giovedì 15 febbraio 2018

CASA NATALE DI CALOGERO MARRONE A FAVARA. A 73 anni dalla morte in un campo di concentramento per avere salvato numerosi ebrei



Il 15 febbraio del 1945, Calogero Marrone, originario di Favara, moriva nel Campo di concentramento di Dachau, dopo avere salvato numerosi ebrei falsificando i loro documenti nell'ufficio anagrafe del comune di Varese dove lavorava. Lo Stato d'Israele lo ha riconosciuto "giusto fra le nazioni".

Dopo un periodo di ostinato oblio, numerose iniziative sono state intraprese in anni recenti per celebrarne la memoria: a Favara dove è stato eretto un monumento commemorativo in suo onore, a Varese dove gli è stata intitolata una via e a Palermo dove una via in precedenza a lui dedicata è stata "ritrovata" restituendola al decoro dopo anni di abbandono.


Si spera che anche la sua casa natale di Favara in via Vittorio Emanuele 30 venga preservata e  quanto prima adeguatamente valorizzata.











ph ©piero carbone (3 febbraio 2018)



UN ANNO FA LA MARCIA A PALERMO PER CALOGERO MARRONE. I dettagli nella rassegna stampa e nei post correlati

PER CALOGERO MARRONE A PALERMO. Echi sulla stampa e sul web


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VIA CALOGERO MARRONE, GIUSTO TRA LE NAZIONI, 1889 - 1945. Nel quartiere Bonagia di Palermo


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SNOB DA CORTILE WEB. Dialogo di Smaragdos con Birribaida di Misilindo








BIRRIBAIDA DI MISILINDO:
Ho appreso che uno snob di seconda mano si è riscritto su facebook chiedendo a destra e a manca l'amicizia.

SMARAGDOS:
E che male c'è?

BIRRIBAIDA DI MISILINDO:
Niente di male, se prima non si fosse cancellato ritenendo facebook un "cortile" e "curtigliara" quelli che vi stavano; andava però a sbirciare da dietro le quinte di amici e parenti quello che scrivevano gli altri. E se si sentiva sfiorato in qualche commento rintuzzava piccato per interposta persona. Ma vedi che snob!

SMARAGDOS:
E che coraggio!

BIRRIBAIDA DI MISILINDO:
Ora, secondo te, si tratta di un "curtigliaru" pentito o di un "curtigliaru" redivivo?

SMARAGDOS:
La questione è di lana caprina, ma è meglio lasciar perder se la capra è di razza giurgintana che ha corna svettanti al vento come antenne di televisione. Chissà quali segnali nell'etere potrebbe captare! Mi scocciano certi programmi televisivi. Ci penserò comunque. Magari dopo ne riparliamo, ho per ora un libro fra le mani e non posso perder tempo con certe distrazioni.

BIRRIBAIDA DI MISILINDO:
Ce l'hai il tempo per assaggiare due taralli?

SMARAGDOS:
Quelli sempre, con gli amici, anche il caffè!


Coraldo, Marzuchi & Jacovino, Passeggiando con Smaragdos. Parainedito


ph ©piero carbone

mercoledì 14 febbraio 2018

LUIGI INFANTINO PER LA SUA RAINA COMPONE E CANTA "ALLA SICILIANA". Oggi San Valentino lo ricordo così

E' stata una grande emozione ascoltare, sebbene tramite un giradischi, la voce di Luigi Infantino a Racalmuto in occasione della visita di Raina Infantino lo scorso 9 dicembre 2017.
 Quale migliore occasione per riproporne l'ascolto oggi che si celebra  San Valentino,
il protettore del più coinvolgente dei sentimenti. Con l'augurio che tutti coinvolga.

In "Sicilia amara e duci" di Luigi Infantino




Link per ascoltare la canzone su you tube:


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schermate da you tube


Luigi Infantino, SICILIA AMARA E DUCI. Raccolta di Canti Siciliani, Edizioni Curci - Milano
www.edizionicurci.it
ph ©piero carbone



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PER SAN GERLANDO. Auspicio sacro e auspicio profano: Agrigento capitale della cultura 2020 con la Cattedrale aperta





AKRAGHIOS GERLANDUS
         ALLE SOGLIE DEI MILLENNI
                di Piero Carbone
                       Per un santo  che venne a ricristianizzare la Sicilia nell’XI secolo.
                      
                       Primo corista :               Sì, lasciasti Besançon,
                                                          in tempi di pericolo
e di errori. Oh!.
                      
Secondo corista:         Da Ruggero chiamato
                                   primicerio a Mileto,
                                   primus matriculae.

Primo corista:             Urgeva l’evangelo
                                   a fronte degli errori
edificare.       

                       Secondo corista:         Mosso da sacro ardore,
                                                          venisti, nuovo Saulo,
                                                          ad Agrigentum.
                      
Primo corista:             Tu, su dalla Città Alta,
                                   giù nella Valle del Caos
                                   parlasti ai morti.

Secondo corista:         Alle ossa incredenti
                                   infondesti la vita.
                                   Inutilmente?
                                                                     
Primo corista:             Urgeva l’evangelo
                                   far rifiorire anchora,
                                   gemma di luce.

Secondo corista:         Di templi senza fede
                                   nel nostro Dio trovasti
                                   rubre macerie.

                       Primo corista:             Di pietra, di certezze,
                                                          tu ergesti sull’altura
                                                          un nuovo tempio.
Primo e secondo
 corista:                        Grati ti siamo anchora
                                                          nei torpidi momenti,
                                                          o san Gerlando.
Primo e secondo
corista:                        Ritorna, o Akraghios,
                                                          ora che il gran millennio
                                                          si schiude. Amen.


                                         









ph ©piero carbone