sabato 4 luglio 2015

METTI UNA MOSTRA A VILLA WHITAKER, ANZI DUE, E LE MOSTRE DIVENTANO TRE. Carla Horat e Gino Merlina lo sanno




Lo sapevano, Carla Horat e Gino Merlina, che, pur esponendo soltanto loro due, le mostre sarebbero state tre; la Horat per esperienza di tante mostre in tanti luoghi, Gino Merlina, lo sapeva ugualmente, anche se di mostre nella sua vita ne ha fatte meno delle dita di una mano, ma non poteva non saperlo visto che gli ambienti di Villa Whitaker, dove le mostre sono state allestite, ha contribuito lui stesso, con i suoi meticolosi e raffinati restauri di opere d'arte e suppellettili, a preservarli, nonostante l'usura del tempo e un incipiente incendio,  a conservarli belli e preziosi, e si direbbe sontuosi perché sontuosa è Villa Whitaker a Malfitano; giardini, edificio, arredi, suppellettili, prestigio e potenza degli Ingham-Whitaker, facevano di questa dimora una tappa "obbligata" di tante teste coronate e di tanti artisti che transitavano a Palermo al tempo della Belle Epoque. 


Ebbene, in questa sontuosa cornice hanno voluto esporre i loro quadri Gino Merlina e Carla Horat, non temendo che i visitatori venissero distratti da tante sirene e da tanti richiami curiosi, artistici, esotici, bensì consapevoli di aggiungere con i loro quadri bellezza a bellezza, sensibilità odierne a sensibilità antiche.


I minuziosi disegni a matita, a puntasecca, dei due artisti catturano del resto l'attenzione e fanno astrarre dalla opulenza e dallo sfavillio delle suppellettili whitakeriane, incastonate tra preziosi pavimenti in marmo, arazzi grandi quanto le pareti, tetti istoriatissimi, scenografiche scale arricchite di stucchi e ori, e trasportano in un altro mondo perché nel delimitato intrico di linee e di sfumature di quei disegni si scopre un mondo, un altro mondo, si colgono l'essenza di una natura che sembra altra, di un'umanità inesplorata più che insondabile.


Vi ritorno sempre con piacere a Villa Whitaker, non solo per gli incontri odierni, ma anche per i tanti ricordi ad essa legati. 


Per inquadrare meglio i due artisti e i loro lavori vengono riprodotti di seguito locandina e brochure di presentazione. (P. C.)









La Sicilia. Ediz. di Palermo, venerdì 3 luglio 2015






















Ph ©pierocarbone






venerdì 3 luglio 2015

LA RABBIA. DIAGNOSI E RIMEDI. Una conferenza di Vito Zagarrio sul "Veterinario di campagna"


Sulle bancarelle improvvisate di volanti mercatini delle pulci, rovistando e rovistando, si possono rinvenire chicche inaspettate, a dir poco curiose, come ad esempio una conferenza sulla rabbia canina del 1907 tenuta dal veterinario municipale dottor Vito Zagarrio nell'aula "cosigliare" di Ravanusa, stampata ad Asti dalla Scuola Tipografica Michelerio.

Dagli stralci riportati ci si può fare un'idea del modo di affrontare il problema nonché dell'andamento stilistico.  E' palpabile il timore di un morbo endemico, "capace di diffondersi su tutte le 'zoni' della terra. Non vi è paese o clima che possa essere risparmiato". 

Dettagliata la diagnosi, radicali le conclusioni. Così facevano una volta con i cani "arraggiàti"!



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giovedì 2 luglio 2015

IL CASALE DI SAN PIETRO COME IL CASTELLO DI CALATUBO? Incontro con Rita Cedrini, presidente del FAI Palermo


Non solo parole. Dopo la tavola rotonda al Casale di San Pietro di sabato scorso 27 giugno proseguono gli incontri con Rita Cedrini, presidente del FAI Palermo, con la speranza che anche il Casale di San Pietro come il castello di Calatubbo sia eletto luogo del cuore. 



Le premesse ci sono tutte, visto il concorso, l'entusiasmo, il desiderio di tanti attivissimi castronovesi (che ho avuto il piacere di conoscere) e non solo, per ridare vita a questa importante stazione di sosta fin dall'epoca romana, una sorta di autogrill ante litteram, vero e proprio crocevia di viaggiatori di ogni parte della Sicilia che da Agrigento volevano raggiungere Palermo; una località che ricade nel territorio di Castronovo di Sicilia ma non per questo appartenente soltanto ai castronovesi. 

Tante vicende storiche legate al Casale di San Pietro rimandano  innanzitutto ai paesi della Comarca di Castronovo, una sorta di  capoluogo amministrativo di diversi paesi dei Monti Sicani, ma anche alla via francigena, alla diocesi di Agrigento, ai vescovadi di Patti, di Monreale, di Palermo, alla città di  Modica, ai Del Carretto di Racalmuto...


Per non dire della sua posizione strategica: si offre alla vista di tutti coloro che percorrono la scorrimento veloce Palermo-Agrigento così come il Castello di Calatubo posto su un'altura in territorio alcamese e che attira lo sguardo di quanti percorrono l'autostrada che collega Palermo a Trapani e Mazara del Vallo.  

Non è trascorso molto tempo da quando lo scorso inverno Nino Di Chiara mi ha manifestato il desiderio di riaccendere i fari sul Casale di San Pietro, è augurabile che il suggerimento di seguire le orme del Castello di Calatubo dia i suoi frutti.

In funzione di farli maturare, proficuo ovvero operativo è stato l'incontro di ieri assieme a Nino Di Chiara e a Filippo La Barbera con la professoressa Cedrini e Felice Calderone.




Sia il Casale un punto di arrivo, ma anche di partenza per altri percorsi.  

Interessante sarebbe ad esempio intraprenderne uno sui mulini in Sicilia  suggerito dal  libro donatoci dalla Cedrini, Mulini di Sicilia tra architettura e quotidianità

Come non pensare al virtuoso esempio del mulino "Fiaccati" di Roccapalumba sul fiume Torto? E come non pensare ai numerosi mulini ad acqua che stanno crollando e stanno per essere cancellati lungo la vallata del Raffo? 






Ma questo è un altro discorso e non è il caso di disperdersi in tanti rivoli.

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Ph ©piero carbone



mercoledì 1 luglio 2015

GIORNALISTI E MUTUO SOCCORSO. Minimali di Smaragdos





Quando i giornalisti, grandi o piccoli che siano, da neutri o disinteressati cronisti, come dev'essere, si trasformano apertamente o occultamente in reciproci piazzisti per procacciare in prima persona incarichi o conservare un osso che non vogliono mollare, oggi-io-lancio-te-domani-tu-sostieni-me, rischiano di apparire poco obiettivi e molto schizofrenici inquantocché sono disposti a svisare un ruolo per inseguirne un altro. Contemporaneamente.

SMARAGDOS, Lo scornabecco non è un animale. Parainedito.

martedì 30 giugno 2015

I POST DEL MESE. Giugno 2015