lunedì 4 febbraio 2013

INCAUTO MIELE





Abeille pleine de pollen

Chi, 
per sostenere propri ragionamenti,  
si addentra in giudizi preconcetti e infondati su uomini, 
che non ha conosciuto 
o conosciuto tramite artificiose imbeccate, 
e su fatti, 
che non ha vissuto, 
è come se allungasse le mani nude in un alveare 
pensando di afferrare il miele a pugni pieni. 

E bene gli va
 se al buio
 scambia un ghiotto alveare 
con le quattro cellette di un vespaio.

Da SMARAGDOS, Lo scornabecco non è un animale. 
Libera traduzione dal sanscrito di un testo inedito





  











Foto di Giuseppe Sardo Viscuglia

domenica 3 febbraio 2013

IL PAESE NELLE NEBBIE






Oggi c’è nebbia a Racalmuto. Ogni tanto capita.

Se uno discende dal Serrone sembra che le nuvole stiano in basso invece di stare in alto.




Per fortuna, arrivati a valle, si attraversa il Ponte del Carmelo e uno sa che è vivo e non ha varcato il portone dell’Inferno o del Paradiso, insomma si ha consapevolezza di non essere morti.  Conferma se ne ha costeggiando le scuole elementari "Marco Antonio Alaimo", le case popolari, la scalinata del Carmine… ci sono macchine, ci sono persone. 

Sembra ogni cosa a suo posto. 

Ma arrivati al belvedere del “Bastione” un’altra svaniticcia sorpresa: a valle il paese non c’è: non c’è il Castello, non c’è la Matrice, non c’è il Teatro, non c’è il Municipio, non c’è la Chiesa del Monte. Non c'è anima viva.

Solo nebbia. Nuvole.



  Com’è possibile?! Eppure non siamo a Milano. Il paese è immerso nella nebbia. Da perdere il senso dell’orientamento, come i vaganti personaggi in un famoso film felliniano. 

Per fortuna, ad un tratto, da tutta quella schiumosa bambagia spunta la doppia cuspide di un campanile. Finalmente! 

Ancora una volta “tutto a posto”? 

Incominciano a ricomparire gli oggetti di sempre.



Eppure, il sole non c’è, non si vede. 

Come spiegare il fenomeno allora? 

Mi sono ricordato di quello che avviene in simili frangenti, l'ho scritto molti anni fa; preciso il dato temporale per evitare forzate e non volute attualizzazioni. Non siamo noi gli inventori della storia: quello che possiamo e dobbiamo fare è riconoscerne le oggettive epifanie. Criterio da cui si autoesonerano i "cecati" e gli opportunisti per oscuri motivi, talvolta opposti.

Eccone la spiegazione, dicevo, anche se su tutto aleggia un favoloso alone di metafora:



   

Adagiato in una conca dove d'inverno vi s'affossano le nebbie, il paese giace.
La  caligine  lattiginosa  s'appiccica  silenziosamente.  Si  è aureolati di soffici nuvole.  Non si vede nulla.  Col rischio di rimanere trafitti dalle capre che un lattaio sta mungendo davanti alle porte.  
Caldo il latte,  vaporosa la schiuma,  ma dure le protuberanze. Il figlio di Girolamo II ne è morto, pare.
    Sospesi mattinali brumosi.  Si agogna  la vista chiara,  il cielo pulito.  
    Se il sole non ce la fa a sfondare l'ostacolo bianco,  i  regalpetresi  si gonfiano,  da presuntuosi,  le gote e si mettono a soffiare,  soffiare,  contro la cappa nebbiosa. 
In qualche punto la squarciano e riescono a guardare oltre.









Da Eretici a Regalpetra, Grillo Editore, Enna 1997. Prefazione di Claude Ambroise.

Foto proprie


Ecco, ridente in cielo (Luigi Infantino)
http://www.youtube.com/watch?v=yTS7f4aCKnI

venerdì 1 febbraio 2013

LO STORICO RITORNA IN TEATRO DA POETA. Nicolò Tinebra Martorana


Nel 1982, al teatro regina Margherita di Racalmuto aperto appositamente,  di Nicolò Tinebra Martorana veniva presentata in forma solenne, con un evento storico, la ristampa del libro sulla storia del nostro paese, Racalmuto. Memorie e tradizioni con l'Introduzione di Leonardo Sciascia. 

A distanza di trentun anni, Tinebra Martorana, in coincidenza con la ripresa delle  attività teatrali, dovrebbe ritornare in teatro in veste di poeta. I preparativi sono in corso, come illustrato dettagliatamente da Angelo Campanella grazie al quale possiamo leggere i versi ritrovati. 

Rendo pubblica la notizia per la gioia di coloro che sono legati anche emotivamente alla memoria e alle glorie dei propri luoghi. 

L'evento non vuole essere una ricognizione ermeneutica sul Tinebra storico, per la quale sarebbe stato opportuno ragguagliare sugli sviluppi storiografici successivi alla sua opera e coinvolgere studiosi che hanno svolto specifiche ricerche, ma mira eminentemente a presentare la scoperta di un'opera poetica  fin'ora ignorata.   
                                                                                Piero Carbone







Caro Piero,

ti aggiorno sulle novità relative all’evento. 

Nino Mattina e mio padre hanno parlato coi Commissari e con Renato Volpe. I Commissari sono entusiasti dell’organizzazione e delle persone coinvolte. Dopo l’assoluta indifferenza degli anni passati, fa piacere notare che esiste chi è sensibile alle attività culturali, al di là e al di sopra di ogni interesse politico o economico. I Commissari hanno confermato l’intenzione di svolgere la presentazione al teatro all’inizio di marzo, in modo che l’evento apra la stagione teatrale, dopo il lungo periodo di chiusura. 

I tempi sono maturi per assumerci, noi e l’Istituzione, un impegno formale: la data oscillerà, su suggerimento dei Commissari, tra il 9 e il 10(*) di marzo. Ho scritto una lettera ai Commissari, per formalizzare la richiesta. Te la allego. 

A presto,
Angelo

(*) Successivamente la data è stata procrastinata a sabato 23 marzo.







Ai Commissari Straordinari
del Comune di Racalmuto

Oggetto: Organizzazione presentazione delle poesie inedite di Nicolò Tinebra Martorana

Il sottoscritto Campanella Angelo, nato ad Agrigento... e residente a Racalmuto, avendo curato la pubblicazione, a proprie spese, del taccuino autografo rinvenuto nell’abitazione dell’insegnante Giuseppe Mattina e contenente le poesie inedite dell’illustre racalmutese Nicolò Tinebra Martorana (cfr. Nicolò Tinebra Martorana, Il linguaggio del mio core è in queste rime, Tricase: Youcanprint 2012, a cura di Angelo Campanella), chiede la collaborazione del Comune di Racalmuto al fine di presentare alla cittadinanza la straordinaria scoperta.

La pianificazione dell’evento è stata curata da Piero Carbone e si riallaccia idealmente all’ormai storica presentazione della ristampa del volume “Racalmuto memorie e tradizione” curata dallo scrittore Leonardo Sciascia e svoltasi nel 1982 presso la sede del teatro “Regina Margherita”, allora riaperto per l’occasione, dopo tanti anni di chiusura e abbandono. La presentazione delle poesie inedite del Tinebra Martorana è complementare all’evento del 1982, per cui è opportuno che anch’essa avvenga al teatro.



Oltre alla presenza dei Commissari Straordinari in rappresentanza del Comune di Racalmuto, è previsto l’intervento delle seguenti persone, per il coinvolgimento delle quali si è richiesta la disponibilità fin dal mese di dicembre: Piero Carbone, Nino Mattina, Angelo Campanella, Angelo Cutaia, Dirigente Scolastico del Liceo Classico “Empedocle” di Agrigento, Agata Gueli, Assessori alla Cultura del Comune di Racalmuto nell’anno 1982 (Carmelo Mulè e Rosario Alaimo Di Loro), Sindaco di Racalmuto nell’anno 1982, attuale Sindaco di Delia, attuale Sindaco di Serradifalco, attuale Assessore Provinciale alla Cultura, Dirigente Scolastico dell’Istituto Comprensivo di Racalmuto, rappresentanza di studenti e docenti della Scuola Media di Racalmuto.

È già in atto la predisposizione di un volume contenente gli atti, che sarà pubblicato a evento concluso. La pubblicazione degli atti, che potrebbe essere realizzata a cura e col patrocinio del Comune di Racalmuto, permetterà di storicizzare l’evento e conterrà documenti inediti su Nicolò Tinebra Martorana, che saranno resi noti durante il convegno e si aggiungeranno alle poesie già pubblicate per ampliare la conoscenza dell’illustre medico, storico e poeta di Racalmuto.



Tutto ciò premesso, il sottoscritto chiede a codesta Istituzione di offrire i locali del teatro nella data più adatta, per esempio il sabato 9 marzo 2013 in orario pomeridiano oppure la domenica 10 marzo 2013 in orario antimeridiano. Chiede, inoltre, che il Comune di Racalmuto patrocini l’evento pubblicizzandolo col proprio logo e si faccia carico di diramare un invito ufficiale alle personalità di cui sopra e agli organi di stampa, alle televisioni locali e agli operatori del web. Il sottoscritto si dichiara altresì disponibile a tenere conto di ogni ulteriore proposta da parte di codesta Istituzione al fine di migliorare la riuscita dell’evento.

Certo di una benevola accoglienza della presente, gradisce l’occasione per porgere distinti saluti.

Racalmuto, 1 febbraio 2013






"A dispetto del tempo e delle sue insidie, finalmente, rivedono la luce i versi di Nicolò Tinebra, dopo essere stati custoditi per oltre un secolo in una biblioteca privata. L’autore li aveva raccolti e pubblicati alla maniera degli antichi, scrivendoli di suo pugno su un piccolo taccuino, probabilmente in più di una copia da donare agli amici più cari. Il manoscritto è molto ben confezionato, la grafia di Nicolò Tinebra è elegante e chiara, inoltre si nota una cura per la mise en page che conferma la passione dell’autore per i libri."

Dall'Introduzione di Angelo Campanella a Nicolò Tinebra Martorana, Versi. Il linguaggio del mio core è in queste rime, Youcanprint Editrice, Tricase 2012.




Questo post fa seguito idealmente ai tre precedenti:
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