lunedì 2 marzo 2015

I RAGAZZI CHE SI AMANO, A PALERMO






Su una corriera di Palermo, lui a lei, guardandosi negli occhi e reggendosi reciprocamente appoggiati al passamano:

- Losaichetivogliobene, ma a pruòssima firmata amm'a scìnniri.

Lo sferragliare della corriera si placa; si aprono le portiere, e loro scendono, baciandosi in equilibrio.

Appunti domestici, agosto 1999






Francese

Les enfants qui s'aiment 
Les enfants qui s'aiment s'embrassent debout
Contre les portes de la nuit
Et les passants qui passent les désignent du doigt

Mais les enfants qui s'aiment
Ne sont là pour personne
Et c'est seulement leur ombre
Qui tremble dans la nuit
Excitant la rage des passants
Leur rage leur mépris leurs rires et leur envie

Les enfants qui s'aiment ne sont là pour personne
Ils sont ailleurs bien plus loin que la nuit
Bien plus haut que le jour
Dans l'éblouissante clarté de leur premier amour
Italiano

I ragazzi che si amano
I ragazzi che si amano si baciano in piedi
contro le porte della notte
e i passanti che passano li segnano a dito

ma i ragazzi che si amano
non ci sono per nessuno
ed è la loro ombra soltanto
che trema nella notte
stimolando la rabbia dei passanti
la loro rabbia il loro disprezzo le risa la loro invidia

I ragazzi che si amano non ci sono per nessuno
essi sono altrove molto più lontano della notte
molto più in alto del giorno
nell'abbagliante splendore del loro primo amore.


Testo: Jacques Prévert


Dal sito:



foto proprie

sabato 28 febbraio 2015

CONVERSAZIONE INTERROTTA CON IGNAZIO APOLLONI



Dopo Nat Scammacca, Crescenzio Cane, Carmelo Pirrera e le loro compagne Vira e Nina, anche Ignazio Apolloni è venuto meno, ieri.


La conversazione è interrotta solo materialmente, la continueremo idealmente per ricordare quello che hanno fatto, quello che hanno scritto, i giovani "rivoluzionari" dell'Antigruppo.

L'Antigruppo merita di essere ricordato. 

Lo merita ciascuno di quelli che l'hanno animato.  L'elenco sopra citato  va arricchito con altri nomi.

Hanno sognato, hanno a loro modo lottato. Hanno scritto per evadere ma soprattutto per cambiare il mondo. Solo i poeti posso aspirare a tanto, servendosi delle parole.













 


Links correlati:






Post correlati su questo blog:
















I POST DEL MESE. Febbraio 2015



venerdì 27 febbraio 2015

QUALCUNO STA INSCATOLANDO L'ARIA DELLA VALLE DEI TEMPLI

NÉ SI VENDE NÉ SI REGALA  
L'ARIA DEI TEMPLI IMBARATTOLATA
SI MOSTRA

Dopo la cartolina della Valle dei Templi con la scritta HOLLYWOOD sul fianco della collina ai piedi delle sacre colonne doriche, Toto  Cacciato ci riprova a dialogare con i suoi templi, questa volta ne ha incapsulato l'aria, citando un imbarattolamento famoso, ma in in realtà egli, con il rinvio hollywoodiano o con l'aria imbarattolata, continua un dialogo civilmente risentito con i mezzi e il linguaggio dell'arte che gli sono propri.  

Sulla scia di tali intendimenti mi piace intendere la dedica di Toto Cacciato ad "Archivio e Pensamenti" per esorcizzare, spero e credo, con la parola o con il gesto dell'imbarattolamento dell'aria ogni nuvolaglia di aria fritta.  (P. C.)





La cartolina, per segni e per immagini.


Aria della Valle dei Templi

di Toto Cacciato


In questa cartolina la mia più recente ideazione, effimera, leggera…che pur lascia un segno nella memoria.

Ideazione  “dadaista”, eterea,  ma  sottilmente
pregnante, un pretesto per dire ancora della Valle, dopo che  tutto è stato detto: della sua pietra, della sua storia, della composizione architettonica, dello spirito dell’arte  classica che attraversa il tempo infinito.

Vi è in questa ideazione, l’opportunità strategica, intuita da Duchamp, di liberarsi dai convenzionali “prodotti dell’arte” proprio nel sito in cui aleggia il sommo pensiero dell’armonia architettonica.

L’ideazione, nella sua “concreta banalità”, manifesta anche un quesito, tanto difficile quanto ineluttabile: la massificazione dell’arte, il turismo seriale, inscatolato come prodotto industriale.



Cartolina dedicata a “Archivio e Pensamenti”, e a Piero Carbone, amico, poeta e scrittore, intellettuale vigile delle tradizioni, della storia e attento alle innovazioni.
        

giovedì 26 febbraio 2015

SE TI SCANNERIZZO GLI ARTICOLI ANTICHI. #Giornale di Sicilia


Grazie all'Associazione "Ergo Sum Racalmuto" sono state digitalizzate le pagine di cronaca del Giornale di Sicilia - Edizione di Agrigento afferenti l'universo racalmutese. Meritevole iniziativa.

Hanno contribuito alla nascita dell'Associazione:Rosario Alaimo Di Loro Carmelo Borsellino Luigi Falletti Calogero Infuso Cesare Sciabarrà Gaetano Scimè Nicolò Vignanello. 

Ad occuparsi della digitalizzazione e scannerizzazione sono stati Nicolò Vignanello, Renato Volpe e Luigi Falletti. 

Emergono come dal nulla fatti e ricordi. Ma nulla non sono: cronache sui più disparati aspetti di una comunità che sembrano irreali nella loro lontananza e forse rappresentano la malta o piccoli conci di future ricostruzioni storiche o ripensamenti antropologici: sport, politica, cultura, economia, tradizioni, eventi minuti o eclatanti, le pionieristiche iniziative della Pro Loco, le paesane epifanie sciasciane, gli emigrati, centripeti echi...

Questo è anche il mio omaggio al corrispondente locale Peppino Troisi. 

Più di una volta i suoi articoli mi lambiscono: la sua credo sia stata la mia prima intervista. Il mondo lontano dei giornali si materializzò un pomeriggio di luglio del 1988 a casa   mia con affabilità, parlando di festa del Monte,  cinquantenario dell'incoronazione, carrettieri,  lavandaie e lorchiano bodas de sangre.

Giuseppe Troisi era un corrispondente locale del "Giornale di Sicilia"; poteva sembrare secondaria o marginale la sua attività giornalistica visto che viveva del suo lavoro come impiegato ma col tempo avrei capito che era proprio questa autonomia che lo faceva essere libero e poteva dirsi veramente al servizio della notizia. 

Col tempo avrei capito che si poteva essere giornalisti pubblicisti ma anche professionisti  con un'ottica rovesciata, non servendo ma servendosi delle notizie,  di quelle dette e di quelle non dette, a seconda della bisogna,  per andare oltre o per raggiungere altro, altre mete, altri traguardi più remunerativi, più prossimi al potere. Siamo nella tipologia del giornalismo come mezzo e non come fine e il giornalista pronto a tutti i ruoli e a tutti gli incarichi. 

Un buon motivo per rivalutare quello che poteva apparire la modesta o marginale attività del corrispondente locale. Più che un doppio lavoro, un dopolavoro, eppure più prossimo alla figura del giornalista puro.













screen capture dal sito http://www.ergosumracalmuto.org/



link correlato: