venerdì 27 febbraio 2015

QUALCUNO STA INSCATOLANDO L'ARIA DELLA VALLE DEI TEMPLI

NÉ SI VENDE NÉ SI REGALA  
L'ARIA DEI TEMPLI IMBARATTOLATA
SI MOSTRA

Dopo la cartolina della Valle dei Templi con la scritta HOLLYWOOD sul fianco della collina ai piedi delle sacre colonne doriche, Toto  Cacciato ci riprova a dialogare con i suoi templi, questa volta ne ha incapsulato l'aria, citando un imbarattolamento famoso, ma in in realtà egli, con il rinvio hollywoodiano o con l'aria imbarattolata, continua un dialogo civilmente risentito con i mezzi e il linguaggio dell'arte che gli sono propri.  

Sulla scia di tali intendimenti mi piace intendere la dedica di Toto Cacciato ad "Archivio e Pensamenti" per esorcizzare, spero e credo, con la parola o con il gesto dell'imbarattolamento dell'aria ogni nuvolaglia di aria fritta.  (P. C.)





La cartolina, per segni e per immagini.


Aria della Valle dei Templi

di Toto Cacciato


In questa cartolina la mia più recente ideazione, effimera, leggera…che pur lascia un segno nella memoria.

Ideazione  “dadaista”, eterea,  ma  sottilmente
pregnante, un pretesto per dire ancora della Valle, dopo che  tutto è stato detto: della sua pietra, della sua storia, della composizione architettonica, dello spirito dell’arte  classica che attraversa il tempo infinito.

Vi è in questa ideazione, l’opportunità strategica, intuita da Duchamp, di liberarsi dai convenzionali “prodotti dell’arte” proprio nel sito in cui aleggia il sommo pensiero dell’armonia architettonica.

L’ideazione, nella sua “concreta banalità”, manifesta anche un quesito, tanto difficile quanto ineluttabile: la massificazione dell’arte, il turismo seriale, inscatolato come prodotto industriale.



Cartolina dedicata a “Archivio e Pensamenti”, e a Piero Carbone, amico, poeta e scrittore, intellettuale vigile delle tradizioni, della storia e attento alle innovazioni.
        

giovedì 26 febbraio 2015

SE TI SCANNERIZZO GLI ARTICOLI ANTICHI. #Giornale di Sicilia


Grazie all'Associazione "Ergo Sum Racalmuto" sono state digitalizzate le pagine di cronaca del Giornale di Sicilia - Edizione di Agrigento afferenti l'universo racalmutese. Meritevole iniziativa.

Hanno contribuito alla nascita dell'Associazione:Rosario Alaimo Di Loro Carmelo Borsellino Luigi Falletti Calogero Infuso Cesare Sciabarrà Gaetano Scimè Nicolò Vignanello. 

Ad occuparsi della digitalizzazione e scannerizzazione sono stati Nicolò Vignanello, Renato Volpe e Luigi Falletti. 

Emergono come dal nulla fatti e ricordi. Ma nulla non sono: cronache sui più disparati aspetti di una comunità che sembrano irreali nella loro lontananza e forse rappresentano la malta o piccoli conci di future ricostruzioni storiche o ripensamenti antropologici: sport, politica, cultura, economia, tradizioni, eventi minuti o eclatanti, le pionieristiche iniziative della Pro Loco, le paesane epifanie sciasciane, gli emigrati, centripeti echi...

Questo è anche il mio omaggio al corrispondente locale Peppino Troisi. 

Più di una volta i suoi articoli mi lambiscono: la sua credo sia stata la mia prima intervista. Il mondo lontano dei giornali si materializzò un pomeriggio di luglio del 1988 a casa   mia con affabilità, parlando di festa del Monte,  cinquantenario dell'incoronazione, carrettieri,  lavandaie e lorchiano bodas de sangre.

Giuseppe Troisi era un corrispondente locale del "Giornale di Sicilia"; poteva sembrare secondaria o marginale la sua attività giornalistica visto che viveva del suo lavoro come impiegato ma col tempo avrei capito che era proprio questa autonomia che lo faceva essere libero e poteva dirsi veramente al servizio della notizia. 

Col tempo avrei capito che si poteva essere giornalisti pubblicisti ma anche professionisti  con un'ottica rovesciata, non servendo ma servendosi delle notizie,  di quelle dette e di quelle non dette, a seconda della bisogna,  per andare oltre o per raggiungere altro, altre mete, altri traguardi più remunerativi, più prossimi al potere. Siamo nella tipologia del giornalismo come mezzo e non come fine e il giornalista pronto a tutti i ruoli e a tutti gli incarichi. 

Un buon motivo per rivalutare quello che poteva apparire la modesta o marginale attività del corrispondente locale. Più che un doppio lavoro, un dopolavoro, eppure più prossimo alla figura del giornalista puro.













screen capture dal sito http://www.ergosumracalmuto.org/



link correlato:


mercoledì 25 febbraio 2015

GLI UOMINI PRUNI E GLI UOMINI PRONI




E gli uomini, come emerge da ricerche speciosissime decifrando un alfabeto che non ha né l'alfa né la beta, secondo papiri plastificati, ritrovati alla base di colonne nell’inabissata Atlantide, gli uomini, ma anche le donne, dopo che erano morti, si andavano a rannicchiare in due bacinelle in bilico come quelle di una bilancia:


le bacinelle oscillavano al cielo sempre appesantite dagli uomini-pruni o dagli uomini-proni; i “pruni” erano irti e spinosi; i "proni", flessibili e stomachevoli. 


Da qui il detto: attàccati a stu prunu! 

E i proni lo facevano. 

Ora non si sa.

Smaragdos, Lo scornabecco non è un animale. Parainedito.








Nella foto: Quadro di Beppe Vesco esposto a Palazzo Comitini, Palermo.

lunedì 23 febbraio 2015

CIAO, NINA! CIAO, NAT!

Ha vissuto per Nat, compagna  e complice di vita e di sogni.
Dopo la morte di Nat si è prodigata per perpetuarne il ricordo e farne riconoscere il valore che non gli era stato riconosciuto adeguatamente in vita.

Di questo mi parlava Nina qualche mese fa, l'ultima volta che ci siamo incontrati a Trapani, e di questo avremmo parlato la prossima volta con Nina Scammacca assieme a Nicolò D'Alessandro, Giacomo Pilati, Marco Scalabrino e tanti altri amici.

Solo che al previsto appuntamento Nina non ci sarà più, ha raggiunto il suo Nat: non soltanto di Nat si dovrà parlare e scrivere in futuro ma anche di Nina, del suo ruolo, del suo valore. Ci sarà sicuramente tanto da dire e da scrivere. Ma oggi è il giorno della commozione. Del ricordo affidato alle immagini.

Racalmuto (Aula consiliare), 1990
Incontro con Stanley Barkan e Nat Scammacca,
A dx, Ignazio Navarra.

Racalmuto, 1990. Col gruppo folkloristico "A virrineddra"

Racalmuto, 1990
Da sx: Stanley Barkan, Enzo Sardo, Nat Scammacca, Vincenzo Milioto,
Ignazio Navarra, Nicolò D'Alessandro


Racalmuto, 1990


 
In omaggio a Barkan e Scammacca 
leggo una poesia di Lawrence Ferlinghetti, loro amico.

Agrigento (Camera di commercio), "Poesia in Via Atenea", 1993
Agrigento, 1993
Da sx: Nuccio Mula, Vincenzo Milioto, Piero Carbone, Nat Scammacca, Enzo Alessi.

Traapani, casa Scammacca, 1996.
Nat Scammacca con Ben Monreale

1996. Con Nina Di Giorgio Scammacca e e Nat Scammacca


Trapani, Galleria d'arte "L'urlo di Rosaria", 2014
In prima fila, la prima a sinistra, Nina Di Giorgio Scammacca.



Quante cose ci sarebbero da dire su Nat, su Nina! Sullo scrittore, sul poeta, sull"'agitatore' Nat! Sulla sua compagna di vita e di sogni Nina! Tanto è stato detto e scritto, ma molto ancora ci sarà da testimoniare e scrivere. Una vita intensa, la loro.



Links correlati:
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http://www.lasberla.com/Cronaca-trapani/6186-in-ricordo-di-nina-di-giorgio-scammacca#.VOxXPLOG-6o
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https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10205219621723307&set=a.1054504576054.10100.1629014785&type=1&theater
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http://archivioepensamenti.blogspot.it/2014/11/farfalle-trapanesi-una-presentazione-da.html
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http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2012/05/11/il-poeta-beat-trapanese-scammacca-storia-di.html




domenica 22 febbraio 2015

"MONUMENTO AL CORAGGIO" DI CALOGERO RESTIVO



Quando ricevo posta in paese entro in una sorta di ansia perché non vedo l'ora di aprire quella busta o quel pacco e vedere di cosa si tratta o, se lo so, non vedo l'ora di leggere ciò che mi scrivono, di scorrere una rivista, sfogliare il libro di un amico.
- Ma è arrivata? - mi chiedono i mittenti se vedono ritardare la risposta che ne confermi la ricezione. 

A volte non lo so nemmeno io, per saperlo debbo andare in paese, non sempre infatti riesco ad identificare la posta arrivata dalla descrizione che me ne fa mia mamma nella cui abitazione la posta approda come un gabbiano dopo un lungo volo, né mi va di tartassarla con domande precise perché la metterei in ambasce, da pochi indizi però me ne faccio un'idea.

Ma alla domanda, qualche giorno fa,  di Calogero Restivo, non ho saputo rispondere perché la posta a volte resta religiosamente sigillata per  una sorta di rispetto, specialmente se mia madre, da certi indizi o a naso, se la prefigura di una certa importanza, di una certa riservatezza. Il mistero rimane intatto.
Cosicché, all'attesa trepida di Restivo si è aggiunta trepida la mia, non vedendo l'ora di andare in paese per rifornirmi di affetti, di sapori tradizionali e aprire finalmente la busta con il libro atteso.
E in effetti, l'ho trovato, con dedica.



E' stata una piacevole sorpresa, anche se me l'aspettavo, si trattava infatti di una raccolta di poesie, quella che non mi aspettavo era la traduzione in rumeno. "Traducere ín limba română de Daniel Dragominescu, Ana-Maria Oncescu".
L'ho sfogliato, nel giro di qualche ora l'ho letto e vi ho ritrovato l'inconfondibile voce, con il tono e la cadenza di un sentimento antico, di una sensibilità moderna.
Non mi diffondo oltre per non interferire con me stesso visto che della poesia di Restivo mi sto occupando per altri versi.
Tra tante poesie lette, ne ho scelto una per  condividerla con amici e visitatori che bazzicano da queste parti. A loro vorrei dedicarla, a voi, al coraggio di ciascuno.