domenica 26 ottobre 2014

UNA METAFORA DEL NOSTRO TEMPO: LA TORRE DI BABELE. Mostre a Palermo



Per questo
 la si chiamò
 Babele, 
perché
 là 
il Signore 
confuse 
la lingua 
di tutta la terra
 e di là
 il Signore
 li disperse
 su tutta la terra.

Genesi XI, 9


LE TORRI ALLA TORRE


Locandina


TRENTACINQUE TORRI DI BABELE NELLA TORRE DI SAN NICOLO'

DAL 24 OTTOBRE ALL' 8 NOVEMBRE 2014 

(in collaborazione con l'Accademia di BB.AA. di Napoli
e il patrocinio dell'UNICEF
 e della Presidenza del Comune di Palermo)

Mostra a cura di 
Nicolò D'Alessandro e Patrizio Di Sciullo
 Organizzazione:
 Nicola Bravo

Il gruppo Ghanese UNITY CHOIR

 sarà presente alla Galleria L'altro ArteContemporanea


Le mostre:

Torre di San Nicolò All'Albergheria, via Nasi, 18

Galleria l'Altro ArteContemporanea, via Torremuzza, 6 ) 





















Per vedere le altre acqueforti clicca il seguente link:




Alguien construye a Dios en la penumbra"

"Qualcuno costruisce Dio nella penombra"

Jorge Luis Borges, "Baruch Spinoza" in La moneta di ferro.
Traduzione di Cesco Vian (ediz. Rizzoli)

IN GALLERIA

















IL CORO GANESE ALLA MOSTRA









  
























SUL TERRAZZO GUARDANDO IL MARE





















Dalla  Bibbia di Gerusalemme

Tutta la terra aveva una sola lingua e le stesse parole.
Emigrando dall'oriente gli uomini capitarono in una pianura nel paese di Sennaar e vi si stabilirono. Si dissero l'un l'altro: "Venite, facciamoci mattoni e cuociamoli al fuoco".
Il mattone servì loro da pietra e il bitume da cemento.
Poi dissero: "Venite, costruiamoci una città e una torre, la cui cima tocchi il cielo e facciamoci un nome, per non disperderci su tutta la terra".
Ma il Signore scese a vedere la città e la torre che gli uomini stavano costruendo.
Il Signore disse: "Ecco, essi sono un solo popolo e hanno tutti una lingua sola; questo è l'inizio della loro opera e ora quanto avranno in progetto di fare non sarà loro impossibile.
Scendiamo dunque e confondiamo la loro lingua, perché non comprendano più l'uno la lingua dell'altro".
Il Signore li disperse di là su tutta la terra ed essi cessarono di costruire la città.
Per questo la si chiamò Babele, perché là il Signore confuse la lingua di tutta la terra e di là il Signore li disperse su tutta la terra.

GENESI XI, 1-9


Foto ©pierocarbone


sabato 25 ottobre 2014

PIANTI E CANTI NELLE CARCERI DELL'INQUISIZIONE







Palazzo Steri, Palermo. 
Ieri, torture e sofferenze. 
Oggi, canzoni e parole d'amore.



Ieri



 ovvero nel Sei e Settecento
 quando era sede delle carceri del tribunale dell'Inquisizione,
 torture e sofferenze,
terribile anticamera dei condannati al rogo: 
i graffiti dei carcerati  decifrati e trascritti da Giuseppe Pitrè lo testimoniano;
 tra questi,  i versi attribuiti al poeta Simone Rao:

Cui trasi in chista orrenda sepultura
vidi rignari la [gran] crudeltati
unni sta scrittu alli segreti mura:
nisciti di spiranza vui chi ntrati;
chà non si sapi s'agghiorna o si scura,
sulu si senti ca si chianci e pati
pirchì nun si sa mai si veni l'hura
di la desiderata libertati.

Simone Rao


Chi entra in quest'orrenda sepoltura
vede regnare la grande crudeltà
dove sta scritto sulle segrete mura:
lasciate ogni speranza voi che entrate;
ché non si sa se albeggia o se annotta,
solo  si sente piangere e patire
perché non si sa mai se verrà l'ora
dell'agognata libertà.

Mia traduzione.





Oggi

i cantanti Francesco Giunta di Palermo, Ezio Noto di Caltabellotta e Peppe Qbeta di Ragusa
 hanno cantato le loro canzoni 
in occasione della presentazione del libro di Roberto Sottile
Il dialetto nella canzone italiana negli ultimi vent'anni

Precedenti post sul libro:




Sala Magna del Castello Chiaramonte (Palazzo Steri)
Palermo, 17 ottobre 2014


La prof.ssa Mari D'Agostino e Roberto Sottile


La via dei tesori. Eventi



Da sx: 
Ezio Noto, Francesco Giunta, Peppe Qbeta



Francesco Giunta
Suli chi spacchi



Qbeta
M'arrifriscu e m'arricriu


Brochure 

Le Vie dei Tesori. Si inizia dallo Steri.




Ezio Noto
Pupi



Foto ©pierocarbone,  tranne le immagini ricavate con lo screenshot dal pdf della brochure su Le Vie dei Tesori.




giovedì 23 ottobre 2014

È LA GIUSTIZIA, BELLEZZA! Correva l'anno 1990...


Interrogazione a risposta scritta Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-02570 presentata da GIUSEPPE LUMIA venerdi' 22 marzo 2002 nella seduta n. 121 LUMIA. - Al Ministro della giustizia. 

- Per sapere - premesso che: due docenti palermitani, Piero Carbone e Giovanni Patanella, sono stati i protagonisti di una paradossale storia di «ordinaria giustizia»; 

nel febbraio del 1990 i due insegnanti parteciparono alla sessione di abilitazione all'insegnamento di materie letterarie (italiano, storia ed educazione civica, geografia) nelle scuole secondarie di 1 o grado, indetta con ordinanza ministeriale n. 394 del 18 novembre 1989, riservata a chi, nel triennio precedente, avesse insegnato proprio quelle discipline per almeno 360 giorni; 

ammessi con riserva, i due superarono sia l'esame scritto che quello orale e furono abilitati, con riserva; nel maggio 1990 ricevettero dal provveditore agli studi decreto di esclusione, poiche' i 360 giorni di servizio prescritti non erano stati svolti nell'insegnamento per la stessa classe di concorso: in sostanza avevano insegnato religione mentre concorrevano per le materie letterarie; 

il 9 luglio 1990 i signori Carbone e Patanella presentarono ricorso al TAR Sicilia contro il decreto di esclusione e l'11 settembre 1990 venne presentata, nei termini di legge, domanda di fissazione di udienza; solo il 18 gennaio 2002, cioe' dopo 11 anni di silenzio, e' finalmente arrivata risposta dal TAR Sicilia secondo cui ai sensi dell'articolo 9 della legge 21 luglio 2000, n. 205, si comunica che per il ricorso contro il provveditore agli studi di Palermo, essendo trascorsi 10 anni dalla data di deposito, viene chiesto alle parti di presentare nuova istanza di fissazione di udienza entro sei mesi dalla data di notifica dell'avviso, con avvertenza che, decorso infruttuosamente detto termine, il ricorso verra' dichiarato perento, cioe' estinto per mancato espletamento della relativa attivita' (per le modalita' indicate nel citato articolo 9 della legge n. 205 del 2000) -: 

se il caso in esame sia un caso isolato, oppure se lo si possa considerare la spia di un malessere dell'amministrazione della giustizia che soffoca in lungaggini amministrative le aspirazioni di tanti cittadini costretti a lunghi, estenuanti e spesso inutili tempi di attesa. (4-02570)




GIUSTIZIA RITARDATA, GIUSTIZIA DENEGATA


Modo di dire siciliano:
Amaru cu ci capita (nni sti lazza)
Sventurato chi incappa in queste tagliole

"Appello ai Parlamentari" e "Considerazioni intermedie" diramate dai ricorrenti
subito dopo la notifica dell'Avviso di Pendenza ultradecennale



Rassegna stampa

Giornale di Sicilia, sabato 16 febbraio 2002




A suo tempo, la notizia è stata ancor più amplificata dall'intervista radiofonica trasmessa nell'edizione mattutuna del Gazzettino di Sicilia.


mercoledì 22 ottobre 2014

I GIORNALISTI DI TABUCCHI




I GIORNALISTI DI TABUCCHI E PADRE ANTÓNIO

"Pereira gli chiese cosa era successo e padre António gli disse: ma come, non hai saputo?, hanno massacrato un alentejano sulla sua carretta, ci sono scioperi, qui in città e altrove, ma in che mondo vivi, tu che lavori in un giornale?, senti Pereira, vai un po' a informarti."

Antonio TABUCCHI, Sostiene Pereira, cap. II, "La Biblioteca di Repubblica", Mediasat 2003. Prima ediz. Feltrinelli 1994


Terribile Tabucchi!

C'è chi non sa, ma dovrebbe;
c'è chi sa, e dice di non sapere;
c'è chi non vuol sapere.
Anche tra i giornalisti, purtroppo.

Smaragdos, Lo scornabecco non è un animale. Parainedito.




Nella foto, particolare di un carretto dipinto dal carradore Dino Agrò