Nel 1977, anno dell'acquisizione dell'opera di Jean Calogero,
Direttore della Civica Galleria d'Arte Moderna "Empedocle Restivo" di Palermo
era il pittore Renzo Collura.
SU JEAN CALOGERO DA IA
Jean Calogero (pseudonimo di Giovanni Calogero, 1922–2001) è stato un artista catanese di fama internazionale, capace di fondere la tradizione siciliana con le avanguardie parigine, dando vita a un universo pittorico ricco di simboli e misteri. La sua opera è sospesa tra surrealismo, realismo magico e atmosfere oniriche, lasciando dietro di sé una serie di affascinanti "enigmi" visivi e concettuali che continuano a catturare l'osservatore.
Ecco i principali elementi misteriosi e ricorrenti che definiscono la sua poetica:
## 1. I paesaggi sospesi e senza tempo
Nelle sue tele, le città (spesso reinterpretazioni di Parigi o della sua amata Sicilia) appaiono come scenografie teatrali deserte o popolate da figure solitarie. Gli edifici sembrano galleggiare in un'atmosfera immobile, dove il tempo è cristallizzato. Questo contrasto tra elementi architettonici reali e un contesti impossibili crea un profondo senso di stranamento metafisico.
## 2. Le maschere e i personaggi del mito
La pittura di Calogero è densa di figure emblematiche:
* Arlecchini e Pulcinella: Non rappresentano la festa, ma la malinconia e il segreto della commedia umana.
* Donne angelicate e sognanti: Spesso ritratte con occhi grandi e profondi che non guardano lo spettatore, ma sembrano rivolti verso l'interno, custodi di una verità nascosta.
* Cavalieri e paladini: Richiamo all'opera dei pupi siciliani, simboli di una lotta eterna e idealizzata.
## 3. La coesistenza di opposti (Luce e Ombra)
Un grande enigma tecnico e concettuale di Calogero è la sua gestione cromatica. Utilizzava una tavolozza vivacissima, ricca di blu profondi, rossi accesi e ori, che tuttavia non trasmettono una gioia spensierata. Al contrario, i colori vibranti servono a illuminare una nostalgia latente e un senso di solitudine, creando un cortocircuito emotivo in chi guarda.
## 4. Il legame duale Parigi-Sicilia
Calogero visse a lungo a Parigi, dove ottenne i massimi riconoscimenti (come la Grande Medaglia d'Argento della città nel 1957), ma non recise mai il cordone ombelicale con la Sicilia. Il vero enigma della sua arte risiede in questa sintesi perfetta: come sia riuscito a trasformare i colori caldi, la terra e i miti mediterranei in un linguaggio universale, cosmopolita e profondamente surrealista, dialogando alla pari con giganti del tempo come Salvador Dalí e Max Ernst.
UN ARTICOLO SU RENZO COLLURA
Il Giorno " domenica 5 giugno 2016, ediz. di Lodi, Crema, Pavia.


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