lunedì 21 marzo 2016

È PRIMAVERA, UNA POESIA FERMA LA GUERRA. "E vui durmiti ancora"


Oggi, Giornata mondiale della poesia. Mi associo idealmente ai vari reading nelle diverse parti del mondo rievocando un fatto a dir poco singolare, artefice è la poesia, o meglio la musica ovvero una canzone, la tipica "mattinata" siciliana che fa tandem con la "serenata".

Scrive Santi Correnti:

"Sul fronte della Carnia, durante la prima guerra mondiale, una sera, al chiaro di luna, un giovane soldato siciliano intonò la canzone.
Il silenzio che aleggiava dava voce solo alle note della mattinata. 
Al termine dell'esecuzione si sentirono le espressioni di apprezzamento degli avversari austriaci: non arrivarono a capirne il senso, ma rimasero incantati dalla bellezza della musica".

Sarà stato vero?
Se le cose non sono andate proprio così è bello immaginarlo: la poesia, la musica, i sentimenti, fanno cessare, anche se per poco, la guerra, le ostilità, la morte.
In ogni caso, così riferisce l'aneddoto Santi Correnti sulla Rivista Siciliana, e così lo riporta Marco Scalabrino nel suo saggio su Giovanni Formisano, l'autore della canzone che ha fermato anche se per un breve spazio di tempo le armi nella prima guerra mondiale.


Fiorello e Andrea Bocelli
https://www.youtube.com/watch?v=qZOddoTtnAQ




Quest'altro aneddoto è riferito da Giovanni Formisano Jr. 
in Marco Scalabrino, Giovanni Formisano. Poeta e Commediografo, Edizioni Drepanum, Trapani 2012

domenica 20 marzo 2016

3. I "QUADRI PARLATI" DI RENZO COLLURA. Sale e zolfo

Con la serie dei "Quadri parlati" si vuole marcare l'attesa di un grande evento che avrà luogo prossimamente ai Musei Civici di Pavia presso il Castello Visconteo: protagonista, l'opera pittorica di Renzo Collura.
Finalmente!
Come siciliano, amante dell'arte, amico ed estimatore di Renzo Collura, con riconoscente gioia, ai promotori dell'evento, ai suoi sostenitori, agli operatori culturali dei Musei Civici, unitamente ad Athos, mi sento di dire: Grazie.

Renzo Collura, "Sale e zolfo" (olio su tela, cm. 60 x 50, 1989)


Il soggetto: colate di giallo zolfo frammiste a impurità terrose. 

Sulla bianca superficie salina - il bianco sale: sale che condisce, sale della terra, dell'intelligenza, che esaspera le carni  sulle ferite o le lenisce nei pediluvi - si allunga indicativamente l'ombra di un panciuto campanile. 

E' quello dell'amata chiesa del Monte.



Dal catalogo
“Renzo Collura. Memorie e fantasmi”, Racalmuto 1990, 
a cura di Piero Carbone, Athos Collura, Nicolò D'Alessandro





sabato 19 marzo 2016

LA LINGUA DEL VENTO. Oltre quel desiderio di Rosa Vacante da Calamonaci

Chissà se  a distanza di tempo si sarà realizzato il desiderio di Rosa Vacante di scrivere un libro di favole. Mi auguro però  che nel frattempo abbia continuato a soffiare il vento della poesia, in dialetto siciliano o in lingua italiana non importa, perché il vento non ha lingua e trasporta tutte le lingue. Come la poesia.


Poesia di Rosa Vacante 


Traduzione di Saro Marretta

in
Ciao Sicilia! Ciao Berna!, Massimo Lombardo editore, Agrigento 2004



Link correlato:

venerdì 18 marzo 2016

RIMASE INCINTA CON LA FOTO DEL MARITO. Santo Calì lo racconta a Ferlinghetti!




L'incredibile storia di Filadelfio e Luigina da Santa Caterina da Xirbi

di

 Santo Calì

Titolo originale "Il ritratto"





Il racconto di Santo Calì e il suo ritratto ad opera dello scultore G. Volpe
 sono tratti da un vero cimelio della cultura siciliana 
(anche se pochi lo conoscono): 



Altri ne seguiranno.




giovedì 17 marzo 2016

TU M'ALLAVANCHI, SICILINCUNIA!



"a la luna ci percianu lu cori".
Santo Calì, Quannu moru venicci a Schisò.




Buttana di la luna malandrina,
sopiddra chi facissi quannu sduna
lu senziu miu ngruppatu di pinsera,
di fimmini, Sicilia, fantasia...

Attu c'arridu o chianciu senza frenu,
lu zuccaru mi sapi di vilenu; 
cuntenti sulu, cuntenti cu tia:
tu, m'allavanchi, sicilincunia!

17 marzo 2016