Vent'anni fa
Blog di Piero Carbone (da Racalmuto, vive a Palermo). Parole e immagini in "fricassea". Con qualche link. Sicilincónie. Sicilinconìe. Passeggiate tra le stelle. Letture tematiche, tramite i tags. Materiali propri, ©piero carbone, o di amici ospiti indicati di volta in volta. Non è una testata giornalistica. Regola: se si riportano materiali del blog, citare sempre la fonte con relativo link. Contatti: a.pensamenti@virgilio.it Commenti (non anonimi). Grazie
mercoledì 29 agosto 2018
martedì 28 agosto 2018
APRITE LE PORTE AI SOGNI. Foto agrigentina, poesia di José Hierro. C F non so chi sia
lunedì 27 agosto 2018
BARBA E CAPELLI LI PAGHI, LA POESIA È GRATIS. Così fa da oltre vent'anni il barbiere-poeta Gaetano Capuano a Milano. Vasamulimanu!
Una conversazione su fb
Sul giornale, per "colpa" di Loi
di
Gaetano Capuano
Non so se è il caso, non credo al caso, piuttosto credo che le cose succedono perché ognuno lascia delle scie, delle tracce, come in questo articolo della giornalista Stefania Consenti, del quotidiano "Il Giorno".
Si reca per intervistare Franco Loi, e lui parla del suo barbiere, oltre che del mio lavoro, mette al corrente della mia passione poetica e lo fa così in maniera affettuosa, altresì generosa di lodi, che la giornalista si mette in contatto ieri e questa pagina è ciò che ha voluto realizzare.
Si reca per intervistare Franco Loi, e lui parla del suo barbiere, oltre che del mio lavoro, mette al corrente della mia passione poetica e lo fa così in maniera affettuosa, altresì generosa di lodi, che la giornalista si mette in contatto ieri e questa pagina è ciò che ha voluto realizzare.
Un grazie particolare a Stefania Consenti per aver saputo organizzare un articolo non prettamente pubblicitario sulla mia professione ma piuttosto mettendo in luce le mie sincere risposte alle sue domande.
E al caro amico Poeta Franco Loi perché il merito soprattutto, ritengo, è tutto suo.
Buona giornata a tutti e Vasamulimanu.
Buona giornata a tutti e Vasamulimanu.
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| Il Giorno, venerdì 24 agosto 2018 |
Congratulazioni!
Grazie Piero da Racalmuto, ogni tanto, come vedi, vinco un premio, dato che partecipo a pochi premi dove nessuno partecipa. Sono contento perché il tutto è avvenuto con mia grande sorpresa e gradimento. Un abbraccio forte e Vasamulimanu
sono questi i migliori premi; condivido il tuo pensiero perché è il mio; ma se vengo a Milano a farmi fare barba e capelli dal barbiere-poeta, posso guadagnarci qualcosa come tuo cliente? (Ti abbraccio, sdrammatizziamo, vah!)
ti farei leggere le poesie dei tuoi libri che ho in negozio.
appostosiamo!
Sai che io vivo di barbe e capelli ma credimi la gente comune piace la poesia più di quel che credono i poeti. Il problema è che le poesie bisogna veicolarle con semplicità e senza posa di pavoni. Questo la gente lo apprezza sicuramente. Credimi
quando si è veri e si comunica ciò che si è, la gente trae le conclusioni e sceglie a chi concedere apprezzamenti; lasciami ancora dire che Loi è stato grandiosamente generoso nel far trapelare la tua bravura, non sempre, come sai, è così, neanche tra coloro che vengono reputati grandi o che sono famosi e il successo loro lo hanno conseguito e ne godono
Loi è un poeta umilissimo e quello che dice mi fa arrossire. Mi fa tenerezza perché non vede quasi più ma se avesse avuto l'opportunità avrebbe scritto una recensione. Ma per me lo ha già fatto solo con il suo affettuoso pensiero inerente la mia poetica. Credimi.
domenica 26 agosto 2018
POESIE SOTTO SALE: SICILINCONIA. Foto e video di Angela Lauricella in contrada Raffo a Petralia Soprana
Il video postato su facebook
Foto e video di Angela Lauricella
*
Un precedente video postato su you tube con la testimonianza di Damiano Sabatino
e la lettura di Agostino Messineo delle poesie sulla Sicilinconia:
Le poesie
fuocu addiventa o chjantu ngusciatu
Sicilincúnia veni di ncúnia.
Sicilincunìa veni di pena.
Ncapu la ncúnia ncoccia lu firraru
ccu lu martieddru lu fierru ancora callu
e lu fa addivintari nzoccu voli:
chjavi di porta o fierru di cavaddru.
Chjanci la matri lu figliu ch’è n guerra.
Chjanci lu figliu partutu surdatu.
Chjanciva lu minaturi, lu viddranu,
ora cu parti o è disoccupatu.
Sicilincúnia o sicilincunìa?
Si pati o s’arripiglia lu distinu?
Cancia l’accentu,
allegru o ammartucatu:
fuocu addiventa
o
chjantu ngusciatu.
Sicilincónia viene da incudine. / Sicilinconìa deriva da pena. / Sopra l’incudine batte il fabbro / con il martello il ferro ancora caldo / e lo forgia secondo quel che vuole: / chiavi di porta o ferro di cavallo. / Piange la madre il figlio ch’è in guerra / pian- ge il figlio che va a fare il soldato. / Piangeva il minatore, il contadino / ora chi parte o è disoccupato. / Sicilincónia o sici- linconìa? Si subisce o si modifica, il destino? / Cambia l’accen- to / allegro o malinconico: / diventa fuoco / o / pianto a dirotto.
*
mbriacatu di sicilincunia
Sutta lu cielu sbruogliu
pinzera, gruppa
di firnicii.
Calu l’uocchji, talìu
si tornanu li cunti.
Nun tornanu ppi mia,
forsi ppi tia.
Ti nni jisti luntanu,
iu ristavu.
Forsi tu arriniscisti, iu fallivu?
Tu cu l’arma sbinnuta a la stranìa,
iu mbriacatu di sicilincunia.
Sotto il cielo sbroglio / pensieri, groppi / di almanaccamenti. / Abbasso gli occhi, vedo / se tornano i conti. / Non tornano per me, / forse per te. / Te ne sei andato lontano, / io son rimasto. / Forse tu ce l’hai fatta, io ho fallito? / Tu con l’anima svenduta in terra straniera, / io imbriacato di sicilinconia.
Da: Piero Carbone, Venti di Sicilinconia, Medinova, Favara 2009
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sabato 25 agosto 2018
REQUIEM PER LA COLONNA CADUTA DELL'ANTICA PESCHERIA
E la colonna dell'ottocentesca pescheria?
Non c'è più.
Interessa a qualcuno?
E coloro che dovrebbero interessarsene
per dovere di informazione?
per dovere di amministrazione?
per dovere di conservazione?
Non fiori ma... alibi.
Aleggia come spettro un'implicita risposta:
"Ma chi se ne fotte!"
Eppure, chissà quante altre "colonne"
sono cadute e svanite nel tempo!
E quante ne cadranno!
Non ci si può esimere da qualche riflessioncella.
La storia si può abradere in tanti modi:
c'è chi - con furore "religioso" - ricorre alla dinamite,
e c'è chi, meno cruentemente, all'incuria.
Il risultato è lo stesso.
Eppure, non si potrà dire "non sapevo":
ci passavamo accanto,
segnali erano stati lanciati nel tempo,
ma lasciati cadere nel vuoto,
nel vuoto dell'abbandono del silenzio dell'oblio,
come la colonna appunto.
Che terribile insegnamento ci dà però questa colonna
svanita senza lai né pianti!
E se fossimo noi quella colonna?
Link:
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https://archivioepensamenti.blogspot.com/2017/07/salviamo-la-sineddoche-di-racalmuto.html
*
https://archivioepensamenti.blogspot.com/2017/12/e-caduta-una-colonna-racalmuto-metafora.html
*
https://archivioepensamenti.blogspot.com/2012/10/la-colonna-non-infame_7.html
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