lunedì 6 aprile 2015

QUANDO BUFALINO "BEVVE" L'ACQUA DEL RAFFO. Pubblicazione di una (s)fortunata cartolina




La cartolina


Sedici personaggi de "I Promessi Sposi" - L'Innominato
 disegnati da Nino Lupica

Data del timbro: 12.4.1989
Il testo: 
N. B. Scritta tanti mesi fa, non impostata per distrazione, ritrovata per caso dentro un libro.

Grazie per il puntuale, eccellente libretto (fa venir sete!) Un saluto caro - Gesualdo Bufalino



Il libro a cui si riferisce




Mia nota.
Questa cartolina rischiò due volte di non pervenirmi: la prima volta perché distrattamente dimenticata dentro un libro; la seconda volta a causa del codice di avviamento postale errato. Eppure è arrivata. Direi miracolosamente. Ne sono contento.  P. C.

domenica 5 aprile 2015

BUONA PASQUA IN NATURA


A u G u R i  
a
Tu T t I




B u O n A   P a s Q u a



Con le parole del detto antico
 suggeritemi da una carissima amica
 auguro ad ognuno
 di essere fortemente unito a ciò o alle persone a cui più tiene
 al punto da essere

pampina di canna  e lippu di brivatura


foglia di canna e muschio di fontana


sabato 4 aprile 2015

LA PROCESSIONE DELLE OMBRE DI RENZO COLLURA. Grotte come Tebe e oltre, tramite l’arte






Tra laico e profano, ogni corteo, sommamente quello connotato come processione, non è fine a se stesso, è solo un tragitto, un percorso, un condiviso cammino verso una meta. L’arte ce lo fa capire più ogni altro discorso.

Così scriveva infatti il teologo Cosimo Scordato nel testo di presentazione a quella che risulterà essere l’ultima mostra di Renzo Collura tenuta nella chiesa di San Francesco Saverio a Palermo dal 17 al 25 marzo 1989, durante la Settimana Santa:

“Ma allora che cosa è la Processione delle Ombre che il Collura ci offre in una sequenza di ricordi che riesumano la vita religiosa di un paese ancora scandito dai suoni della campana, organizzato intorno ai segni del sacro?

È solo una rievocazione dei ricordi di una infanzia che ha visto scivolare dinanzi ai suoi occhi sbarrati folle di persone radunate e profondamente coinvolte da processioni, celebrazioni, memorie di defunti, ricordi che ancora oggi fanno irruzione come qualcosa di indelebile?

Ma l’arte, seppure così affine allo sguardo fantastico e creativo di un bambino vive anche di una osservazione che sa prendere della realtà le distanze almeno di un pennello.”

“Distanza di un pennello” in Colllura, dice Cosimo Scordato, distanza che, allontanando dal prossimo terreno di osservazione che è Grotte, avvicina l’umanità del suo tempo - rappresentata con i suoi riti scanditi teatralmente - all’umanità che l’ha preceduta nei millenni, all’umanità di Edipo quando afferma: 


Tebe è carica di fumi, impasto di preghiere, di singhiozzi.

Cosa è cambiato da allora? Quali fumi? Quali preghiere? Quali singhiozzi?

Il pittore Renzo Collura osservava i riti di Grotte, l’umanità di Grotte, ma non racchiudeva il suo sguardo a Grotte, ci vuol dire il teologo. In quello sguardo eravamo e sono compresi anche  quelli che grottesi non erano e non sono.  Quello sguardo trascende l’anagrafe e la Processione delle Ombre, apolide come apolide è un’ombra, alla fine risulta laicamente una metafora. Per colui che l’ha concepita e rappresentata è stata una metafora premonitrice, l’ignara vigilia che l’avrebbe visto trapassare nel regno delle ombre, ombra tra ombre. Ma un’ombra che vive.  Non solo pittoricamente, si spera.







Testo e foto della chiesa San Francesco Saverio ©piero carbone
Ringrazio Athos Collura per avermi messo a disposizione la documentazione fotografica dell'attività pittorica del padre Renzo. Quadro pubblicato: La croce di carta -1986.

venerdì 3 aprile 2015

L'AGGUATO DEL CASALE. Quando i Barresi di Castronovo di Sicilia aggredirono i Del Carretto di Racalmuto






Le vicende particolari di Racalmuto e Castronovo di Sicilia si sono incontrate parecchie volte nella storia: nel 1503, a proposito di un sacro simulacro rimasto miracolosamente a Racalmuto; 
fra il 1527 e il 1528, per uno schiaffo inferto da Paolo del Carretto, originario di Racalmuto, ad un rappresentante dei Barresi, di Castronovo.





La prima volta, se ci fu il prodigio, come attestano storici locali (B. Caruselli, N. Tinebra Martorana) e non (G. Traina), ci fu anche il duello - secondo la tradizione orale - a dirimere la questione insorta: Ercole del Carretto, “conte” di Racalmuto, feriva Eugenio Gioeni, principe di Castronovo, e il simulacro della Madonna, oggetto del contendere, rimaneva in terra racalmutese. 


Correva l’anno 1503 ed il principe Eugenio Gioeni, proveniente dall’Africa dove si era recato per curarsi l’ipocondria, sbarcava a Punta Bianca etc. etc. etc. 

Di ncapu mari na navi vinìa, 
facennu festa e sparannu cannuna.  
Ascontra Racarmutu pi la via  
vonzi ristari ccà sta gran Signura…



    

La seconda volta, sullo spiazzo adiacente la chiesetta di San Pietro che costeggia la strada a scorrimento veloce per Palermo, ha avuto luogo uno dei fatti più sanguinosi nella storia di Sicilia, paragonabile, per efferatezza e teatrali colpi di scena, al “caso di Sciacca”. 
Don Paolo del Carretto morirà ucciso nell’agguato tesogli dallo schiaffeggiato Barresi. Né la faida si arresterà: altre vendette, altri agguati e altri spargimenti di sangue saranno strascico inevitabile. [...]

Piero Carbone, "A proposito del gemellaggio tra Racalmuto e Castronovo di Sicilia" in
E. N. Messana, N. Macaluso, P. Carbone, La vinuta di la Madonna di lu Munti ( 2a ed. edizione fuori commercio, Racalmuto 1988.
Precedentemente pubblicato sul “Giornale di Sicilia” del 19.11.1986, "Uno schiaffo, un duello e... finalmente amici".






Due paginoni speculari vennero dedicati a Racalmuto e a Castronovo di Sicilia in occasione del gemellaggio del 1986. Quella pubblicata è relativa a Racalmuto. Tra le carte del mio archivio dovrebbe essere rintanato anche quello dedicata a Casronovo.



            

giovedì 2 aprile 2015

UN BONUS PER IL CASALE DI SAN PIETRO. Sulla scorrimento veloce Palermo - Agrigento




Quante centinaia di migliaia di automobili private o di pullman di turisti sono passati accanto a quello che a una decina di metri dallo stradale può sembrare uno dei soliti caseggiati semidiroccati delle nostre campagne? E quanti invece hanno imboccato lo svincolo  per visitare il Casale di San Pietro?
Meglio non azzardare cifre, sarebbe sconfortante.  
Anche io, che questa strada percorro da quarant'anni ormai, avrei incrementato la sciatta statistica dei non-visitatori se non fosse stato per alcune fortuite circostanze che mi hanno portato ad incuriosirmi. 

Veramente finora la mia era stata soltanto una curiosità storica in quanto nei pressi ci sarebbe stato un aspro duello cinquecentesco tra nobili racalmutesi e castronovesi, ma non avevo fatto caso in maniera approfondita alle condizioni del Casale che funge anche da rinomata indicazione toponomastica di una contrada, lu Chianu di San Petru, il Piano del Casale di San Pietro.


 



Ma l'altro giorno, dopo l'accorato allarme di un appassionato di storia castronovese anche se lui castronovese non è, arrivato all'altezza di San Pietro ho svoltato, ho imboccato la stradella e voracemente mi sono messo a fotografare sotto una pioggerellina insistente e il cielo grigio. 

Avendo appreso della mia sortita, Nino Di Chiara mi ha voluto stuzzicare inviandomi la copertina di una pubblicazione riguardante il Casale, ma posso assicurare che non è stata cattiveria, la sua, mi farà avere l'intero libretto in cartaceo e non solo quello: mi ha annunciato che lui e Fiorella Tirrito stanno ricercando qualche altra, per me preziosa, documentazione da farmi avere brevi manu. 

Nel mio consueto tragitto da Palermo a Racalmuto, dall'automobile in corsa continuerò a sbirciare con la coda dell'occhio il familiare caseggiato e so che mi verrà la tentazione ogni volta di svoltare la stradella per ammirarlo per rivivere in loco le vicende storiche di cui il Casale è stato teatro. 

Ogni tanto sicuramente lo farò, ma sarebbe una bella rinascita per il Casale se le centinaia di migliaia di automobili private e di pullman carichi di turisti non gli sfrecciassero indifferentemente accanto.  E con la prospettiva del nuovo tragitto stradale la velocità dei veicoli dovrebbe aumentare. 



Il primo di aprile è trascorso ma tra il serio e il faceto viene da fantasticare un'ipotesi: una ricevuta per la visita effettuata da far valere a percentuale di scomputo non so come nella dichiarazione dei redditi. 

Forse al Casale di San Pietro si formerebbero code infinite, grazie al ticket, anzi, al bonus sulla bellezza, sulla nostra doverosa memoria storica.  




 



















Testo e foto ©piero carbone