giovedì 14 giugno 2018

MUSICA E PITTURA TRA SALE E ZOLFO. Il quadro donato da Mariella Ramondo

ph ©archivioepensamenti

Quando Mariella Ramondo ha ascoltato Deci, cientu citaleni, un accorato canto ispirato al duro e rischioso lavoro nelle nostrane miniere di sale e zolfo,  ha subito pensato al suo quadro e maturato il proposito che non poteva trattenerlo ancora e solo per sé ma avrebbe voluto condividere la sua  rievocazione pittorica con altri.

In realtà, il quadro, dedicato anch'esso ai lavoratori delle miniere di una volta,  era stato esposto in diverse mostre, ma nel donarmelo ha voluto congiungere quasi fisicamente il quadro al canto per rafforzare, con diverso linguaggio,  le stesse emozioni, lo stesso messaggio. Destinatario ideale pertanto è anche il coautore per la parte musicale di Deci, cientu citaleni ovvero il maestro Domenico Mannella.

Ma questo dono ambisce ad una ulteriore meta dal momento che gli autori provengono da una realtà mineraria che dovrebbe coltivare ancora di più, e istituzionalmente, la memoria dei nostri padri che nel passato hanno lavorato nelle gallerie e nei cunicoli delle nostre miniere purgando sostentamento per sé, ricchezze per gli altri, a costo di sofferenze, malattie e morte.

Alcuni paesi (il mio, purtroppo,  manca in questo elenco virtuoso) hanno musei  e percorsi tematici, altri potrebbero apprestarsi a realizzarli ).

Magari in uno di questi il quadro di Mariella Ramondo potrebbe trovarvi collocazione ideale.


E intanto, grazie.



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In occasione di "Panormus - La scuola adotta la città", sabato 19 maggio 2018.
L'ex mulino del sale San Filippo,  dove ho ricevuto per felice casualità il quadro, si trova all'angolo tra  via San Ciro e via Re Federico a Palermo ed è stato da poco restaurato mantenendo l'identità di museo di se stesso, ha anche la valenza di contenitore culturale di cui usufruisce il quartiere Brancaccio. 



Il mulino del sale San Filippo prima del restauro
ph ©piero carbone

Il mulino del sale San Filippo prima del restauro, tra via San Ciro e via Re Federico;
davanti al mulino si trovano le statue dedicate a san Gaetano da Thiene e a Padre Pino Puglisi
ph ©piero carbone



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Mariella Ramondo, Fatica - Storie e Preghiere, Settembre 2007, Palermo.
Olio su tela 77x86 cm.


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Il canto "Deci, cientu citaleni". 
Alcune interpretazioni
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1
Coro Terzo Millennio
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2
Piera Lo Leggio

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3
Angelo Indaco










Foto di Mariella Ramondo e Domenico Ortolano, tranne quelle diversamente indicate.

mercoledì 13 giugno 2018

"SUCA": IL CAMMINO DI UN VARIEGATO "MESSAGGIO" DAI MURI IN UNA TESI DI LAUREA. Se ne parla oggi alla Biblioteca Comunale Decentrata di Brancaccio a Palermo



Condivido il messaggio promozionale dalla bacheca facebook di Teresa Milia, responsabile della Biblioteca decentrata Brancaccio nonché attivissima organizzatrice con altri della presentazione del libro. 

Sponsors: Comune di Palermo, Sistema Bibliotecario - Spazi etnoantropologici e archivio cittadino, Associazione di promozione sociale "Castello e Parco di Maredolce", Palermo 2018 Capitale Italiana della Cultura.


Le pagine di questo libro che vi presentiamo vogliono essere un punto di partenza per l'analisi di questo fenomeno, sia a livello linguistico che antropologico e sociale, ma anche e soprattutto a livello accademico cercando di penetrare ad un livello sempre più profondo individuando tutte le sfumature che abbracciano ambiti che vanno dalla semiotica alla sociolinguistica, dal marketing alla psicologia comportamentale, per dare al "suca" la legittimità che gli spetta in quanto segno in grado di significare sfumature diverse, e tuttavia coerenti tra loro, della nostra cultura, rimarcando l'importanza di un'esclamazione che, nella sua simpatica volgarità, è il simbolo della ribellione di un popolo.


Vi aspettiamo numerosi alla Biblioteca di Brancaccio mercoledi 13 giugno 2018





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martedì 12 giugno 2018

CON UOVA O PAN GRATTATO? SEMPRE FRITTATA È. Smaragdoserie



Quando la supponenza si conurba all'ignoranza, la frittata è servita e può sapidamente appellarsi, con voce dialettale, fròscia


Il termine dialettale, al femminile, non fa altro riferimento se non alla frittata in tutte le sue varietà: in fròscia, rispetto alla parola "frittata", cambia soltanto il suono ma rimanda con più icasticità alla maestria delle frittate delle nostre nonne, preparate soprattutto con uova genuine di galline ruspanti.

Insomma, al posto delle uova antiche, supponenza e ignoranza moderne nature nature

Semplice o elaborata, sempre frittata è.

SMARAGDOS, Lo scornabecco non è un animale. Parainedito



Referenze








NON SOLO PITTURA ALLA GALLERIA "L'URLO DI ROSARIA" A TRAPANI. Conferenza conclusiva di Marco Scalabrino, canzoni di Alberto Noto

A conclusione del ciclo di relazioni su alcuni autori siciliani con la conferenza di Marco Scalabrino su Giovanni Meli e dei seminari di arti plastiche organizzati dalla Galleria d'arte "L'urlo di Rosaria" di Trapani, Alberto Noto ha recitato alcune tra le più famose poesie dell'abate Meli e con il gruppo musicale "Ciauru di Sicilia" ha intrattenuto l'uditorio con alcune canzoni tra cui l'ode meliana La vucca musicata da Francesco Paolo Frontini.

In anteprima, ha proposto anche la mia canzone Lu mari si l'agliutti che sarà accolta stabilmente nel suo repertorio e verrà inserita prossimamente in un CD. Grazie.















ph ©piero carbone


OMAGGIO A GIOVANNI MELI
Alberto Noto canta La vucca
Parole di Giovanni Meli. Musica di Francesco Paolo Frontini






lunedì 11 giugno 2018

RIEVOCAZIONI DI PAESE: L'INCORONAZIONE DELLA MADONNA DEL MONTE E IL GEMELLAGGIO CON CASTRONOVO. Il cronista omissivo e l'assessore smemorato

Si legge in questi giorni in un giornale on line ma di radicamento locale la rievocazione della incoronazione della Madonna del Monte a Racalmuto nel 1938 e anche quella del cinquantenario nel 1988.
L'autore è precisino con l'evento lontano del 1938 e superficialissimo e approssimativo con quello più recente del 1988: sia corretto, vien da dire, si documenti, informandosi anche con coloro che l'evento del 1988 hanno progettato e contribuito a realizzare e non sia smemorato come quell'assessore di sua conoscenza strettissima  (o sono la stessa persona?) che nel rievocare il trentesimo anniversario del gemellaggio con Castronovo di Sicilia ne ignorò inspiegabilmente gli artefici: il passato non toglie nulla al presente. O no?