martedì 25 agosto 2020

IL GESSO NELLA SCRITTURA. Gli abitanti di Gesso detti frustagalli in un racconto del Pitrè






TRATTO DA: Fiabe novelle e racconti popolari siciliani / raccolti ed illustrati da Giuseppe Pitre con discorso preliminare, grammatica del dialetto e delle parlate siciliane, saggio di novelline albanesi di Sicilia e glossario. - Rist. anast. - Sala Bolognese : Forni. - 4 v. ; 22 cm. - Ripr. facs. dell'ed. di Palermo, 1870-1913.
Vol. IV : stampa 1985. - 456 p. ; 22 cm.

giovedì 20 agosto 2020

IL GESSO, IL TEATRO E I TRE CENTENARI DI SCIASCIA, PUMA E INFANTINO. L'ultimo ostacolo superato



Da anni si aspettava la riapertura del Teatro Regina Margherita che a quanto pare prossimamente riaprirà i battenti. Speriamo e incrociamo le dita, dopo uno stillicidio di annunci disattesi.

Dall'indomani dei restauri, infatti, culminati nel 2003 con l'inaugurazione solennizzata dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, il Teatro in realtà è stato aperto solo a intermittenza a causa di vecchi e nuovi ostacoli e adempimenti irrisolti.

L'ultima chiusura, pressoché ininterrotta, si protrae ormai dal 2012. 

In questi anni sono stati superati diversi ostacoli che  ne impedivano la riapertura, ma rimaneva l'ultimo legato alle misure antincendio, riguardanti i velluti e le imbottiture in spugna sui parapetti dei palchetti.

I velluti ignifughi sono stati reperiti e per l'imbottitura dei parapetti si sta utilizzando il gesso, ignifugo e sagomabile, secondo il suggerimento già proposto in commissione cultura dal consigliere Giuseppe Guagliano nella precedente Giunta e messo in pratica dall'attuale presieduta dal sindaco Vincenzo Maniglia.

Il Teatro, questa volta, speriamo, riaprirà.

Magari in tempo per celebrare  nel 2021 i centenari di tre figli eccellenti di Racalmuto: lo scrittore Leonardo Sciascia e i tenori Luigi Infantino e Salvatore Puma.  Riuniti  idealmente in un evento unico e nello steso teatro che li ha visti crescere. 

mercoledì 19 agosto 2020

IL GESSO SALVERÀ IL TEATRO REGINA MARGHERITA DI RACALMUTO? Un rimedio a portata di mano



Da anni si aspettava la riapertura del Teatro Regina Margherita che a quanto pare prossimamente riaprirà i battenti. Lo speriamo e ce lo auguriamo con tutto il cuore. La sola esistenza dei teatri nei piccoli centri della Sicilia era motivo di ammirato stupore per il francese Dominique Fernandez.

Dopo i restauri culminati nel 2003 con l'inaugurazione, a porte chiuse, solennizzata dalla presenza del Presidente della Repubblica  Carlo Azeglio Ciampi e dello scrittore Andrea Camilleri, il teatro  in realtà, tra un periodo di chiusura e l'altro,  è stato aperto solo a intermittenza a causa di vecchi e nuovi adempimenti da ottemperare.

Anche nel periodo del mio assessorato, dalla fine di maggio 2007 al 24 aprile 2008,  si è avuta l'ennesima riapertura, usufruendo degli spettacoli del Brass Group di Palermo, a cui è seguita, con i Commissari e la nuova Giunta, un lungo periodo di chiusura, che si è protratto per lungo tempo e fino ai nostri giorni.

Di mancate, imminenti, riaperture, dopo periodi di inamovibile chiusura, anche io sono stato vittima, ben  due volte, con due iniziative programmate nel 2013 e nel 2015,  la prima volta financo con la locandina esposta in bacheca, e poi sfumati.

Ma negli ultimi tempi a quanto pare è stata trovata finalmente la soluzione all'ennesimo problema che ostacolava la riapertura del Teatro. Il problema legato alle misure antincendio riguardava i velluti ignifughi e le imbottiture in spugna  dei braccioli delle poltrone e di altre parti.

Una soluzione aveva indicato qualche anno fa Giuseppe Guagliano,  quando in qualità  di consigliere comunale  faceva parte della Commissione Cultura,  suggerendo per le imbottiture  l'utilizzazione di un materiale naturale e a portata di mano:  il gesso; ignifugo e facilmente sagomabile, come con sorprendente corrispondenza si riscontra nel libro cinquecentesco del Vasari che lo attesta per i pomelli in gesso ricoperti dalla foglia d'oro facendo sembrare d'oro tutto il pomello.

Il gesso  allo stato naturale si trova nelle circostanti campagne del paese,  nelle cave utilizzate abbondantemente dai nostri padri per rifornire le maestranze locali prima dell'avvento del cemento.

Finalmente i velluti ignifughi sono stati procurati, il gesso anche. Il Teatro, c'è da giurarlo, e  con i debiti scongiuri, riaprirà. Per il periodo coincidente con il loro mandato  in cui viene a cadere il tanto atteso evento, immagino quanto il sindaco Vincenzo Maniglia ne sarà compiaciuto e felice. E con lui il Presidente del Consiglio Comunale Sergio Pagliaro,  gli Assessori, i Consiglieri comunali tutti di tuti gli orientamenti, e credo tanti e tanti altri. E non solo di Racalmuto.  E non solo  gli amanti del teatro.









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lunedì 1 aprile 2019

martedì 18 agosto 2020

A STIZZA A STIZZA. Poesie in tempo di virus




A STIZZA A STIZZA


Stizzània o stizzàna: f. s. Stillicidio
Stizzaniari: v. intr. Stillare, gocciolare, piovere a gocce rade
Vocabolario siciliano, vol. V, a cura di S. Trovato

La stizzana pèrcia la balata. 
Pruverbiu

Gutta cavat lapidem


A stizza a stizza

- lu canali è ruttu -

s’inchi lu catu
s’inchi lu rinali
s’inchi ogni caputa
quannu chiovi:
è acqua bona
no acqua di ittari.



Stizzània ditta 

o acqua chi chianci.
Nomu di l’acqua
quannu lastimìa
e li vutteri parinu gutti
stizzana di pirreri
e nni li grutti.



Ma si stizzània

si cancia in stizzanìa
verbu addiventa
lu stizzaniari,
perla addiventa
addiventa brillanti,
comu l’abbastru,
ogni guccia chi cadi.


©piero carbone

-->
di stilla in stilla

                                                           La goccia incava la pietra.
                                                                                                 Proverbio             


     Di stilla in stilla
-       la tegola è rotta –
si riempe il secchio
si riempie il pitale
ogni recipiente
quando piove: 
è acqua buona
non acqua da buttare.

Stizzània detta
o acqua che piange.
Nome dell’acqua
quando  si lamenta
e lo stillicidio
 sembra pianto dirotto
stilllicidio nelle miniere
e nelle grotte.

Ma se stizzània
si cambia in stizzanìa
verbo diventa lo stizzaniare,
oro diventa
diventa brillante
come alabastro
ogni goccia che cade
swarovski a gocce
swarovski a gocciolare.



©Piero Carbone


Dalla prossima raccolta 

STIZZANA 
(titolo provvisorio)

lunedì 17 agosto 2020

DI CHI SONO GLI "APPUNTI DI ZOOLOGIA E MINERALOGIA" DEL 1888, RITROVATI A RACALMUTO? Manoscritto di uno studente del Liceo Perez: una proposta

Racalmuto nella seconda metà dell'Ottocento si basava su un'economia agricolo-pastorale e mineraria, ricca com'era di masserie, miniere di sale e zolfo,  cave di gesso e giacimenti di alabastro: era naturale che  qualcuno, presumibilmente di Racalmuto, dove sono stati ritrovati gli Appunti, nonché della classe agiata, studiasse zoologia e mineralogia, funzionalmente magari agli interessi di famiglia. Ma tant'è. 

Sarebbe interessante trascrivere gli appunti del 1888 e confrontare il contenuto con le successive  acquisizioni nonché il modo didattico e linguistico di ammannirlo. 
Magari in una tesi di laurea.