venerdì 27 novembre 2015

IL CARRETTO NEL CORTILE DI ALFONSO CHIAZZESE. Dal suo tesoretto fotografico

 Dall'archivio dello studio fotografico di Alfonso Chiazzese affiorano altri negativi, altre sorprese; s'arricchisce il tesoretto fotografico. Assume il valore di un documento nel tentativo di determinare un "dove" , un "quando", magari un "come". 
Sempre in gara col tempo.
Analogica o digitale, la fotografia è uno stampo nell'etere.







giovedì 26 novembre 2015

APPELLO PER UN RITRATTO DI IGNOTA MANO. Chi ha disegnato Nanà (Sciascia?) sul polistirolo?



Palermo. Una sera di oltre trent'anni fa. Ero in via Oreto. Non so se alla vigilia dell'esame di Estetica o Teoretica. C'era vento. Rotolavano lattine. Volteggiavano  sacchetti rigonfi di plastica. Anche i miei pensieri.

Mi distrasse un foglio di polistirolo che il vento sollevava da terra e allontanava non appena lo raggiungevo ed ero quasi ad un passo, quasi volesse giocare a rimpiattino; ad un certo punto, in un attimo di tregua del refolo giocherellone, con una mossa repentina lo bloccai, volevo porre fine a quel gioco bizzarro e lasciare il foglio al suo destino, ma non fu così.

Alla luce fioca del lampione intravidi delle linee, un disegno; incuriosito, mi piegai per raccoglierlo con le due mani e osservarlo meglio.
A distanza ravvicinata mi sembrò che quel disegno si rivelasse riaffiorando da una patina di sporco così come prende forma l'immagine dal negativo nella camera oscura.


Riconobbi come familiari le guance, il ciuffetto dei capelli, la sigaretta fumante tra le labbra, a fugare ogni dubbio era bene incisa la scritta "NANÀ". E' il modo familiare e affettuoso come noi chiamiamo i Leonardo in paese.

Che si trattasse del "nostro" Leonardo, lo scrittore? Ma chi l'aveva potuto disegnare? Un dubbio mi sfiorò visto che in una traversa di via Oreto, non molto lontano dal rinvenimento,  vi abitavano studenti racalmutesi ed uno in particolare si dilettava a dipingere e disegnare. Chissà! Magari venirlo a sapere ora, dopo trent'anni, sarebbe un piacevole amarcord per l'autore, per quegli studenti racalmutesi di via Armò ora profesiionisti, maturi padri di famiglia.

Intanto, lancio l'appello, modernamente su internet, pensando al banditore del paese conosciuto come lu zi Sariddru che per le strade stornellava gli annunci a pagamento; nel nostro caso probabilmente "abbannierebbe"  così: 
O figliuòòòòòòòòli,
  cu è ca lu sapi
 ca addisignà a Nanà Sciascia
 ntre un fogliu di polistirolu,
 si facissi a sentiri 
ca ci dammu lu viviraggiùùùu!



Chi ha indizi, li renda pubblici. Si faccia avanti l'autore, gli crederemmo in parola, senza ricorrere a perizie sofisticate di esperti d'arte.
Come viviraggiu, dal francese antico bevrage, ricompensa, un viviraggiu morale ossia l'attribuzione ufficiale del ritratto. Un regalo del vento di ritorno, dopo avere vagato per più di trent'anni.




Testo e foto ©piero carbone

martedì 24 novembre 2015

QUESTA PASTA MERITA UN POST D'ONORE. Da Nino Di Chiara al Kassar di Castronovo in conviviale e colta compagnia


Che sapori! Che maestria! 

Che accoglienza! Che cuore!

Sapienza, non solo, antica!

27 giugno 2015



Didascalia di Nino Di Chiara postando oggi la foto su fb:
"Pasta di casa na maidda al kassaro".

Lascio immaginare il seguito, 
ma posso assicurare che non è scontato, come ad esempio, il suino nero dei Nebrodi al sugo, la confettura di peperoncini spalmata sul pecorino stagionato e via assaporando...

"Abbiamo potuto osservare che mangiare e bere sono autentici sacramentalia".

Gerardus van der Leeuw, Fenomenologia  della religione, Editore Boringhieri, Torino 1975.
Titolo originale: Phänomenologie der Religion, Traduzione Virginia Vacca


lunedì 23 novembre 2015

LA SCIA ARGENTATA DEGLI OPPORTUNISTI. Asterischi di Smaragdos


La scia, che gli opportunisti  lasciano con la bava dietro di sé, 
nelle sere di luna piena si inargenta. 
Poi il vento la prosciuga tempo niente:  resta il riflesso di una luna spenta.  

 Smaragdos, Lo scornabecco non è un animale. Parainedito







Foto di Giuseppe Sardo Viscuglia

domenica 22 novembre 2015

TRAMONTO DI COLORI. Con i versi di Giacopelli a Zaccanello


 

Quei colori...

Quel vento pieno di fantasmi e
quei colori - il rosso il blu il giallo -
che non hanno trasparenza
lo sanno
che il passato convive col presente
e nessuno dimentica mai nulla?



Quelle upupe e ghiandaie in timoroso
ascolto tra le fronde
sanno forse
che il frutto nasce dal fiore ma
che il frutto non è più un fiore
e anche a cercarlo
non c'è più?
...




Pino Giacopelli, Un romanzo nascosto tra le rime
Fondazione "Vito Fazio Allmayer"



Foto di ©Laura Carbone