ph ©piero carbone
Blog di Piero Carbone (da Racalmuto, vive a Palermo). Parole e immagini in "fricassea". Con qualche link. Sicilincónie. Sicilinconìe. Passeggiate tra le stelle. Letture tematiche, tramite i tags. Materiali propri, ©piero carbone, o di amici ospiti indicati di volta in volta. Non è una testata giornalistica. Regola: se si riportano materiali del blog, citare sempre la fonte con relativo link. Contatti: a.pensamenti@virgilio.it Commenti (non anonimi). Grazie
lunedì 13 aprile 2020
domenica 12 aprile 2020
BUONA PASQUA, AMICI, ANCHE QUEST'ANNO!
Anche dal legno più contorto si può ricavare la croce
col suo Mistero.

...sperando che dal tronco intorcigliato e aggrumato
col suo Mistero.

...sperando che dal tronco intorcigliato e aggrumato
di questa silenciosa tempestad,
di questa guerra desconocida,
si divincoli e sprizzi di nuovo la vita
vitA viTA vITA VITA
in tutte le sue forme, anzi,
nelle forme consuete:
nulla escludendo, però, tutto sperando...
e che
- oltre il tempo ingrigito di
coronavirus
quarantene
distanziamento sociale
rischi di contagio,
dispositivi di protezione, etc. -
la mascherina torni ad essere solo quella
dell'innocuo refrain:
Ti conosco, mascherina!
Magari rivolto allo stesso Covid-19
terribile e inaspettato. Scongiurato.
ph ©piero carbone 2017
sabato 11 aprile 2020
PIAZZA E PIAZZETTA IN POSA. A Racalmuto
Racalmuto, 5 marzo 2019, ore 14:35:05. Altri "silenzi", non in tempo di coronavirus Video amatoriale di Piero Carbone
venerdì 10 aprile 2020
IL CALVARIO PIENO E IL CALVARIO VUOTO. Il Venerdì Santo a Grotte al tempo del coronavirus e come lo aveva rappresentato Renzo Collura nel 1986
| Renzo Collura, La croce di carta Olio su tavla cm 69,5x80 |
![]() |
| https://www.facebook.com/piero.castronovo.3/videos/2797219040314359/UzpfSTEwMDAxMTU5NjQ4OTcyNTo5ODYwODA1NTUxMjE4MTg/?id=100011596489725 |
Le immagini sono relative ai quadri di Renzo Collura
e agli screen shot della diretta Facebook nel Gruppo L'Osservatorio Grottese
di Piero e Liliana Castronovo,
diretta molto seguita quasi come un rito vicario, sebbene virtualmente.
L'assenza delle persone, del popolo, suscita sensazioni forti, profonde. Mille anni fa non c’eravamo, fra mille anni non ci saremo, nel presente ci è precluso esserci... Terribile!
LU MARI SI L'AGLIUTTI. Canta Alberto Cannatella
Testo e musica: Piero Carbone Voce e arrangiamento per questa interpretazione: Alberto Cannatella, in collaborazione con Tiziana Virzì (tastiere) e Francesco Traina (Cajon). Esibizione in occasione dell'evento «100mila Poeti per il cambiamento» / «100 Thousand Poets for Change» (TPC). Cianciana, Centro sociale "Falcone e Borsellino", venerdì 24.IX.2016 Video amatoriale TESTO LU MARI SI L'AGLIUTTI. Titolo alternativo: Tùmmina tùmmina sunnu li guai. Coro: Tummina tummina sunnu li guai, lu pani è picca e li figli su assai. I Mamma, li turchi sunnu a la marina, cantava anticamenti la canzuna. II Scinnìvanu ccu armi e scimitarri. Sbarcavanu arraggiati comu cani. Coro: Tummina tummina sunnu li guai, lu pani è picca e li figli su assai. III Arrivanu di notti a l’ammucciuni, ammunziddrati ncapu li varcuna. IV Parinu lapi, lapi appizzati nta na vrisca di feli ncatinati. Coro: Tummina tummina sunnu li guai, lu pani è picca e li figli su assai. V L’acqua l’annaculìa. Màncianu luna. Chjinu lu cori ma muorti di fami. VI A Puortu Palu cc’è cu và, o a Pachinu, a Lampedusa, o puru cchjù luntanu. Coro: Tummina tummina sunnu li guai, lu pani è picca e li figli su assai. VII Nuddru li vidi, nuddru li scummatti, lu mari in silenziu si l’aggliutti. Coro: Ummira ummira sunnu li genti campanu muorinu eccu! ppi nenti. (in crescendo, quasi gridato): Ummira ummira sunnu li genti campanu muorinu eccu! ppi nenti. TRADUZIONE ITALIANA CORO Tumoli tumoli sono i guai, / il pane è scarso e i figli son molti. Ombra, ombra sono le genti: campano, muoiono, ecco, per niente. STROFE Mamma, li turchi / son giunti alla marina, / cantava anticamente / la canzone. / Scendevano con armi / e scimitarre. / Sbarcavano arrabbiati / come cani. / Ora arrivano di notte / di nascosto, / ammassati / sopra i barconi. / Sembrano api, api / attaccate / a un favo di miele / incatenate. / L’acqua li dondola. / Mangiano luna. / Pieno il cuore / ma morti di fame. / A Porto Palo c’è chi va, / chi va a Pachino, / a Lampedusa, oppure / più lontano. / Nessuno li vede, / nessuno li cerca, / perché in silenzio / il mare se li inghiotte.
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