venerdì 10 aprile 2020

IL CALVARIO PIENO E IL CALVARIO VUOTO. Il Venerdì Santo a Grotte al tempo del coronavirus e come lo aveva rappresentato Renzo Collura nel 1986



Renzo Collura, La croce di carta
Olio su tavla cm 69,5x80

https://www.facebook.com/piero.castronovo.3/videos/2797219040314359/UzpfSTEwMDAxMTU5NjQ4OTcyNTo5ODYwODA1NTUxMjE4MTg/?id=100011596489725
























Le immagini sono relative ai quadri di Renzo Collura 
e agli screen shot della diretta Facebook nel Gruppo L'Osservatorio Grottese
di Piero e Liliana Castronovo,
diretta molto seguita quasi come un rito vicario, sebbene virtualmente.

L'assenza delle persone, del popolo, suscita sensazioni forti, profonde. Mille anni fa non c’eravamo, fra mille anni non ci saremo, nel presente ci è precluso esserci... Terribile!

LU MARI SI L'AGLIUTTI. Canta Alberto Cannatella



Testo e musica: Piero Carbone Voce e arrangiamento per questa interpretazione: Alberto Cannatella, in collaborazione con Tiziana Virzì (tastiere) e Francesco Traina (Cajon). Esibizione in occasione dell'evento «100mila Poeti per il cambiamento» / «100 Thousand Poets for Change» (TPC). Cianciana, Centro sociale "Falcone e Borsellino", venerdì 24.IX.2016 Video amatoriale TESTO LU MARI SI L'AGLIUTTI. Titolo alternativo: Tùmmina tùmmina sunnu li guai. Coro: Tummina tummina sunnu li guai, lu pani è picca e li figli su assai. I Mamma, li turchi sunnu a la marina, cantava anticamenti la canzuna. II Scinnìvanu ccu armi e scimitarri. Sbarcavanu arraggiati comu cani. Coro: Tummina tummina sunnu li guai, lu pani è picca e li figli su assai. III Arrivanu di notti a l’ammucciuni, ammunziddrati ncapu li varcuna. IV Parinu lapi, lapi appizzati nta na vrisca di feli ncatinati. Coro: Tummina tummina sunnu li guai, lu pani è picca e li figli su assai. V L’acqua l’annaculìa. Màncianu luna. Chjinu lu cori ma muorti di fami. VI A Puortu Palu cc’è cu và, o a Pachinu, a Lampedusa, o puru cchjù luntanu. Coro: Tummina tummina sunnu li guai, lu pani è picca e li figli su assai. VII Nuddru li vidi, nuddru li scummatti, lu mari in silenziu si l’aggliutti. Coro: Ummira ummira sunnu li genti campanu muorinu eccu! ppi nenti. (in crescendo, quasi gridato): Ummira ummira sunnu li genti campanu muorinu eccu! ppi nenti. TRADUZIONE ITALIANA CORO Tumoli tumoli sono i guai, / il pane è scarso e i figli son molti. Ombra, ombra sono le genti: campano, muoiono, ecco, per niente. STROFE Mamma, li turchi / son giunti alla marina, / cantava anticamente / la canzone. / Scendevano con armi / e scimitarre. / Sbarcavano arrabbiati / come cani. / Ora arrivano di notte / di nascosto, / ammassati / sopra i barconi. / Sembrano api, api / attaccate / a un favo di miele / incatenate. / L’acqua li dondola. / Mangiano luna. / Pieno il cuore / ma morti di fame. / A Porto Palo c’è chi va, / chi va a Pachino, / a Lampedusa, oppure / più lontano. / Nessuno li vede, / nessuno li cerca, / perché in silenzio / il mare se li inghiotte.

QUI NON TUTTI CI SONO E NON TUTTI LO SONO! Così era. Così è.


QUI NON TUTTI CI SONO E NON TUTTI LO SONO.
Così c'era scritto, e forse c'è ancora, all'ingresso del manicomio di Agrigento.

Quando c'era il manicomio. 

I manicomi ora non ci sono  più, 
almeno nelle forme in cui prima erano concepiti e gestiti, 
ma quell'avvertenza, o monito, rimane ancora valida, 
oltre l'ambito della pazzia e dei manicomi, 
e applicabile in tante e tante altre situazioni e realtà (o specialità).

Smaragdos, Lo scornabecco non è un animale. Parainedito

giovedì 9 aprile 2020

Totò Nocera recita "Diminaglia" con Laura Carbone




Favara, Castello Chiarmontano 2008 Dalla silloge Pensamenti di Piero Carbone, Coppola editore, Trapani 2008

L’evocata immagine della Diminaglia sarà bella forse, ma è la poesia che viene il dubbio sia inattuale. Mientras haya esperanzas y recuerdos, habrá poesía! dice un poeta spagnolo. “Finché vi saranno ricordi e speranze, vi sarà poesia!”. ------------------ E chi potrà sradicare dal cuore dell’uomo le speranze e i ricordi? Esperanzas y recuerdos.------------ Ci ripenso, invoco la Diminaglia, e chiedo: - Diminaglia, Diminaglia, cu ci fita nni la paglia? - La gaddriiina! - Diminaglia, Diminaglia, nni la staddra cu cci rraglia? - Lu sceeeccu! - Diminaglia, Diminaglia, cu è ca ntrezza e ma’ ca sbaglia? - Li baaabbi! - Diminaglia, Diminaglia, cu si cogli li stuppaglia? - Li picciliiiddri! - Diminaglia, Diminaglia, u maritu a cu si piglia? - A la muglieri! - Diminaglia, Diminaglia, ccà s’arridi o si sbadaglia? - Boooh! Brava fusti, Diminaglia, nun sgarrasti mai na vota: si cchjù saggia di ma nannu, e giacchì m’arrispunnisti senza dubbi e senza sbagli, pi stasira mi vastà, iu ti pozzu libbirari. Si quarcunu già t’aspetta, nun lu fari cchjù aspittari. Via! Vatinni ppi lu munnu. E portami na bona nova! - Mantide, Mantide, chi fa l’uovo nella paglia? - La gallina! - Mantide, Mantide, nella stalla chi è che raglia? - L’asino. - Mantide, Mantide, chi è che sempre ci azzecca e mai sbaglia? - Gli scemi! - Mantide, Mantide, chi racimola i tappi (nelle feste)? - I bambini! - Mantide, Mantide, il marito con chi si sposa? - Con la moglie! - Mantide, Mantide, qui si ride o si sbadiglia? - Boooh! Brava, Mantide, sei stata, neanche una volta hai sbagliato: sei più saggia di mio nonno, e giacché hai risposto senza dubbi e senza errori, per stasera può bastare, io ti posso liberare. Se qualcuno già ti aspetta, non lo fare più aspettare. Via! Vai per il mondo. E portami buone nuove.
Quando eravamo piccoli, in campagna, d’estate, davamo la caccia alla “Diminàglia”. Presala, la deponevamo nel cavo della mano, e, stuzzicandola con l’indice, le domandavamo dove si trovasse il Nord.------------ Il povero insetto si dimenava per liberarsi, ma noi, improvvisati sciamani, imperterriti e fiduciosi, continuavamo a porre le nostre domande: dove facesse l’uovo la gallina, chi fosse il più sciocco del paese, se dovesse piovere all’indomani.----------- A mezzo tra gli àuguri latini, che divinavano il futuro interpretando il volo degli uccelli, e gli arùspici greci, che il futuro leggevano nelle viscere degli animali squartati, noi, da esperti seviziatori, sapevamo indovinare la risposta interpretando i disperati “gesti” della Diminàglia. ------------------------------ La Diminàglia o Mantide religiosa, un comunissimo insetto dal collo di giraffa, con due piccoli occhietti fissi in una testina triangolare, mobilissima, era la Sibilla che, dimenandosi, dava risposta a tutto, ai nostri dubbi di ragazzi. Ora non ci credo più alla Diminaglia, interpellata dai ragazzi di altri paesi come Nniminàglia o Miniminàglia: ben altre domande avrei da rivolgerle ed essa non risponderebbe. Ma come si fa a sopprimere il bisogno di fare domande?-------------------------------------- Come si fa a non immaginare domande sulla vita, sulla morte, sull’odio, sulla violenza, sull’ingiustizia, sul cielo, sulla terra, sulla nostra terra? E, planando dalle generalissime questioni, con il passare del tempo, quasi quasi si vorrebbe chiedere alla Diminaglia di dipanare i grovigli delle coscienze e degli interessi che ci stanno dietro inconfessate mire, ipocriti comportamenti, responsabilità inderogabili.---------------------------------------- Nella speranza che gli scatti nervosi della Mantide, senza farsi deviare dai lustrini del potere e del successo, senza mettere in conto calcolati silenzi per tornaconti futuri, saltando l’ostacolo di decoratissimi e impenetrabili paraventi, individuino il marcio e aiutino a togliere di mezzo erbacce e cianfrusaglie metaforiche; nella speranza forse esagerata che i “religiosi” gesti dell’elegante insetto rendano possibile la prosecuzione di un cammino virtuoso che conduca in un paese migliore dove, anche se non scorrerà latte e miele, si potrà cogliere un solidale senso del vivere di persone sincere. ------------------------------------- La Diminaglia non sa, non ha risposte da dare; ma io non so rinunciare ai miei dubbi, anche se potrei costringermi a non fare domande. La poesia è la Diminaglia che cerco e a cui chiedo com’era in Sicilia il passato, come sarà il futuro, perché i mali del presente.---------------------------------- Video amatoriale