mercoledì 2 aprile 2014

ANNA MARIA SCICOLONE RECENSISCE "SICILIANA" DEL PROF. GAETANO CIPOLLA. Link





Gaetano Cipolla, il prof della Saint John's University che diffonde la lingua siciliana 
nel mondo

di 

Anna Maria Scicolone


...è presidente di "Arba Sicula", un’associazione internazionale che si propone "di prisirvari, studiari e promoviri a lingua e a cultura siciliani". 


A distanza di un anno dalla pubblicazione in inglese della grammatica siciliana bilingue Learn Sicilian / Mparamu lu sicilianu, il professor Cipolla conferma amore e dedizione verso la cultura dell’Isola, con la riedizione di Siciliana - Studies on the Sicilian Ethos and Literature della collana "Studi Siciliani", pubblicata da Legas...


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martedì 1 aprile 2014

SUL PESCE D'APRILE





Filosofia o strategia del pesce d'aprile: 
sul nulla, lucrare qualcosa. (Sul nulla?).

lunedì 31 marzo 2014

ARIA E LUCE ALLA REGGIA DI MAREDOLCE. A PALERMO








E' conosciuto come Castello di Maredolce, conosciuto per modo di dire perché ancora molti lo sconoscono indipendentemente dalla classificazione architettonica. La conoscenza storica portava il mio amico Pier Franco a correggere l'impropria denominazione. Più correttamente dovrebbe essere Reggia o Sollazzo.


Stupendo manufatto arabo-normanno, decaduto nei secoli a venire fino ad essere ridotto nel XVII  a ricovero di animali e giù giù giù o su su su fino al XX secolo quando ciò che rimaneva della Reggia o Castello è stato stravolto, imbottito, avvolto da superfetazioni fantasiose e case abusive con cucine moderne, comodi soppalchi e perfino una nicchia plissettata alla persiana come capezzale all'esclusiva  alcova di un boss.


Da una ventina d'anni la tendenza si è invertita, per fortuna: si cerca di espropriare, togliere, abbattere, asportare ogni sedimentazione o muratura abusiva.

Sul lato che guarda monte Grifone l'area era rimasta miracolosamente libera anche se interrata e variamente coltivata: non ci vorrà molto per ripristinare il laghetto.


Ma sul lato che guarda la trafficatissima via Giafar alcune casupole e il tetto di alcuni capannoni ne hanno impedito la vista al fiume di macchine e passanti che hanno transitato in via Giafar, a cinquanta metri dalla reggia pressoché invisibile dalla strada.  

In verità si staglia oltre la linea dei tetti una piccola torretta, che distrattamente può sembrare un grande comignolo; ma risalendo secoli e secoli di storia,  come si può non immaginare ricoperta da una cupola sanguigna, una delle centinaia e centinaia di cui parlava Al Qatta nella sua documenta visita tanto da far sembrare Balarm un'emisferica, rossa melagrana.

Ritorniamo all'oggi: le casupole che fungono da muraglia tra la Reggia e la strada continuano ad occludere lo sguardo ai passanti ma l'area prospiciente il Sollazzo finalmente è stata liberata.

Come l'immagina Antonello Scarpulla; suo è il fotoritocco.
Per caso, venerdì, 28 marzo 2014, ho visto sotto i miei occhi le ruspe in opera e i muratori collocare cancellate dove prima c'erano muri e privati cancelli rivestiti di cieche lamiere. E' stato come una tappa di rintuzzamento  in un processo di assedio.

Ho il piacere di pubblicare le primissime foto dell'area liberata, e altre ancora: aria fuori, luce dentro, verde attorno.































Testo e foto ©pierocarbone







I POST DEL MESE. Marzo 2014

sabato 29 marzo 2014

LE CAVIE SIAMO NOI?

Circa un anno fa si organizzava  al Castelluccio di Racalmuto una mostra di sei artisti racalmutesi nell'ambito di una manifestazione che prevedeva diversi altri eventi. 

Per i suddetti artisti,  pittori e scultori, si è ipotizzata o auspicata l'appartenenza ad una "Scuola di Racalmuto" quasi a rinnovare i fasti del secentesco Monoculus Racalmutensis Pietro D'Asaro. 

Le ipotesi e gli auspici sarà il tempo, come ci auguriamo appunto,  a  inverarli, ma è una certezza che tutti hanno dimostrato e stano dimostrando continuità e vitalità nel loro lavoro. Come ad esempio, il giovane Simone Stuto e il veterano Nicolò Rizzo che ritroviamo, con mutata pelle, in qualità di curatore di una mostra che comprende quattro artisti tra cui il bravo Simone.

Riconoscendo le qualità pittoriche, grafiche, fotografiche, nonché la serietà, il rigore metodologico e la raffinatezza stilistica di Nicolò,  possiamo concedergli tranquillamente credito sulla qualità degli artisti su cui ha voluto incuriosire fin dall'annuncio della mostra stessa. 

Con le sue locandine, infatti,  e relativi messaggi baluginanti, parcellizzati, centellinati sul web, ci ha da un mese a questa parte  incuriositi, stuzzicati, provocati e infine accontentati,  rivelandoci apertis verbis di che cosa si trattava, i nomi degli artisti,  l'identità del curatore, del critico, il luogo e le date  dell'evento, i simpatizzanti, gli sponsors. Insomma, tutto quello che normalmente si comunica negli inviti e nei classici comunicati stampa a ridosso degli eventi. Lo ha fatto anche Nicolò, da accorto stratega della comunicazione.

Ma alla fine potremo dirci appagati? O le cavie siamo proprio noi? 

Bisognerà assolutamente verificarlo andando a vedere coi propri occhi la mostra e poi guardare, complici o dissenzienti, i suoi. 
Scommetto che reggerà lo sguardo.

Propongo alcune locandine "in crescendo" che hanno fatto seguito alla prima sulla quale su un elegante sfondo nero si leggeva semplicemente "Cavie". 






















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