sabato 19 gennaio 2019

UN FINANZIAMENTO PER CANCELLARE A RACALMUTO IL MUSEO ETNOGRAFICO. Quando i Progetti, in sé buoni, si sovrappongono



Notizia
E' stato finanziato un centro diurno giovanile  denominato "Il Germoglio di Regalpetra" con la somma di 500.000 (come leggo su La Sicilia) per restaurare e riadattare i locali del'ex Macello e quindi renderlo agibile. Il Sindaco ne sbandiera la notizia urbi et orbi cercando di dare colpi da orbi a chi l'aveva sfiduciato.

https://www.lasicilia.it/news/agrigento/216042/racalmuto-l-ex-macello-comunale-ospitera-un-centro-socio-educativo-per-minori.html?fbclid=IwAR1DP9RglR2HgQMBgl-IJ8gvXIftdcc3u0x21blw1RnCJGgEupSOZcPqcpY

Problema
Vorrei sbagliarmi, ma l'ex macello era stato in precedenza restaurato con la finalità di allocarvi un Museo etnografico. Il nuovo finanziamento, per il restauro dell'ex macello,  di fatto va a sovrapporsi al precedente restauro dello stesso ex macello finalizzato alla realizzazione di un Museo Etnografico, che viene definitivamente cancellato.

Intermezzo
In attesa del Museo mai aperto i locali sono stati dati in affidamento o alla pro Loco o ad associazioni di volontariato per svolgervi attività culturali nonché di accoglienza e promozione sociale  rivolta a extracomunitari nonché a bambini, ragazzi e giovani  a minorenni e  giovani racalmutesi attraverso una molteplicità di laboratori.
Per rispettare lo scopo originario, e le carte, quando, nel periodo in cui sono stato assessore, sono stati concessi i locali alla Pro Loco, ho suggerito e preteso, non senza qualche difficoltà e opposizione, che si indicasse esplicitamente la durata temporale dell'affidamento dei locali appunto per non compromettere lo scopo iniziale del restauro stesso appositamente finanziato, in attesa del Museo etnografico di là da venire. Alla luce dei nuovi fatti, Vine da chiedersi a che cosa è valso lottare per salvare ciò che altri avrebbero bellamente, e non posso pensare inconsciamente, cancellato?
Precisazione
 Pubblico il presente Post non per partito preso o per acritica opposizione fine a se stessa dal momento che la mia "parte" è il paese e plaudo a quanto di buono per esso si fa, da qualsiasi parte venga. Io stesso ho portato avanti, gratuitamente, iniziative culturali durante gli anni di questa amministrazione , con questo sindaco.

Intermezzo bis
Il Sindaco in quattro anni è stato sostenuto e sfiduciato alternativamente dall'originaria maggioranza e dall'originaria opposizione ritrovandosele un anno sì sì e un anno no a sostenerlo o a votargli la sfiducia. Senza parlare della coda finale perché risulterebbe incomprensibile, anche facendo ricorso al più cerebrale racconto di Pirandello: tutti maggioranza e tutti opposizione etc etc etc. E il Sindaco?

Colpi di fioretto (non anonimo né sotto pseudonimo).
Non faccio né l'ho mai fatto come certi giornali e giornalisti sedicenti sciasciani in paese e non solo di paese che hanno enfatizzato ed enfatizzano le imprese dell'amministrazione e del consiglio comunale o della Fondazione Sciascia o di chiunque altro a seconda della loro vicinanza o se in quel frangente hanno le mani in pasta come ad esempio un assessorato o un posto nel consiglio di amministrazione della Fondazione Sciascia etc. attaccando chi si permette di attaccare Sindaco e giunta e consiglieri nel periodo della loro "vicinanza".

Domanda
E' buona politica annullare un finanziamento con un altro, un restauro con u altro, un Progetto con un altro, mentre invece differenziandoli si potrebbero salvare entrambi valorizzando aspetti diversi della nostra cultura, della nostra storia, del nostro patrimonio architettonico?
Mancavano a Racalmuto altri locai da restaurare, come ad esempio l'ex carcere o l'ex ospedale, per valorizzare i due finanziamenti  per due Progetti diversi?
Anche la natura insegna ciò, con la biodiversità.

Conseguenze
Nel 1988, in occasione del Cinquantenario dell'Incoronazione, nelle sale del Castello Chiaramontano non ancora restaurato furono allestite diverse mostre tra cui quella etnografica e tante persone erano disposte a donare i loro reperti messi a disposizione provvisoriamente a patto che venissero esposti permanentemente in un Museo. Ala fine della mostra si è dovuto restituire tutto. Quello che manca purtroppo è il senso della continuità delle idee e dei progetti, realizzati o meno. Si vive alla giornata (o a cicli politico-amministrativi). Anche i contenitori culturali realizzati posterioriormente non hanno avuto miglior fortuna. Non per nulla oggi il paese si trova nelle condizioni che sappiamo
 

Primo step: 16 gennaio 2019
Emilio Messana
Il Comune di Racalmuto si piazza al terzo posto nella graduatoria dell'Assessorato Regionale della Famiglia e delle Politiche Sociali per il finanziamento di un centro socio educativo per minori dai quattro ai diciotto anni. Sarà realizzato nell'ex Macello Comunale con un contributo di cinquecentomila euro per la manutenzione e per l'acquisto di arredi e attrezzature. Tre stanze saranno adibite a laboratori suddivisi per età; previsti un ufficio, una sala conferenza e una sala mensa con annesso bar. La parte esterna è’ tutta attrezzata per palco, sedie e giochi per bambini. Premiata la sinergia tra il rup e progettista del nostro ufficio tecnico, l'arch. Accursio Vinti, e la dott.ssa Carmela Matteliano, che da vicesindaco con delega ai servizi sociali ha curato fasi salienti della progettazione e seguito la partecipazione al bando. La loro competenza e il loro impegno portano alla nostra comunità un'importante infrastruttura destinata ai nostri giovani.
Ancora una volta si conferma l"inconsistenza della mozione di sfiducia promossa da Racalmuto Prima di Tutto contro la sua stessa giunta, che aveva ben amministrato. Insieme alla nuova giunta anche quest'opera sarà portata avanti nell'interesse della nostra città.



Secondo step: 17 gennaio 2019
LU MACELLU
^*^*^
Finanziaru l'ex macellu!
matri mia chi fu bellu
S'addrivigliaru di lu suonnu
tutti li mieriti ora vuonnu?
La giunta vecchia e chiddra nova
ca la froscia nun fu di ova
Lu finanziamentu e' ora granni
e nun cuntanu li danni
Cuomu nenti avissi statu
l'assessuri licinziatu
Ni presenta lu so cuntu
e nun minti certu un puntu
A chi sirvieru tanti sgarri
li baruffi e po' li sciarri
A la fini chi fu' bellu!
la politica di lu burdellu.

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Terzo step: 18 gennaio

Piero Carbone da Racalmuto senza tenere conto che la finalità di restauro dell'ex macello era quello di allocarvi un Museo etnografico (a Racalmuto ve ne sarebbero le ragioni). Per rispettare lo scopo originario, e le carte, quando, nel periodo in cui sono stato assessore, sono stati concessi i locali alla Pro Loco, ho suggerito e preteso che si indicasse esplicitamente la durata temporale dell'affidamento dei locali appunto per non compromettere lo scopo iniziale del restauro stesso appositamente finanziato, in attesa del Museo etnografico di là da venire.
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Giovanni Salvo Al di la delle superflue rime e del proficuo finanziamento. In realta' la cosa peggiore che pare stia accadendo nel nostro amato paese, oltre allo sfollamento, l'incapacita' di assegnare un significato appropriato a persone, luoghi e cose.

Piero Baiamonte Mi ricordo della volontà di istituire/aprire un utile e doveroso museo etnografico nelle sale dell'ex macello comunale, si erano anche realizzati dei pannelli e degli espositori/bacheche in legno con vetro soprastante da poter utilizzare, mi ricordo anche del parco letterario L. Sciascia è dei viaggi sentimentali, itinerari turistici inseriti o da inserire in più ampi circuiti, come anche l'esposizione permanente delle bandiere del cero dei borgesi ma con tutte le didascalie informative sulla realizzazione ben posizionate accanto, la pinacoteca con la opere donate dagli artisti che hanno esposto al Castello Chiaramontano consistente in oltre 70 opere fra pittura, scultura, fotografia, istituita ma ancora da definire, ma anche il museo archeologico che dovrebbe contenere tutti i reperti ritrovati per gli scavi della SS 640 oltre a quelli donati dalla soprintendenza, o neo ed ipotetici musei di là da venire ma che prima dovrebbe essere costituito da solide e "consolidate" basi e nel caso poi innalzarsi o ergersi, etc.. alternanze e cambiamenti istantanei senza una ben definita prerogativa o obbiettivi condivisi non fanno altro che provocare disfunzioni e dispendio di energie...
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Piero Carbone da Racalmuto Nel 1988, in occasione del Cinquantenario dell'Incoronazione, nelle sale del Castello non ancora restaurato furono allestite diverse mostre tra cui quella etnografica e tante persone erano disposte a donare i loro reperti messi a disposizione provvisoriamente a patto che nenissero esposti permanentemente in un Museo. Ala fine della mostra si è dovuto restituire tutto. Quello che manca purtroppo è il senso della continuità delle idee e dei progetti, realizzati o meno. Si vive alla giornata (o a cicli politico-amministrativi). Anche i contenitori culturali realizzati posterioriormente non hanno avuto miglior fortuna. Non per nulla oggi il paese si trova nelle condizioni che sappiamo https://archivioepensamenti.blogspot.com/.../un-museo...
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venerdì 18 gennaio 2019

POSSIBILI "GEMELLAGGI DI GESSO". Parco Regionale della Vena del Gesso (in Emilia Romagna) - Vie del Gesso di Sicilia (in fieri)

Lungo le vie del vino e del gesso. 
Anche in Sicilia non mancherebbero.


Parco Regionale della Vena del Gesso
http://www.brisighella.org
screen shot

Cristalli di gesso. Foto di Eugenio Giannone (Cianciana)


Le Vie del Gesso. 
Comitato Promotore
screen shot

Link
La Via dei Gessi in Sicilia. Video
https://www.youtube.com/watch?v=NJ9wEgzrguk&feature=youtu.be


LE VIE DEL GESSO. Proposta del Comitato Promotore: La Terra promessa è sotto i nostri piedi



Caltanissetta, 16.01.2019 
La Terra promessa è sotto i nostri piedi

C’è una Terra promessa sotto i nostri piedi. E questa terra è fatta di gesso

Da anni Caltanissetta attende di recuperare la sua identità riscoprendo i circuiti minerari legati all’estrazione e lavorazione dello zolfo. Nell’attesa di un sempre procrastinato rilancio della legge regionale per la realizzazione del Parco Geominerario della Sicilia, siamo rimasti fermi, soprattutto nella nostra città. 
A Villarosa, a Valguarnera, a Casteltermini, a Sommatino, a Riesi, a Montedoro, a San Cataldo iniziative private e pubbliche hanno recuperato parte degli impianti di archeologia industriale o del patrimonio etno-antropologico consentendone la fruizione a fini turistici sebbene manchi un sistema di messa in rete. 
Da noi persino la sistemazione di un unicum come il Cimitero dei minatori morti durante l’incidente di Gessolungo del 1881 è parziale e il sito difetta nella gestione.

A pensarci la civiltà dello zolfo è durata un paio di secoli e ha segnato il paesaggio esclusivamente nelle cave. Perché lo zolfo era merce ed era merce che veniva estirpata con il sangue e la fatica e veniva venduta per scopi prevalentemente bellici arricchendo pochi proprietari. 
Invece esisteva in superficie, sopra gli strati di zolfo e sopra quelli di sale, un altro minerale che è stato meno invasivo, meno drammatico nei suoi aspetti socio-lavorativi, un minerale che non è stato narrato: il gesso.

Vero “collante” del nostro territorio è proprio il gesso, balatino, alabastrino, tripolino che sia: da Valguarnera a Partinico, da Villafrati a Sant’Angelo Muxaro, da Marineo a Caltanissetta, da Salemi a Sutera, da Favara a Pietraperzia, da Racalmuto a Montedoro esso cementa un’ampia parte della Sicilia centrale con propaggini importanti in quella occidentale e, ancora oggi, molte cave sono in produzione.

Un minerale che contrassegna siti archeologici, habitat botanici, grotte, forme carsiche epigee o superficiali, serre montuose, regie trazzere, masserie e bagli, centri urbani, cave e relitti di fornaci, pozzi e ovili, decori artistici per l’architettura laica e quella religiosa. 
Un minerale “pacifico”, che non ha causato guerre né direttamente né indirettamente. Molti dei siti siciliani "Natura 2000" (SIC e ZPS) rientrano all’interno della stratificazione gessoso-solfifera e sono già tutelati da apposite norme: basterebbe aggiungere a questi itinerariil ripristino di alcune strade della transumanza, la manutenzione di fornaci, il recupero di antichi mulini in gesso, dei laboratori d’arte, etc..

Un materiale ecologico e duttile come il gesso è oggi alla base di progetti europei per il recupero dei centri storici in Francia e in Spagna, esso, quindi, è un possibile alleato per uno sviluppo sostenibile e per la crescita di un indotto non soltanto turistico.

La proposta delle “Vie del gesso” è emersa all’interno del Convegno "La Sicilia del gesso", svoltosi a Caltanissetta il 12 gennaio 2019 e che ha visto seduti attorno ad un tavolo geologi, naturalisti, architetti, botanici, etnomusicologi, linguisti, imprenditori, docenti, scultori, storici dell’arte. La proposta, avanzata da Amedeo Alberto Falci al termine della sua relazione e immediatamente abbracciata da tutti i presenti, è una proposizione politico-culturale analoga e qualitativamente più ricca del Parco regionale della Vena del Gesso Romagnola, un parco di oltre duemila ettari situato nell’entroterra romagnolo tra Imola e Faenza.

Una doppia scoperta: quella di sentirsi uniti attorno ad un argomento sinora ignorato e, soprattutto, attorno ad un progetto comune al quale si comincerà a lavorare da subito con quanti vorranno aderire mettendosi in contatto con il comitato promotore. 
Un progetto bello e possibile. 

Comitato promotore

Marina Castiglione, Università degli Studi di Palermo
Giuseppe Giugno, PHD e Presidente dell’Associazione culturale Alchimia (Caltanissetta)
Giuseppe Agnello, scultore, docente dell’Accademia delle Belle Arti di Palermo (Racalmuto)
Antonino Anzalone, imprenditore (San Cataldo)
Giovanni Arnone, Presidente Consorzio Universitario di Caltanissetta
Calogero Barba, docente e artista (San Cataldo)
Laura Bonura, docente e socia del CSFLS (Partinico)
Michele Brescia, Associazione mineralogica e della cultura della solfara di Sicilia (Caltanissetta)
Maria Teresa Campisi, Università degli Studi Enna-Kore
Piero Carbone, scrittore (Racalmuto)
Mario Cassetti, architetto e Dirigente scolastico (Caltanissetta)
Enrico Curcuruto, geologo e docente del Liceo scientifico “S. Mottura” (Caltanissetta)
Angelo Cutaia, ingegnere (Racalmuto)
Fiorino Ettore, perito minerario e collezionista di minerali (Caltanissetta)
Amedeo Alberto Falci, ingegnere e naturalista (Caltanissetta)
Manlio Geraci, scultore (Palermo)
Amedeo Giammusso, perito minerario (Caltanissetta)
Lillo Giuliana, scultore (Caltanissetta)
Leandro Janni, Presidente regionale di Italia Nostra Sicilia
Paolo Lo Iacono, Presidente Ordine degli architetti (Caltanissetta)
Francesco Longo, docente del Liceo Scientifico “S. Savarino” (Partinico)
Antonella Mamì, Università degli Studi di Palermo
Vincenzo Ognibene, architetto e scultore (Palermo)
Giuseppe Palumbo, ispettore onorario per i beni culturali del Museo “Antiquarium Arturo Petix”(Milena)
Nino Pardi, docente dell’Istituto “Virgilio” di Mussomeli (Sutera)
ArcangeloPirrello, geologo (Caltanissetta)
Fabiola Safonte, Presidente IRPAIS, Istituto di Ricerca e Promozione delle Aree Interne della Sicilia

giovedì 17 gennaio 2019

ANDARE A SCIACCA CON MAURIZIO PISCOPO PER UN COLPO DI FULMINE, ANZI, UN COUP DE FOUDRE. Accursio Soldano lo sa, lo ha voluto

Nulla di misterioso nell'ammiccante annuncio.
Il passionale e allusivo titolo, semplicemente per anticipare che Giuseppe Maurizio Piscopo mi ha coinvolto nella prossima presentazione a Sciacca del suo ultimo libro Il vecchio che rubava i bambini, pubblicato nell'esclusiva e raffinata collana  "Coup de foudre", ideata e curata da Accursio Soldano.
Che oggi 17 gennaio si parli del  Coup de foudre n. 17, una casuale coincidenza.

Questo Post di anticipazione invece vuole essere un omaggio alla collana Coup de foudre che tanto successo e tanti apprezzamenti sta riscuotendo. Va reso onore a chi dalle nostre parti,  in provincia per giunta e con tutte le difficoltà annesse e connesse, si avventura in una intrapresa editoriale, e lo fa con qualità.










Coup de foudre book
Collana editoriale della Aulino Editore diretta da Accursio Soldano. La collana prevede la pubblicazione di piccole plaquette (da 6.000 ad un massimo di 10.000 battute spazi inclusi). La tiratura sarà limitata a 40 copie numerate a mano e il libro, in caso di esaurimento di copie non sarà più ristampato. Lo scopo è quello di avere brevi racconti di scrittori esordienti affiancati ad altri già noti, in una collana editoriale da collezione. A tale scopo vogliamo evitare racconti che parlino di maghetti, commissari, horror, fantasy, assassini vari, migranti e l’uso di linguaggio volgare perché lo scopo della “collana”, considerata la brevità del racconto, è quello di dare al lettore cinque minuti di relax non disdegnando (se possibile) un sorriso o una riflessione. Nota redazionale della Casa editrice.



Nota su Facebook di Accursio Soldano
 del 13 settembre 2018

Voglio comunicare agli amici lettori ed a chi segue le "uscite" della collana "coup de foudre" che l'elenco diventa sempre più interessante e si arricchisce di autori nuovi (alla prima pubblicazione) molto interessanti e di scrittori già conosciuti al grande pubblico.
Le ultime adesioni al progetto (che adesso non vi svelo) mi riempiono ancor più di orgoglio perché dimostrano che fino ad oggi, nella scelta degli autori pubblicati non ho sbagliato, e tutti hanno dato il loro grande contributo di cultura proponendo racconti diversi fra loro. Tutti bellissimi. Posso dire che, insieme agli autori coup de foudre, che ringrazio, abbiamo fatto un BUON LAVORO di promozione culturale.
Ma le novità non mancano! Ottobre, Novembre e Dicembre saranno mesi bellissimi!
 






In attesa di parlare del libro mi piace annotare che, con Maurizio  Piscopo, ormai è un assodato sodalizio: precedentemente siamo stati alla Feltrinelli di Palermo e al Circolo Unione di Racalmuto per la presentazione del libro La maestra portava carbone scritto in collaborazione con Salvatore Ferlita, e recentemente al Convegno di  Caltanissetta "La Sicilia del gesso" dove, tra l'altro, abbiamo presentato il nuovo canto Vita di issara assieme alla Compagnia di canto e musica popolare favarese.




Link correlati:
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Intervista ad Accursio Soldano (TGCOM24/Cultura)
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Francesca Gallo intervista Maurizio Piscopo (Teleradio Sciacca)

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