lunedì 15 dicembre 2025

VANEDDRA IN FESTA. Per riscoprire il cuore di Racalmuto


Da alcuni anni la pro loco di Racalmuto, fra le tante iniziative di promozione del territorio, socializzazione e mantenimento della cultura e delle tradizioni popolari, ha intrapreso una crescente attività di rigenerazione e fruizione del centro storico e precisamente dell'antico borgo attorno al Castello Chiaramontano
Fra le gradite partecipazioni alla manifestazione, Collettivo Parnaso con l'omaggio a Rosa Balistreri e animazione, ass. ASD Rette Parallele con la camminata urbana, le associazioni: Cometa e Watanka con il cortile dell'accoglienza, Beddame' e Co.So. comunità sostenibili con bancarelle del riciclo, gruppo storico baronia di Malconvenant Racalmuto con l'accampamento normanno e l'interpretazione della sacra famiglia, Piero Carbone da Racalmuto con interventi di recitazione, Luigi Capitano con i suoi presepi artigianali, e poi le novene e tanti interventi di intrattenimento ed animazione...non mancate alla festa natalizia nei vicoli e nei cortili
🎄🎊

Una stupenda e vivace serata quella di ieri sera con tanti partecipanti, tanti visitatori appositamente venuti per l'occasione della "Vaneddra in festa Natale" in molti rimasti per l'intera giornata. Una atmosfera natalizia di cordialità e di richiamo alle tradizioni popolari. Come la rappresentazione scenica della sacra famiglia alla ricerca di un alloggio fra locande e casolari, canti e novene natalizie, bancarelle e zucchero filato. Non è mancato l'intrattenimento musicale e recitativo come le tante degustazioni dei prodotti tipici locali e della tradizione contadina. I flash mob di danza a sorpresa con il coinvolgimento dei presenti, e la semplice socialità nei ristretti spazi dei cortili. Come la piena collaborazione delle istituzioni, l'amministrazione comunale e il sindaco Calogero Bongiorno, le associazioni Gruppo storico baronia Malconvenant Racalmuto per la gradita rappresentazione della sacra famiglia, l'ass. Cometa, Watanka, ASD Rette Parallele, gruppo auto d'epoca, Biscus, Collettivo Parnaso, Fidapa Racalmuto, Consorzio Turistico Città di Racalmuto, Dance in di Rosetta Carrara, gruppo folk Erbesus, il prof. Piero Carbone da Racalmuto per gli interventi di recitazione, i musicisti Fabio Navarino e Angelo Ca Trumpet per il piacevole e partecipato intrattenimento musicale; per le degustazioni: Euroform, Cosi dunci, cantina la torre, bar Melody, forno Tapparello, Paraldo per lo zucchero filato, e tanti altri di cui ci riserviamo di pubblicare un post per i sentiti e doverosi ringraziamenti. A cui si aggiunge un sentito ringraziamento ai ragazzi del servizio civile e dei residenti del quartiere per la piena collaborazione e disponibilità.
Il Presidente Angelo Gino Giudice



 

giovedì 11 dicembre 2025

IL DOLCE-SOUVENIR DI RACALMUTO ISPIRATO ALLE TESTE DI MORO. Novità

 

Per Santa Lucia non solo cuccìa 



Novità!

Coinciderà casualmente con la tradizionale festa di Santa Lucia 
il lancio del "Dolce-souvenir di Racalmuto" ispirato alle Teste di Moro
 realizzato in pasta di mandorla dal pasticcere Sandro Nitro
 in collaborazione con Piero Carbone che assocerà al dolce una canzone ad hoc.
 
Il dolce è confezionato in astucci pratici per l'asporto. 

Saranno impegnati i cinque sensi per apprezzare un dolce che si potrà
 ammirare, toccare, odorare, gustare, ascoltare...
 
Scannerizzando il code QR apposto alle singole confezioni
 si potrà ascoltare la canzone ispirata alle tradizionali Teste di Moro. 

lunedì 8 dicembre 2025

PER IL RICORDO DI ATHOS COLLURA_Intervento di Piero Carbone


Mia introduzione al documentario sul percorso artistico di Athos Collura 

CRASH! OGNI SOGNO INFRANTO? ATTO II

Grotte (Biblioteca Comunale), 18 novembre 2025. 

Video estrapolato dalla diretta streaming di Grotte.info 
Testata giornalistica diretta da Carmelo Arnone 
Riprese di Emanuele Licata




sabato 29 novembre 2025

TESTIMONIANZA PER CARMELO CAMMARATA, SCULTORE D'ALABASTRO


Mercoledì 17 aprile 2024, Aula Consiliare di Bivona. 

Intitolazione di una via allo scultore Carmelo Cammarata, in occasione del centenario della sua nascita avvenuta il 17 aprile 1924. 

Per l'occasione alcune sue opere sono state esposte nei locali del Circolo "Leonardo Da Vinci".













L'anima utile e l'anima bella del gesso

Nel 1984 eravamo studenti e Filippo, al Pensionato Universitario  San Saverio, parlava con entusiasmo delle sculture di suo padre, con naturalezza quasi fosse un'attività ordinaria, un'attività come un'altra quella di scolpire il legno, la pietra, l'alabastro e dare forma all'informe, ma tanto ordinaria, comune e scontata non era  se dopo 40, siamo qui a celebrare quell'attività straordinaria e geniale in una casa-museo.

In particolare, a proposito delle sculture in alabastro, materiale di origine gessosa, mi sarei reso conto che l'artista mettenva in evidenza l'anima bella del gesso, a fronte dell'anima utile per l'utilizzo del gesso in muratura prima dell'avvento del cemento. 
Per me era un completamento dell'idea del gesso che mi ero formata anche attraverso i racconti di famiglia visto che mio nonno era issaru. 

Qualche anno fa vi ho scritto una canzone e idealmente congiungevo l'esperienza maturata dalle mie parti con quella di altre parti, prefigurando inconsapevolmente l'incontro che avrei avuto a Bivona.

A Buovu e Gargilata issu c’era,
Bivona cu Lercara china nn’era,
ci nn’era a Grutti, c’era all’antri banni:
luciva e luci campagni campagni.

Il gesso,  estratto dalle cave con la polvere da sparo, veniva poi cotto nelle calcare divenendo scuro, annerito, affumatu e infine con sudore e fatica veniva frantumato con mazze e picconi. 

Ebbene, Carmelo Cammarata, come sanno fare gli artisti, ha perpetuato quel luccicore scintillante del gesso nativo  campagne campagne attraverso la bellezza scolpita nel gessoso solfato di calcio idrato.

Quale migliore mezzo delle sue levigate sculture, per perpetuare il ricordo di un mondo scomparso, quello del gesso, e della sua duplice anima, non solo quella utile ma anche quella bella. 
Ringrazio Filippo per avere condiviso, già quarant'anni fa, quel mondo sognato di bellezza del suo speciale papà.

Racalmuto (contrada Zaccanello), 17 aprile 2024














martedì 25 novembre 2025

DICE_SENECA... SULLA FAMA. È il giudizio che conta

 La fama ha certamente bisogno della voce pubblica; 

ma per avere un nome degno d'onore

 non è necessaria la voce pubblica, 

basta essere giudicati bene.

Seneca, Lettere a Lucilio, Lettera II (102), trad. Balbino Giuliano,

Zanichelli, Bologna 1980


Che dice l'IA?

"Seneca, nella Lettera 102 a Lucilio (in particolare § 14-17), sta discutendo del desiderio di gloria postuma e della differenza tra la vera eccellenza (virtus) e la semplice notorietà. Il passo che hai citato è una delle sue affermazioni più nette e paradossali sulla fama.Il significato profondo del pensiero« La fama ha certamente bisogno della voce pubblica;
ma per avere un nome degno d’onore
non è necessaria la voce pubblica,
basta essere giudicati bene. »
Seneca distingue con precisione chirurgica due cose che la maggior parte degli uomini confonde:
  1. La fama (fama)
    È un fenomeno sociale, acustico, collettivo: esiste solo nella misura in cui «la voce pubblica» (vox publica) la diffonde. È fragore, eco, rumore. Può essere meritata o immeritata, duratura o effimera. Dipende dagli altri, dal caso, dalla fortuna, dalle mode. È ciò che oggi chiameremmo “hype” o “viralità”.
  2. Il nome degno d’onore (nomen honestum)
    È invece un giudizio di valore che non richiede platea. Può esistere anche nel silenzio più assoluto. È sufficiente che l’anima virtuosa sia “giudicata bene” – e da chi?
    Seneca lascia intendere: dal tribunale interiore della coscienza e, in ultima analisi, dalla ragione universale (il logos divino che abita in noi). In altri termini, basta che tu sappia di essere nel giusto e che la tua azione sia conforme alla natura razionale.
Il paradosso stoicoIl paradosso è splendido: l’uomo veramente grande può essere ignorato da tutti i contemporanei e perfino dai posteri, eppure possedere già, qui e ora, una gloria più solida di quella di qualsiasi trionfatore.
Catone l’Uticense, l’eroe di Seneca, è l’esempio perfetto: sconfitto politicamente, deriso dai vincitori, morto suicida, eppure – proprio per questo – il suo nome è diventato eterno. Non perché la folla lo acclamò (la folla lo odiava), ma perché la sua virtus era evidente a chi aveva occhi per vedere.
Seneca sta dicendo a Lucilio (e a noi):
  • Non lavorare per i like del tuo tempo.
  • Non misurare il valore della tua vita dal numero di persone che ne parlano.
  • Lavora per essere “giudicato bene” dal giudice più severo e più affidabile che esista: te stesso quando sei solo con la tua coscienza e con la ragione.
Una lettura contemporaneaOggi, nell’era dei social media, questo pensiero suona quasi profetico.
Milioni di persone inseguono la “voce pubblica” – like, follower, menzioni, trending topic – convinti che quella sia la gloria. Seneca li guarderebbe con pietà: state inseguendo la fama, non l’onore.
La fama è volatile, manipolabile, spesso ingiusta.
L’onore invece è una moneta che non si può falsificare: o ce l’hai dentro o non ce l’hai.
Chi posta per essere visto in realtà sta mendicando la vox publica.
Chi agisce rettamente anche quando nessuno lo vedrà, anche quando sarà dimenticato, anche quando verrà calunniato, costui sta costruendo un nomen honestum che nessuna cancel culture potrà cancellare.
In una sola frase, Seneca smaschera l’illusione di fondo della nostra civiltà dello spettacolo:
la vera grandezza non ha bisogno di pubblico.
Le basta essere giusta". AI Grok

Però!