ph ©piero carbone
Blog di Piero Carbone (da Racalmuto, vive a Palermo). Parole e immagini in "fricassea". Con qualche link. Sicilincónie. Sicilinconìe. Passeggiate tra le stelle. Letture tematiche, tramite i tags. Materiali propri, ©piero carbone, o di amici ospiti indicati di volta in volta. Non è una testata giornalistica. Regola: se si riportano materiali del blog, citare sempre la fonte con relativo link. Contatti: a.pensamenti@virgilio.it Commenti (non anonimi). Grazie
mercoledì 27 gennaio 2021
martedì 19 gennaio 2021
RAGGIUNSE LA LUNA. Riflessioncella minimale di Smaragdos
domenica 10 gennaio 2021
"TI SO DELLA MIA TERRA" (DI CARBONE E ZARCONE) PER IL CENTENARIO DI SCIA...
La canzone "Ti so della mia terra" chiude gli oltre 150 interventi a "Cento voci per 100 anni" per la "#MARATONA SCIASCIA" organizzata da Strada degli Scrittori 8 -10 gennaio 2021.
Finale recitato:
Rakal-Maut, Rakal-Hamud,
Rakala-Maut.
Villaggio morto
Villaggio di Hamud
Morte che va via.
*Il testo era stato già inserito nel 1990 in Sicilia che brucia (Edizioni Grifo) e nell’omonima cartella d’arte con due incisioni ispirate alle Parrocchie di Regalpetra e alla Morte dell’Inquisitore, con il contributo critico di Claude Ambroise intitolato “Il Purgatorio di Sciascia”.
sabato 9 gennaio 2021
QUELLA FINESTRA ILLUMINATA FINO A TARDA NOTTE. Durante le celebrazioni del centenario di Sciascia, l'amico Lillo Giangreco mi racconta che...
E accenna alcuni frammenti di un aneddoto con vespe e cavalle che varrà la pena stendere con cura e calma per la sua valenza metaforica: quasi quasi sa di apologo.
In questi giorni di celebrazioni del centenario della nascita (1921-2021) cade a fagiolo.
ph ©Calogero Giangreco
venerdì 8 gennaio 2021
SCIASCIA LO VORREBBE? - MIO INTERVENTO ALLA MARATONA SCIASCIA "CENTO VOCI PER 100 ANNI"
"Maratona Sciascia" organizzata e trasmessa on line da "Strada degli Scrittori" in occasione del centenario della nascita di Leonardo Sciascia (8 gennaio 1921 - 8 gennaio 2021.
Il mio intervento:
SCIASCIA LO VORREBBE?
Parlare di Sciascia per me, per noi racalmutesi, è come una ricorrenza familiare, un privilegio e una responsabilità. Ringrazio Felice per il gradito invito a condividere un pensiero per il centenario. Una ricorrenza particolare come tutte le ricorrenze del resto.
Per la ricorrenza del primo anniversario dalla morte, il critico Claude Ambroise disse che Sciascia entrava in Purgatorio, nel Purgatoire, dove i francesi giansenisticamente collocano i loro scrittori, un periodo di tempo non breve di disinteresse, di (provvisoria) dimenticanza. Il tempo di permanenza nel Purgatorio è variabile ma non tutti ce la fanno ad uscirne a riveder le stelle.
Possiamo dire che Sciascia dopo un tempo canonico non meglio quantificato ce l’abbia fatta e prova ne sono i tanti segnali di attenzione alla sua opera, al personaggio, da parte dell’editoria, della stampa, del web. Anzi, per le ricorrenze degli anniversari per diverse occasioni si rischia l’opposto, di citarlo o in maniera ripetitiva come un cliché fino a renderlo uno stereotipo.
Per allontanarmi da ogni stereotipo e non contribuire a renderlo, secondo l’immagine di Roland Barthes, una patata fritta, indurita, caramellata, nell’olio delle ritualità, parlerò di Sciascia - per rammemorarlo e commemorarlo - attraverso fatti e parole sue o di altri che potrebbero avere sviluppi nel futuro.
Come si sa, Sciascia ha donato la ricchissima corrispondenza alla Fondazione che porta il suo nome e che ha voluto a Racalmuto. Sin da subito però manifestò il rammarico che la Fondazione non avesse una dotazione economica (“Dotazione cui io non sono in grado di partecipare” scrisse).
Dopo il periodo delle vacche grasse, per ovviare alle difficoltà economiche, nel 2007, in quanto membro pro tempore del consiglio di amministrazione proposi che si pubblicassero le lettere destinando i proventi alla Fondazione stessa per il proprio sostentamento. Quale migliore formula per rafforzare la volontà di Sciascia e il senso della sua donazione.
Ciò non fu possibile manco tentarlo perché altri consiglieri del consiglio di amministrazione dissero che era impraticabile.
Qualche anno dopo, con mia sorpresa, ho trovato in libreria diversi volumi pubblicati con la corrispondenza di Sciascia con Mario La Cava, Vito Laterza, Vincenzo Consolo, nel 2012 (Rubbettino Editore), nel 2016 (Editori Laterza), nel 2019 (Edizioni Archinto).
Evidentemente è stato possibile poi quello che prima era stato ritenuto impraticabile. E mi auguro con le finalità da me auspicate in favore della Fondazione stessa come penso avrebbe voluto lo stesso Sciascia che si rammariava di non essere stato in grado inizialmente a contribuire ala dotazione economica.
Ma non lo so. Mi auguro di sì, anche perché tanto ancora ci sarebbe da pubblicare con corrispondenti del tenore di Pasolini, Calvino, Quasimodo, Napolitano, Jean Calogero…
Per non dire che ancora altre lettere di Sciascia si potrebbero intrercettare a svariati corrispondenti interessanti per altri aspetti facendo venire fuori uno Sciascia veramente inedito,
come quelle indirizzate all’amico di gioventù Gino Craparo, trasferitosi in America, a New York, negli Anni Sessanta:
Caltanissetta, 9/2/1960
Carissimmo Gino…
Ci terrei a sapere le tue impressioni sul mio Libretto: perché tu, da lontano, sei in grado di giudicare se c’è verità in quello che scrivo. Nella speranza di riverderti presto, ti abbraccio. Leonardo Sciascia”
***
Dalla minuta, senza data, di Gino Craparo (non inclusa nel video):
"Ti comprendo Nanà! I vicini, gli amici, i conoscenti mai ti daranno soddisfazione: Invidia, li strugge! Sol perché ti conoscono non intendono sottomettersi a considerarti superiore a loro. E tu lo sei superiore! Continua a scrivere ed a pensare, Nanà! non ti lasciare abbattere da alcuni calunniosi! Non lasciarti indebolire da certi critici da strapazzo. Tu sei molto sensibile e capisco che anche piccoli dissensi percuotono il tuo animo ed il tuo pensiero".
Palermo, 8 gennaio 2021
Piero Carbone
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