Blog di Piero Carbone (da Racalmuto, vive a Palermo). Parole e immagini in "fricassea". Con qualche link. Sicilincónie. Sicilinconìe. Passeggiate tra le stelle. Letture tematiche, tramite i tags. Materiali propri, ©piero carbone, o di amici ospiti indicati di volta in volta. Non è una testata giornalistica. Regola: se si riportano materiali del blog, citare sempre la fonte con relativo link. Contatti: a.pensamenti@virgilio.it Commenti (non anonimi). Grazie
domenica 19 aprile 2020
sabato 18 aprile 2020
TRACCE SUL WEB: A VOLTE RIAFFIORANO. Notizie sane e notizie "infettate"
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Il rinvenimento in rete di un articolo che mi riguarda, del 2007, pone a me stesso delle domande:
le cose sono andate veramente così? e soltanto così?
c'è altro?
e dopo?
e prima?
e le reazioni?
è stato scritto altro, in rete? cosa? come? etc.
E se fosse una fake news? Per fortuna non è questo il caso, anzi, anche a distanza di tempo apprezzo con gratitudine rinnovata l'obiettività della notizia di allora.
E se, invece, in generale parlando, dal mare magnum del web riaffiorano notizie false e tendenziose? o non riaffiorano quelle che giornalisticamente "dovrebbero" riaffiorare perché non sono state mai scritte?
Il rimedio potrebbe essere questo: offrire sempre sullo stesso mezzo informatico altra informazione, per integrare ed eventualmente rintuzzare e rettificare. Insomma, affidare un messaggio diverso ad una bottiglia e immetterla nello stesso mare. Sperando che a raccoglierla siano le stesse persone.
Ma rimedio non è. Troppe variabili, troppa casualità.
Oppure potrebbe funzionare il fattore deterrenza: non immettere nel web notizie false e dannose in danno degli altri perché frenati dal timore che gli altri potrebbero fare la stessa cosa.
Neanche quest'altro rimedio è efficace altrimenti non ci sarebbero le fake news.
E allora?
Ci vorrebbe un vaccino preventivo. Attualmente non c'è.
E se fosse una fake news? Per fortuna non è questo il caso, anzi, anche a distanza di tempo apprezzo con gratitudine rinnovata l'obiettività della notizia di allora.
E se, invece, in generale parlando, dal mare magnum del web riaffiorano notizie false e tendenziose? o non riaffiorano quelle che giornalisticamente "dovrebbero" riaffiorare perché non sono state mai scritte?
Il rimedio potrebbe essere questo: offrire sempre sullo stesso mezzo informatico altra informazione, per integrare ed eventualmente rintuzzare e rettificare. Insomma, affidare un messaggio diverso ad una bottiglia e immetterla nello stesso mare. Sperando che a raccoglierla siano le stesse persone.
Ma rimedio non è. Troppe variabili, troppa casualità.
Oppure potrebbe funzionare il fattore deterrenza: non immettere nel web notizie false e dannose in danno degli altri perché frenati dal timore che gli altri potrebbero fare la stessa cosa.
Neanche quest'altro rimedio è efficace altrimenti non ci sarebbero le fake news.
E allora?
Ci vorrebbe un vaccino preventivo. Attualmente non c'è.
venerdì 17 aprile 2020
OVUNQUE POSO LO SGUARDO... / UNNI MI VUONTU VUONTU... Una poesia del 2000
Da una raccolta inedita
unni mi vuontu vuontu ci si tu
Accussì accumincià la storia mia pi…
M’acchiana comu un gruppu la Pruvenza
lu tò ricordu
lu vinu di sciatò.
Vitti Camargue
vitti muntagni
vitti allegri festi di paisi
festi di ficu
festi ccu la luna
festi…
dunci dunci di piruna.
Una, d’agustu, mi fa suspirari.
Nivuru cielu.
Hiavuru di fumu.
Piecuri arrustivanu a lu spitu.
Taliavamu dintra un cannocchiali
Cuntavamu l’aneddra - eranu novi? -
di Giovi forsi Uranu o… di Nettunu.
Cuntavamu li maculi a la luna.
Cuntavamu li maculi a la luna.
Oh, chi sirintina!
Eramu allatu.
Eramu filici cieli cieli.
Iu vitti Giovi
tu vidisti Marti
nni li stiddri
acchianammu
a la piduna.
Cu si la scorda cchiù
ddrà sirintina!
Ora lu cielu
nun puozzu cchiù taliari.
Mi nni scappavu.
Un ci turnavu cchjù.
Unni mi vuontu vuontu
ci si tu.
Contrada Serrone, 14 luglio 2000
ovunque poso lo sguardo
“Ora ecco in qual modo principiò
la mia terribile passione per…”
Arrigo Boito, Senso.
Terribile?!
Mi sale come un groppo la Provenza
il tuo ricordo
il vino di chateau
Ho visto la Camargue
ho visto montagne
ho visto allegre feste di paese
sagre del fico
e feste con la luna
feste…
dolcissime delle prugne
qualcuna mi rode
una, d’agosto, mi fa sospirare:
stelle del cielo
fumo odoroso
arrostivano pecore allo spiedo
guardavamo dentro un cannocchiale
contavamo gli anelli – erano nove? –
di Giove forse Urano o di Nettuno
Contavamo le macchie della luna.
Contavamo le macchie della luna.
Oh, che serata!
Eravamo accanto.
Eravamo felici per i cieli.
Io ho visto Giove
Tu hai visto Marte
Siamo saliti sulle stelle a piedi.
Chi può scordarsi
quella serata?
Da allora non posso
alzare gli occhi al cielo.
Sono fuggito.
Non ci tornai più.
Ovunque poso lo sguardo
ci sei tu.
©piero carbone
ph ©piero carbone
giovedì 16 aprile 2020
martedì 14 aprile 2020
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