes, Cesario Verde, Mario De Sa-Carneiro, Florbella Espanca, Fernando Pessoa.

Al mio rientro insisterò ancora di più affinché in Sicilia la musica dei barbieri diventi patrimonio dell'umanità così come è avvenuto per il Fado e che possa essere suonata in tutti i paesi e nelle grandi città...
G. M. P.




Tra i Grandi del passato. Gli Artisti di una volta non esistono più. E anche il mondo di una volta é scomparso, lasciando il vuoto dei tempi bui che viviamo proponendoci tanti finti artisti incatenati a quattro politicanti da strapazzo...




Il Museo del Fado ad Alfama esiste da 20 anni.Visitarlo significa entrare nella memoria del tempo. 
Ascoltando quelle voci di saudade, di malinconia nella musica dei sud del mondo, sono arrivato a piangere di gioia.Che grande emozione mi ha regalato oggi la vita...




Tutti i poster dei vecchi dischi in vinile




Qui si suona per strada ed io provengo dall'università della barba di Mastro Agostino.


La musica unisce le persone del mondo, le fa sorridere, sognare, vivere intensamente grandi emozioni.



Ad Alfama, il centro del centro di Lisbona, è nato il Fado.


Ieri fino a mezzanotte abbiamo ascoltato il Fado




Nel vedere le vecchie fotografie di Lisbona che scorrevano sul canto di Amalia Rodriguez ho provato i brividi.
Ho rivissuto un incontro con Amalia al teatro du Chatelet di Parigi nel lontano 1979.
Allora alla fine del concerto l'ho abbracciata insieme ai suoi vecchi musicisti.
Mai avrei pensato di rivederla in un Museo.
I misteri della vita in questo sogno ad occhi aperti che si chiama Lisbona il sud del mondo, l'arte e la poesia della vita.
Qui dove anche i marinai cantano con la chitarra portoghese canzoni d' amore a fanciulle che scompaiono con le navi...
(Pensieri liberi di un Maestro ribelle).





Da Porto a Lisbona alla ricerca del Fado




Nell'ultima parte della mia vita, niente protocolli. 



Utilizzerò una delle corde pirandelliane, la corda pazza.




Ringrazio Giuseppe Maurizio Piscopo
 per aver voluto condividere foto e annotazioni

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Scampolo di conversazione 

G.M.P.
Al rientro ho delle idee folli da realizzare.

P. C.
La Sicilia è curiosa della tua follia.
Intanto se vuoi mi mandi qualche impressione portoghese così assaporiamo anche noi attraverso la tua testimonianza diretta. In tutto questo penso ne risentirà inconfondibilmente la canzone che musicherai su Issu e issara: del Fado non ci si scrolla facilmente, è come una spina che acuisce la sensibilità.

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