martedì 3 novembre 2015

COS'È L'ARTE? UNA SCATOLA DI FIAMMIFERI, VUOTA. Mohamed Larbi Rahali a Palazzo Sant'Elia di Palermo

Mohamed Larbi Rahali a Palazzo Sant'Elia di Palermo

 

Oggi a Palazzo Sant'Elia mi ha colpito, tra l'altro, la mostra di Mohamed Larbi Rahali, e non soltanto per il nome di questo singolare artista marocchino assonante con il nome arabeggiante del mio paese composto con il prefisso Rahal, ma per la sua singolarità.
Al primo impatto ti aspetti una raccolta di insetti, quando guardi meglio ti accorgi che di una raccolta di comunissimi scatolini di fiammiferi  si tratta, infine, la sorpresa, ti immergi in un mondo vario e vasto di rappresentazioni contratte nei minuscoli rettangoli di cartone 5 x 3 cm.
E' arte?


Quale che sia la risposta di ognuno, è innegabile che si è costretti ad un percorso mentale: dalla quotidianità di un oggetto di uso comune ad altro. Disegno? Pittura? Bassorilievo? Scultura? Figurazione? Astrazione? Microinstallazione?
La natura di questo "altro" ne segnerà il destino fino a qualificarlo, se l'autore riuscirà nell'ipotetico intento originario,  come un percorso estetico.

















































Ph ©piero carbone

lunedì 2 novembre 2015

MEDITARE COL VENTO. Una poesia da Venti di sicilinconia: Vientu, siemmu vientu.



Vientu, siemmu vientu.

Li seculi cummoglianu lu suli
e lu suli li squaglia comu cira.

Li palori ìnchinu lu munnu
e lu munnu li scarpisa comu pira.

Pozzu vinciri lu friddu di la morti
sulu ccu disidderiu e puisia.

Essiri. Unn’essiri. Duranu un mumentu.
C’era, un c’è cchiù. Cu l’arrigorda?

Vientu, siemmu vientu.


I secoli coprono il sole
e il sole li scioglie come cera.

Le parole riempiono il mondo
e il mondo le calpesta come pere.

Posso vincere il freddo della morte
solo con desiderio e poesia.

Essere. Non essere. Durano un istante.
C’era, non c’è più. Chi se lo ricorda?

Vento. Siamo vento.



da Venti di sicilinconia, Medinova edizioni, Favara 2009 

Link correlato:
 Juan Diego Catalano recita in spagnolo