domenica 27 settembre 2020

NA CANTATINA FAZZU DI MATINA. Federica Di Girolamo e i canti dei salinari di Turi Toscano

L'inesauribile Baldassare Sammaritano nella ricca corrispondenza   di  immagini della Sicilia, di rare notizie, chicche bibliografiche e ricette "storiche e prelibate, questa volta ha lasciato cadere un canto di salinaro che, a me, nato in mezzo al sale ovvero in territorio ricco di miniere di sale e di zolfo, ha incuriosito parecchio, anche se il salinaro del canto non è di miniera, non scende sotto terra a coltivare il salgemma, ma sta in superficie, alla luce del sole, tra le vasche piene di acqua di mare e uno si fa una diversa idea del salinaro, meno buia, meno faticosa, meno  rischiosa. Sembrerebbe, in effetti è così ma è faticoso ugualmente perché la cangiante fatica ha mutato soltanto forma: somiglia di più, direi, a quella del gessaio tra cave e carcare di gesso tra fatiche di braccia e calore di fornace. 

Identica in ogni caso rimane la funzione del canto: ritmica e liberatoria.

Ringrazio Federica Di Girolamo, nipote di Baldassare, compilatrice della tesi dove è pubblicato il  testo, analizzato meticolosamente dal punto di vista linguistico, del poeta Turi Toscano, per la gentile disponibilità.

P. C. da Racalmuto




1 commento:

  1. Da vera marsalese è stato un onore e un immenso piacere catapultarmi nell'affascinante mondo dei salinari. A fare da sfondo l'incantevole bellezza della laguna, che ha reso la mia ricerca e la mia scoperta di storie e di aneddoti, ancora più coinvolgente ed emozionante. Fiera del mio lavoro, sono felice di aver contribuito ad arricchire la storia del mia città ed aver attirato il suo interesse, ampliando il suo blog anche con questa piccola fonte della mia città, Marsala.

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