mercoledì 15 aprile 2015

LE HO RUBATE A MARA MA SONO DI TUTTI. SONO NOSTRE! Ophrys e Orchis






Grazie all'amica Mara Gioia
 per questa inedita Sicilia
 che ci offre con le sue escursioni.


Intervista a Mara

D.
Strane, belle, bellissime! Ma sono spontanee o le coltivi?

R.
Le ho cercate e trovate nell'entroterra siculo.

D.
Guardando certi boccioli si potrebbe citare Pascoli, Il gelsomino notturno.

R.
Ophrys e Orchis, semplicemente. Ma cita, cita!

D.
E s'aprono i fiori notturni, 
nell'ora che penso a' miei cari.
Sono apparse in mezzo ai viburni
le farfalle crepuscolari. 

Da un pezzo si tacquero i gridi: 
là sola una casa bisbiglia.
Sotto l'ali dormono i nidi,
come gli occhi sotto le ciglia.

Dai calici aperti si esala
l'odore di fragole rosse. 
Splende un lume là nella sala.
Nasce l'erba sopra le fosse.

Un'ape tardiva sussurra
trovando già prese le celle.
La Chioccetta per l'aia azzurra 
va col suo pigolio di stelle.

Per tutta la notte s'esala
l'odore che passa col vento.
Passa il lume su per la scala;
brilla al primo piano: s'è spento . . .

È l'alba: si chiudono i petali
un poco gualciti; si cova,
dentro l'urna molle e segreta,
non so che felicità nuova. 















































































































Foto di Mara Gioia


martedì 14 aprile 2015

TIP TAP SUL WEB. Classifica dei siti di ambito agrigentino seguendo alexa.com





Da quando Malgrado Tutto, seguito da TRS98, tallonati entrambi dagli interventi “correttivi” e integrativi di Contra Omnia Racalmuto, ha iniziato a stilare la classifica dei siti di ambito agrigentino più seguiti, ne è nata una sorta di febbre da classifica, susseguendosi di classifica in classifica e di mese in mese un carosello di alti e bassi, di uscite e di new entry.

 All’inizio ha colpito la novità, man mano però venivano scombussolate notorietà e autorevolezze di realtà internettiane con disappunto delle teste, anzi, delle testate rotolate, e si dice “testate” trattandosi in maggior parte di siti informativi e in minor parte di blog personali. 
C'è chi ha reagito in un modo, chi in un altro, chi non ha reagito affatto, dimostrando una diversa valutazione del salire o scendere di qualche posizione in classifica. 


Sono venuti fuori a ruota, inevitabilmente, dubbi sulla fondatezza dei dati finora utilizzati, attinti da Alexa.com che monitora a livello mondiale i vari siti assegnando un rank mondiale e un rank nazionale, e parimenti sono emerse altre rilevazioni che confliggono con quelli Alexa, ma anche quelli di Malgrado tutto sono parecchio difformi da quelli di Trs98 pur facendo riferimento alla stessa fonte in un lasso di tempo mensile.

Si capisce che in queste sabbie mobili c’è chi tracolla e chi emerge o riemerge. Nulla di nuovo e nulla di scandaloso, come nella vita, si sa, “questo mondo è fatto a scale etc. etc.”, dovendo aggiungere scale mobili e ascensori supertecnologici.

Non vogliamo entrare in codeste competizioni; se verranno altre classifiche che si basano su altre fonti, ben vengano, ma deve essere dichiarato e convenuto in partenza: i criteri devono essere chiari, obiettivi, obiettivamente rilevabili e uniformi nel tempo. Dire in maniera scientifica, sarebbe pretensioso. La serietà però ne è l'attigua anticamera.

Personalmente non si predilige questa o quella sorgente di dati statistici dato il riscontro ugualmente benevolo per il blog archivioepensamenti; ma non è questo il problema: le classifiche sono di carattere generale e solo per incidente riguardano talvolta anche chi le appronta. 


Pertanto, pur con tutti i limiti che si vogliono imputare alla fonte Alexa, siccome su questa fonte si sono basati finora la classifiche in circolazione, ancora a questa fonte, per continuità e uniformità di criterio adottato,   si vuole attingere per stilare la sottostante classifica:  i dati sono quelli forniti in data 13 aprile 2015.

Il motivo di questa graduatoria è dato dal fatto che i rank dei vari siti monitorati cambiano giornalmente, e visto che le graduatorie di Malgrado tutto e TRS98 vengono pubblicate mensilmente in tempi distanziati, la presente graduatoria vorrebbe fare da ponte tra una graduatoria e l’altra in modo da avere più dati utili al calcolo di una più veridica media.

Alla fine è, se si vuole, un gioco, ma, considerando i tempi magri in cui viviamo da tanti punti di vista, ci si augura possa in qualche modo servire come stimolo a potenziare l’informazione e i contributi culturali sul web. Se non come stimolo, valga come un innocuo augurio.

Per ogni sito si tiene conto del rank mondiale ovvero del posto assegnato da alexa ad ogni sito monitorato.

(Chissà se i siti che hanno finora rimbalzato le precedenti classifiche rimbalzeranno pure questa!).








POSIZIONE -- URL TESTATA o BLOG -- RANK POSIZIONE MONDIALE



1 agrigentonotizie.it    <<< 122.919

2 agrigentoflash.it        <<< 242.885

3 canicattiweb.com      <<< 470.110

4 grandangoloagrigento.it  << 663.470

5 licatanet.it                   <<< 709.173

6 agrigentoweb.it          <<< 730.775

7 archivioepensamenti.blogspot.it  <<< 769.192

8 malgradotuttoweb.it <<< 794.819

9 contraomniaracalmuto                <<< 970.202

10 siciliaonpress.com <<< 1.014.168

11 trs98.it                      <<< 1120939

12 agrigentooggi.it       <<< 1342570

13 corrieredisciacca.it  <<< 1.386.685

14 regalpetraliberaracalmuto <<< 1518982

15 teleacras.com           <<< 1.807.365

16 sicilia24h.it               <<< 1.986.128

17 lavalledeitempli.net            <<< 2.123.710

18 infoagrigento.it         <<< 2.152.213

19 agrigentocronaca.net          <<< 3.156.841 

20 siciliatv.org                 <<< 3.317.679

21 agrigentosette.it        <<< 3.339.480

22 lamicodelpopolo.it    <<< 5.835.460 

23 grotte.info                   <<< 6.977.210 

24 comune.racalmuto.ag.it        <<< 11.473.863


25 teletua.com                <<< 19.302.325 




Ph ©pierocarbone

lunedì 13 aprile 2015

I FRATELLI MANCUSO E LE COLONNE DI SEGESTA. Da Sutera al mondo intero tra musica e suggestioni




Enzo e Lorenzo Mancuso



Ne avevo sentito parlare, dei Fratelli Mancuso,  ma la prima volta in cui li ho potuti ascoltare dal vivo è stata a Selinunte, in occasione di un recital in memoria di Pino Veneziano tenutosi nel mese di luglio dell'anno scorso. 

E' stato di sera, tra una mezzaluna digradante di case e il mare che emanava salmastro afrore: il palco sospeso su palafitte, le onde vi si rifrangevano. I due fratelli cantavano.
Li ho filmati. Li ho fotografati. Li ascolto sempre. 
Voglio condividere il mare di sensazioni che scaturisce dall'ascolto della loro musica.


Struggente! 

Ascoltarli dal vivo è un'esperienza unica! 

Nella loro musica ci sono echi di tutta la musica del mondo: non esclusa quella delle origini: le lamentazioni, le serenate, gli abbannìi...


Quello che sanno fare questi due artisti,  emigrati a Londra, residenti in Umbria, cittadini del mondo,  originari di un paesino dell'entroterra siciliano, Sutera, quello che sanno fare questi due artisiti, con la lingua dei padri e una musica senza tempo, mi fa venire in mente l'immagine di una recente esperienza: il moderno ponteggio tecnologico che "arma" le colonne del tempio di Segesta finalizzato al restauro rispettoso del passato ma per garantirne un futuro.  



Quannu la Madunnuzza nutricava

"Quannu la Madunnuzza nutricava
e lu nutricu lu nutria

Supra i so 'ammuzzi l'assittava
Latti ci dava e lu binidicìa.

Doppu si fici ranni, ranni, ranni,
E pi rocchi rocchi si nni iva.

'Mpezzu di lignu 'ncuddu s'aiutava
E lu segnu di la cruci si facìa.

Figghiu vuliva patiri 'nnuccenza,
Mamma, vaiu lu munnu a riatari.

Ti benediciu, figghiu e nutrimentu,
Puru lu latti di lu pettu mia".



TRADUZIONE:


"Quando la Madonna allattava

e allattava il bambinello

Sopra le sue gambe lo faceva sedere

Gli dava il latte e lo benediceva.

Poi si fece grande, grande, grande

Con un pezzo di legno sulle spalle

Per i campi se ne andava

E il segno della croce si faceva

Figlio, soffrivi per la tua innocenza

- Madre, vado il mondo a salvare -

Ti benedico figlio e nutrimento

Pure il latte del mio seno".

Fratelli Mancuso


Quannu la Madunnuzza nutricava

Ti nni vai puisia

Concerto di Milena - agosto 2014
https://www.youtube.com/watch?v=Um_-OiaLKaU





Quannu la Madunnuzza nutricava è il testo di una canzone dei Fratelli Mancuso
Testo in prosa e foto ©pierocarbone

domenica 12 aprile 2015

MIO PADRE PARLAVA IN DIALETTO. Testimonianza in The Poet Sings For All / Lu pueta canta pi tutti



Mio padre parlava in dialetto. Mia madre parlava in dialetto. A casa mia tutti parlavano in dialetto.  E non solo a casa mia. Tutto avveniva in dialetto. Per tanti, della mia generazione, è stata una strada in salita quella di affrancarsi dal dialetto.
Con l’italiano si aveva accesso in società, si studiava, ci si laureava e magari si cambiava stato sociale. Anch’io, come tanti.

Eppure… ora, in età matura, lontano da quella condizione linguistica e sociale iniziale,  mi accorgo di non avere mai rinnegato la lingua in cui ho espresso i primi vagiti.  Anzi, l’ho coltivata di nascosto a me stesso, senza darvi tanta importanza: in coincidenza dei miei studi che mi avrebbero portato a dire “e so legger di greco e di latino”, a quattordici anni, ho composto la mia prima poesia in siciliano e praticamente non ho smesso più.

Da allora, spaziando, ho scritto in italiano e letto poesie anche in altre lingue europee, eppertanto sono io stesso ora a chiedermi come mai il ricorso al dialetto avvertito come un continuum. Non lo so. Né cerco teorie in risposta.

The Poet sings for all. Cover

Ma noto che è una domanda a cui non si può fare a meno di rispondere in qualche modo. Il poeta Vincenzo De Simone, ai primi del Novecento del secolo scorso, emigrato a Milano dove si è affermato professionalmente come medico, utilizzando il dialetto siciliano, diceva di farlo perché vi sentiva  la vuci / di tutti li me’ nanni e li nannavi, / di tutti li me’ vivi e li me’ morti. 
Un modo come un altro per sentirsi meno lontano dalla sua Villarosa in provincia di Enna da cui era andato via. Il dialetto lombardo gli sarà sembrato ostico e freddo come le nebbie padane. A me, che non mi sono allontanato dalla Sicilia, ritorna suggestiva l’altra risposta quando dichiara di amare il dialetto per lu so meli, per il suo miele.

Non so se una dolce suggestione possa valere quanto una motivazione culturale e storica, per quanto mi riguarda so di avvertire il bisogno spirituale di esprimere i sogni e le malinconie della vita adulta con i suoni della stessa lingua utilizzata nell’infanzia. Non so per quali ragioni l’abbiano fatto in passato poeti come Giovani Meli e Ignazio Buttitta, so che l’hanno fatto egregiamente e a loro guardo come un modello: addirittura mi sarebbe piaciuto sprofondarmi nelle meditazioni quasimodiane immerso in una musicalità  più familiare.


Omaggio del libro ai fratelli Mancuso
Selinunte, 26 luglio 2014

Comunque, mi fa piacere di essere in compagnia di chi apprezza l’espressività dialettale e cerca di non lasciarla ingabbiata nell’involucro linguistico originario ma attraverso le traduzioni la incammina in felici viaggi verso mete lontane. Come fa ad esempio Gaetano Cipolla con le sue translazioni dal siciliano in inglese per un pubblico soprattutto americano.  Ma è anche vero che mi è accaduto il contrario, e viene da chiedersene la ragione: perché mai il bisogno o il piacere di risentire nel proprio dialetto ciò che Bécquer ha sentito e scritto in spagnolo? Forse per assaporare nel miele della propria lingua la “dolcezza” che è stata ammannita in un’altra.

¿Qué es poesìa? dices mientras clavas 
en mi pupila tu pupila azul... 
Nzocch’è puisia? Tu m’addumanni… 
Nzocch’è puisia? Tu m’addumanni 
mentri spunni   
ss’uocchi tò cilesti nni li mia…

Diversi i suoni, identica la domanda: suoni particolari per esprimere sentimenti universali. È nella stessa varietà la ragione del travaso da una lingua in un’altra? Forse. Nel dubbio, una certezza: variando percezione sensoriale, è una ricchezza ritrovarsi, per non averlo mai in fondo rinnegato,  uno strumento linguistico in cui far risuonare spartiti di musiche altrui. Altrimenti afoni. O dissonanti.

Palermo, 12 marzo 2014






Traduzione di Gaetano Cipolla




Lingua dei padri  e musica senza tempo dei fratelli Mancuso


sabato 11 aprile 2015

A NOI, PER MEDITARE. Una poesia di Antonio Liotta


I libri negli scaffali delle nostre librerie non sono vagoni depositati in una stazione dismessa, piena di erbacce, anche se dormienti, anche se silenti; non sono a binario morto,  in abbandono: sono in attesa, attendono desiderosi di rimettersi in moto e ritornare sulle note "tratte" o intraprenderne festosamente nuove. Questo accade quando estraiamo dalla fitta fila dei dorsetti un libro che avevamo già letto.   P. C. 





A TE UOMO

Uomo
scava...
Fammi sapere
se trovi qualcosa
che ti rasssomiglia...
Incatenare
il proprio io
è pericoloso,
ma non conoscerlo
non è umano...
E tu Uomo
non lo conosci,
o non ti importa di conoscerlo?
        
                                                                                  Palermo 2/4/68


Quarta di copertina


In Antonio Liotta, Perché la vita, S. F. Flaccovio Editore, Palermo 1971