Ma lo sapevo io, come lo sapevano tutti, che in realtà Totò è stato, e rimarrà sempre una roccia, nell'immagine che manteniamo.
Era una roccia negli affetti familiari, nel rapporto con gli amici, nella conduzione della casa tipografico-editrice.
Lo era anche con i furbetti ed i pochi avversari. Ricordo ad esempio quella vicenda della sua vita, narratami qualche anno fa, quando venne minacciato, nella tipografia in cui lavorava, dal fascista Pier Luigi Concutelli. A questo personaggio reagì prontamente e con decisione. Sparsasi la notizia ricevette la solidarietà di personaggi in vista della cultura siciliana come Leonardo Sciascia, Antonino Buttitta e tanti altri.
Il mondo della cultura riconobbe ben presto le sue qualità umane e la preparazione tecnica, facendolo divenire un punto di riferimento nella produzione di libri e stampe.
La sua accoglienza era proverbiale!
Lo conobbi alla fine degli anni '70 e rimasi colpito dalla cordialità che ti faceva sentire a posto in quel convulso mondo dell'editoria...
Ma, si rideva anche tanto! Erano celebri i duetti con Rosario La Duca, con Massimo Gangi, ed altri, che spingevano all'ilarità, sino alle lacrime. Altrettanto famosa era la campana di vetro... con dentro un pezzo di salgemma che teneva sul tavolo di lavoro... si apriva e si chiudeva alla bisogna.
Quando si scendeva nella tipografia non si sapeva come andava a finire! Una delle imprese in cui mi coinvolse è legata all'introduzione ad un libro.
Un importante personaggio gli aveva assicurato il saggio introduttivo ad un testo che sarebbe uscito a due giorni di scadenza... quando tutto era pronto aveva dato forfait! Proprio in quel pomeriggio mi ero recato alla STASS. Mi acchiappò letteralmente: - Domani, alle 7,30 ti mando un impiegato a casa a ritirare l'introduzione!
Ma, i ricordi sono tanti!
Li conserverò con cura nella memoria... con grande affetto!
Salvatore Pedone
Un bellissimo articolo di Lino Buscemi

