giovedì 22 settembre 2016

IL CANTO DI SALVATORE. Commemorato a Bologna Salvatore Martorana, giovane promessa della lirica italiana, prematuramente scomparso


Per una involontaria coincidenza ieri pubblicavo la seconda delle interviste contenute in una tesi di laurea, dopo quella a Clemente Casuccio era naturale sotto il profilo politico locale dare voce a quella di Eugenio Napoleone Messana per i collegamenti storici, temporali, dialettici, ma al momento della compilazione della tesi non fu possibile raccogliere la sua testimonianza bensì quella di Federico Martorana suo nipote ed erede politico.

Faccio ammenda per l'involontaria scelta dei tempi perché in questi stessi giorni si celebra l'anniversario della prematura scomparsa del figlio di Federico Martorana, Salvatore, giovane promessa della lirica italiana che aveva incominciato a raccogliere significativi apprezzamenti e consensi.

Al dolore della famiglia noi racalmutesi ci sentiamo compartecipi perché al dolore per la scomparsa di un affetto uniamo il rammarico di non aver visto sbocciare compiutamente una voce che si sarebbe aggiunta a quelle che in passato Racalmuto ha avuto in dono: Luigi Infantino e Salvatore Puma.

Bologna, città nella quale ha studiato, lunedì 19 settembre lo ha onorato con un concerto in sua memoria

A volte, complici i luoghi, i destini si incrociano: ricordo un giovanissimo Salvatore in occasione del Premio Luigi Infantino tenutosi al Cortile di Santa Nicola a Racalmuto, ormai tanti anni fa. Un piacevole ricordo anche se venato di posteriore rammarico.




Lunedì 19 settembre alle ore 21 si terrà il concerto dell'Orchestra Senza Spine in ricordo di Salvatore Martorana. L'evento è previsto presso lo stand dei Giovani Democratici Bologna, all'interno della Festa dell'Unità provinciale.


Foto da internet

mercoledì 21 settembre 2016

STORIE E PERSONAGGI: INTERVISTA A FEDERICO MARTORANA. Dalla tesi di laurea di Lucrezia Salemi

La storia sotto i nostri occhi


Come concordato con l'Autrice, dopo l'intervista a Clemente (Dino) Casuccio, si pubblica la seconda delle cinque interviste raccolte nell'Appendice alla Tesi di laurea  "Storia di Racalmuto dal 1943 al 1980, discussa nell'anno accademico 1992-1993, relatore il prof. Francesco Renda. 


Si tenga presente che date e dati riportati nella tesi risalgono  ad oltre vent'anni fa ovvero al periodo in cui la testi è stata compilata.

Al centro: Federico Martorana; 
alla sua destra: Enrico Berlinguer, segretario nazionale del P.C.I.
Foto pubblicata sulla sua bacheca facebook.

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martedì 20 settembre 2016

COLLURA TORNA A CASA? Riflessioni interrogative di Carmelo Arnone su grotte.info: sarà la volta buona?

Dopo l'incontro avvenuto la scorsa estate, Carmelo Arnone mi scrive per darmi un piacevole avviso:


Grotte, 20 settembre 2016
Caro Piero, finalmente è venuto il tempo. L'articolo con le foto del catalogo è su Grotte.info Quotidiano. Un caro saluto. Carmelo Arnone








L'articolo con le prudenti aspettative di Carmelo Arnone


L'articolo è pubblicato su:



Si possono vedere le foto del catalogo cliccando sul seguente link:




Link correlato:

Sulla mostra di Renzo Collura a Pavia:






domenica 18 settembre 2016

IL MARE SI TINGE DI FADO. Luís Charrua canta in portoghese "Lu mari si l'agliutti", nella traduzione di Eduardo Chiarelli


Lu mari si l'agliutti si arricchisce di nuove versioni e interpretazioni

Setubal, giovedì 15 settembre 2016
Ciao Piero, questa mattina ho avuto ospite a casa mia Luis Charrua. Ha portato gli spartiti e ci ha fatto sentire: Lu mari si l agliutti, con la mia traduzione e il suo arrangiamento musicale. Accompagnandosi con la chitarra.... per poco non ci ha fatto piangere. Forse, in futuro, potremo sentirla da una cantante, ma ti assicuro che vale la pena sentire quella registrata stamane.

Per ascoltare la canzone clicca il link:



Schermata you tube


Un sentito grazie a Eduardo Chiarelli e a Luís Charrua: 
per aver fatto "rinascere" in portoghese la mia canzone Lu mari si l'agliutti
nel genere "fado"




Sulla traduzione e il rifacimento musicale

"...per quanto riguarda il testo, nonostante non sia stato possibile tradurre certe parole , Tùmmina tùmmina, per esempio, posso assicurarti che la carica drammatica del tema c'è tutta. 
Ho cercato di trovare l'equivalente sia nel suono che nel significato, anche se pur sempre approssimativamente.

Per ciò che riguarda la musica, invece, visto che non ho voluto influenzare troppo il musicista con la versione di quelli che finora hanno cantato la canzone in dialetto siciliano, è stata adattata alla fine ad una linea melodica tradizionale portoghese. E come c'era da aspettarsi evoca il "Fado"; dobbiamo ammettere che il "Fatum" con il tema della canzone c'entra eccome!

Dunque, possiamo considerarla un arrangiamento, una riscrittura o un adattamento? Forse la risposta l'hai data tu in chat ieri sera: abbiamo dato vita ad un'altra canzone!" Eduardo Chiarelli.


A sinistra: Luís Charrua
Notizie su Luís Charrua

"Luís Antonio Coelho Charrua, classe 1933, è nato vicinissimo alla frontiera spagnola.
La sua prima infanzia è stata segnata dalla dalla guerra civile di Spagna. Racconta che il padre aiutava quelli che scappavano da Franco nascondendoli. Cosa pericolosissima, visto che Salazar, dittatore del Portogallo, era pro Franco e dunque la Guardia Repubblicana collaborava con le milizie spagnole. 

Luís ha cominciato a mostrare interesse per la musica in tenerissima età, e già a sei anni studiava violino. Dunque la sua carriera dura da quasi ottant'anni: ha accompagnato con la chitarra tutti i più grandi artisti portoghesi degli anni Cinquanta e Sessanta, abbracciando tutti i generi musicali, dal Fado alla musica leggera. 

Ha composto innumerevoli canzoni e molte sono state registrate su dischi e CD . 
Oggi continua a dare lezioni di chitarra all'università Senior di Lisbona e come avrai constatato è più attivo che mai." Eduardo Chiarelli





Notizie su Eduardo Chiarelli

Eduardo Chiarelli è un giovane emigrato racalmutese, sensibile ed estroso; da oltre vent'anni risiede in Portogallo, nella cittadina di Setúbal, dove si è bene integrato e ne ha assimilato la cultura, i sapori, gli echi, attraverso due chiavi privilegiate: la lingua e l'amore.  Legge e scrive correntemente il portoghese. Sposato, con due figli. Insegna Italiano all'università della Terza età di Setùbal. Da finissimo artigiano realizza originali maioliche e strumenti musicali.




LU MARI SI L'AGLIUTTI

Testo e musica originari ©Piero Carbone
Musica della versione nel genere fado ©Luis Charrua
Traduzione in portoghese ©Eduardo Chiarelli

Tutti i diritti riservati

Video amatoriale live

Il testo originario della canzone è pubblicato in Piero Carbone, Venti di sicilinconia, Medinova, Favara 2009

TESTO ORIGINARIO

LU MARI SI L'AGLIUTTI

Titolo alternativo: Tùmmina tùmmina sunnu li guai.

Coro: Tummina tummina sunnu li guai,
lu pani è picca e li figli su assai. (3 volte)

I
Mamma, li turchi
sunnu  a la marina,
cantava anticamenti
la canzuna.
 
 II
Scinnìvanu ccu armi
e scimitarri.
Sbarcavanu arraggiati
comu cani.

Coro:
Tummina tummina sunnu li guai,
lu pani è picca e li figli su assai.

 III
Arrivanu di notti
a l’ammucciuni,
ammunziddrati
ncapu li varcuna.

 IV
Parinu lapi, lapi
appizzati
nta na vrisca di feli
ncatinati.

Coro:
Tummina tummina sunnu li guai,
lu pani è picca e li figli su assai.

 V
L’acqua l’annaculìa.
Màncianu luna.
Chjinu lu cori ma
 muorti di fami.

 VI
A Puortu Palu cc’è cu và,
o a Pachinu,
a Lampedusa, o puru
cchjù luntanu.

Coro:
Tummina tummina sunnu li guai,
lu pani è picca e li figli su assai.

 VII
Nuddru li vidi,
nuddru li scummatti,
lu mari in silenziu
si l’aggliutti.

Coro:
Ummira ummira sunnu li genti
campanu muorinu eccu! ppi nenti.

 (in crescendo, quasi gridato):

Ummira ummira sunnu li genti
campanu muorinu eccu! ppi nenti.

TRADUZIONE ITALIANA

CORO
Tumoli tumoli sono i guai, / il pane è scarso e i figli son molti.

Ombra, ombra sono le genti:
campano, muoiono, ecco, per niente.

STROFE
Mamma, li turchi / son giunti alla marina, / cantava anticamente / la canzone. / Scendevano con armi / e scimitarre. / Sbarcavano arrabbiati / come cani. / Ora arrivano di notte / di nascosto, / ammassati / sopra i barconi. / Sembrano api, api / attaccate / a un favo di miele / incatenate. / L’acqua li dondola. / Mangiano luna. / Pieno il cuore / ma morti di fame. / A Porto Palo c’è chi va, / chi va a Pachino, / a Lampedusa, oppure / più lontano. / Nessuno li vede, / nessuno li cerca, / perché in silenzio / il mare se li inghiotte.

Traduzione in spagnolo di Diego Juan Catalano:


EN SILENCIO LOS TRAGA
"Mamá, los moros
 llegaron de la mar."
Cantaba hace
 tiempo una canción.

Bajaban con armas
Y sables.
Desembarcando
Feroces como perros.

Ahora llegan de noche
A escondidas,
Amontonados
Arriba de barquitos.

Parecen abejas,
Abejas pegadas
A  un pañal de miel
Encadenadas.

El agua los arrulla.
Comen de luna.
Lleno el corazón
Y muertos de hambre.

Hacia Portu Palu algunos van,
Otros para Pachinu,
A Lampedusa
O tal vez más allá.

Nadie los ve,
Nadie los enfrenta
Porque la mar
 en silencio los traga


Canzone del repertorio di Luís Charrua
A minha Mulher 

Foto dalle bacheche fb di Renato Raimundo Músico ed Eduardo Chiarelli

sabato 17 settembre 2016

CLIKKATE E MOLTIPLICATEVI. Commenti per Archivio e Pensamenti, dolci e acetosi


Ieri sera ho partecipato al Mysterious tour di Sara Cappello. Una trentina di persone al seguito della guida Stefania Casella e della cantastorie Sara Cappello che, dopo l'introduzione della guida,  in varie tappe, accompagnata dalla chitarra, illustrava, con cunti e canti, storie, luoghi e personaggi della Palermo che fu.
Interessante, questo tour notturno.


Tappa dopo tappa, si faceva sempre più interessante non solo per la scoperta di luoghi e aspetti inediti ma soprattutto, direi, nel vedere sotto un'altra luce, oltre il complice "lustro" di luna, siti notissimi e familiari come la cattedrale, ammirata dall'esterno "ricamato" in tutti i suoi lati.




Ma per motivi personali su un'altra tappa mi voglio soffermare: Piazza Pretoria.
Davanti alla circolare fontana, contornata dalle facciate di Palazzo delle Aquile, le chiese di Santa Caterina e San Giuseppe dei Teatini, Palazzo Bonocore e di un altro Palzzo fatiscente con i balconi sfondati, a due passi dai Quattro Canti, Sara ha imbracciato la chitarra e davanti al suo leggio ambulante ha raccontato la storia della Vecchia dell'aceto.



E siccome l'aceto propaga odore forte e non passa inosservato, quell'odore che solletica i chemocettori del naso mi ha richiamato altri aceti, mentali, virtuali, mi ha richiamato i commenti al post del mio blog in cui segnalavo che erano state raggiunte tre milioni di visualizzazioni:
Tre milioni di... "acini". Sperando di farne buon vino. 

Un commentatore invidiosetto, vigliacchetto, anonimo, commentava e si firmava "La vecchia dell'aceto". Libero di criticare, ma non di nascondersi dietro uno pseudonimo. Perché nascondersi?





Riporto anche gli altri commenti firmati con altre fragranze naturalmente:

Eduardo Chiarelli Prosit e prosituni!!

Piero Carbone grazie anche al tuo contributo

Eduardo Chiarelli Piccolo piccolo!

Piero Carbone anche i grappoli più grandi sono formati da tanti acini

Nicolò D'Alessandro E le responsabilità aumentano....

Damiano Sabatino Iamu ca viviemu!


Nicolò D'Alessandro Msg per gli internauti frequentatori del blog: "archivioepensamenti". 3.000.000 visualizzazioni. Che dire: Clikkate e moltiplicatevi. Forza Piero Carbone da Racalmuto. :-)


Piero Carbone da Racalmuto Ringrazio Eduardo Chiarelli, Damiano Sabatino e Nicolò D'Alessandro per l'augurio.  Ringrazio anche tutti gli altri che hanno salutato la notizia con un "mi piace" e gli altri ancora che al blog dedicano attenzione leggendo o consultando i vari post. 

Con qualche altro non posso fare la stessa cosa: all'auspicio di ricavare buon vino dagli "acini" metaforici ovvero dai tre milioni di visualizzazioni, è arrivato sul blog questo commento: "Aceto, solo aceto". 
Il "benevolo" commento è firmato da un incauto anonimo, non si sa di che genere sia anche se si firma "La Vecchia dell'aceto". 

Giri alla larga dal blog perché qui non c'è bisogno del suo aceto velenoso: non si vuole fare nessun veneficio manco virtuale, manco sul web. 

A chi si firma "Vecchia dell'aceto", invece, nomen omen: nome = destino, uno spassionato consiglio: cambi pseudonimo o cambi il finale dell'omonimo romanzo di Luigi Natoli, perché a Giovanna Bonanno, vero nome della "vecchia", accusata della morte per avvelenamento di tanti mariti e di qualche moglie, ladia ci finì, brutta fine fece: appesa ad una forca il 30 luglio 1789, vicerè Caracciolo, nella scenografica e teatrale Piazza Vigliena ai Quattro Canti di Palermo.







Il Mysterious tour. 
Dal sito di Sara Cappello:



MYSTERIOUS è l’itinerario notturno dei “cunti dei misteri di Palermo” accompagnati dalla voce narrante di Sara Cappello, un percorso affascinante frutto di ricerche e di uno studio appassionato sui racconti e le credenze della tradizione popolare siciliana tratte dalla raccolta di Giuseppe Pitrè, il grande etnologo di cui si ricordano quest’anno i cento anni dalla morte.

Un tour con enigmi e storie, un percorso a tappe che attraversa il cuore antico di Palermo, capace di metterne in luce gli aspetti più neri e nascosti e la sua occulta ed arcana anima.

Sara Cappello, nella veste di cantastorie, racconterà Palermo, teatralizzerà aneddoti e vicende facendo rivivere personaggi leggendari di una citta’ che con la sua anima esotericamente misteriosa e’ da sempre un infinito teatro di antiche memorie.

Partendo dalla piazza del teatro Cantunera tra vicoli e cortili Sara Cappello racconterà il cuntu ru lupunaru, quello delle Animulare e Patruneddi di locu, delle Streghe e Dragunara.

Ci porterà con la sua voce nel regno delle Sette Fate ed evocherà vicende indimendicate di avvelenatrici, jettatori, con strani scongiuri ed antiche preghiere alle Armuzze dei Santi Corpi Decollati, insieme ad altre storie che ci appartengono.

Evocazioni, sortilegi, preghiere, saranno lo strano miscuglio di un suggestivo tour, tra realtà e fantasia, tra tradizione popolare e memoria.
Un’immersione fantastica nel teatro notturno di una città straordinaria.

TAPPE DEL PERCORSO
20.30 Raduno al Teatro Cantunera via Bara all’Olivella 10

Piazza Monte S. Rosalia- Palazzo Branciforti- Chiesa degli Angelini
Teatro Massimo
Piazza Beati Paoli
Cortile Sette Fate
Piazza Pretoria
Crocevia dei Quattro Canti.

Evento organizzato da CANTUNERA- Associazione CITTA’ DELL’ARTE



ph ©pierocarbone