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Blog di Piero Carbone (da Racalmuto, vive a Palermo). Parole e immagini in "fricassea". Con qualche link. Sicilincónie. Sicilinconìe. Passeggiate tra le stelle. Letture tematiche, tramite i tags. Materiali propri, ©piero carbone, o di amici ospiti indicati di volta in volta. Non è una testata giornalistica. Regola: se si riportano materiali del blog, citare sempre la fonte con relativo link. Contatti: a.pensamenti@virgilio.it Commenti (non anonimi). Grazie
sabato 30 settembre 2017
venerdì 29 settembre 2017
PIANGERE CON PRÈVERT, IN TANTE LINGUE. Anche in siciliano
Déjeuner du matin/Colazione del mattino - Jacques Prévert
Scritto da © Maria34 - Mer, 13/10/2010 - 19:07
Il a mis le café
dans la tasse
il a mis le lait
dans la tasse de café
il a mis le sucre
dans le café au lait
avec la petite cuiller
il a tourné
il a bu le café au lait
et il a reposé la tasse
sans me parler
il a allumé
une cigarette
il a fait des ronds
avec la fumée
il a mis les cendres
dans le cendrier
sans me parler
sans me regarder.
Il s'est levé
il a mis
son chapeau sur sa tête
il a mis son manteau de pluie
parce qu'il pleuvait
et il est parti
sous la pluie
sans une parole
sans me regarder.
Et moi, j'ai pris
ma tête dans mes mains
er j'ai pleuré
*
Colazione del mattino
Lui ha messo il caffè
nella tazza
ha messo il latte
nella tazza di caffè
ha messo lo zucchero
nel caffelatte
con il cucchiaino
ha mescolato
ha bevuto il caffelatte
e ha posato la tazza
senza parlarmi.
ha acceso una sigaretta
ha fatto dei cerchi
con il fumo
ha messo la cenere
nel portacenere
senza parlarmi
senza guardarmi.
Si è alzato
ha messo
il cappello sulla testa
ha messo
l'impermeabile
perché pioveva
ed è partito
sotto la pioggia
senza una parola
senza guardarmi.
Ed io, ho preso
la testa fra le mani
ed ho pianto
poesia di Jacques Prévert
traduzione in italiano di Maria
Luisa Prodon
Di matina, latti e cafè
Fici ca…
iddru
misi lu cafè
nni la cìchira
a lu cafè nni la cichira
ci iuncì lu latti
ci misi lu zuccaru
l’arriminà
ccu lu cucchiainu
e si vippi lu latti ccu lu cafè
po
pusà la tazza
senza dirimi mancu na palora
addrumà na sicaretta
e ccu lu fumu
addisignà circa nt’allaria
pusà la cinniri
nni lu portacinniri
senza parlarimi
senza taliarimi.
Si susì
si misi
lu ccappieddru ntesta
si mpilà lu mpermeabili
pirchì chiuviva
e si nni jì sutta l’acqua
senza dirimi mancu na palora
senza darimi mancu na taliata.
E iu, misi
li mani nni li capiddri.
E mi misi a chianciri.
Traduzione in
siciliano di Piero Carbone
mercoledì 27 settembre 2017
QUANTE VITTIME DEL NEPOTISMO ALTRUI? Una riflessione di Ottavio Navarra sul recente scandalo del nepotismo nelle Università italiane
E' triste consolazione apprendere che del nepotismo nelle università italiane, di cui si vociferava da tempo, se ne sia occupata recentemente la magistratura con arresti e condanne. Il danno nei confronti dei potenziali meritevoli è stato consumato negli anni tante e tante volte oramai. Anche nei confronti della società.
Eppure, l'accademia, finanziata con soldi della collettività, dovrebbe rappresentare il campo della libera ricerca, dell'eccellenza svincolata da condizionamenti di qualsiasi genere, frutto e strumento di democrazia. Invece...
Ottavio Navarra affiggeva manifesti nel 1990, denunciando pratiche di nepotismo, ma quest'aria si respirava anche nei lustri precedenti, lustri che non facevano lustro all'università se è vero che il nepotismo non doveva essere soltanto o per forza di sangue ma, secondo voci di corridoio, poteva essere anche amicale o trasversale: un'amica diletta o un amico di letto poteva scavalcare falangi di potenziali concorrenti. Quante intelligenze meritevoli ne sono state, ingiustamente, scorrettamente, vittime?
Un criterio selettivo, diciamo così, che, anche come semplice diceria, faceva male, non solo in astratto alla dignità accademica ma diffusamente ai tanti studenti che potenzialmente avrebbero potuto meritare ciò che altri conseguiva o soffiava con metodi impropri. Ottavio Navarra li stigmatizza in una sua nota pubblicata ieri su facebook che qui ripropongo.
Piero Carbone
Un criterio selettivo, diciamo così, che, anche come semplice diceria, faceva male, non solo in astratto alla dignità accademica ma diffusamente ai tanti studenti che potenzialmente avrebbero potuto meritare ciò che altri conseguiva o soffiava con metodi impropri. Ottavio Navarra li stigmatizza in una sua nota pubblicata ieri su facebook che qui ripropongo.
Piero Carbone
Da facebook:
Era il 1990
di
Ottavio Navarra
Il merito una parola declamata senza valore. Altro che ascensore sociale. Sempre e ovunque era così? No. Ma questa era una regola larghissimamente applicata.
L'accesso a qualsiasi ruolo passava dall'antica catena mediovale del vassallaggio.
2017. Università di Palermo.
Eppure è qui in Sicilia che si è pensato di puntare sulla classe accademica come modello di competenza e qualità.
Qui da dove vi scrivo, è la terra con l'indice più alto di abbandoni scolastici, dove la rete scolastica è inadeguata e insufficiente, dove il tempo pieno è una chimera, dove il diritto allo studio non ha neanche un suo testo organico, dove sono state tagliate borse di studio e di ricerca, dove i dottorandi diminuiscono, dove i neo laureati volgono immediatamente lo sguardo oltre l'isola.
E tutto ciò malgrado tanti, insegnanti, docenti universitari, personale impegnato nella filiera scolastica fa tutto il possibile ogni giorno e con sacrifici enormi e che è stato umiliato in tanti recenti provvedimenti legislativi.
Nell'avvio di questa mia esperienza regionale non fu un caso, e non lo è oggi, a maggior ragione, l'avere annunciato che uno dei primi atti sarà il deposito all'Ars di una legge organica sul diritto allo studio in Sicilia.
Chi ha responsabilità deve comunque sapere che è per loro che suona la campanella, per la loro ignavia e il loro girarsi dall'altra parte.
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http://livesicilia.it/2017/09/25/concorsi-diritto-tributario-professori-siciliani_891240/
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http://www.grandangoloagrigento.it/inchiesta-su-concorsi-truccati-alluniversita-spunta-il-nome-di-un-professore-agrigentino/
2017. Università di Palermo.
Una inchiesta travolge pezzi importanti della sua università.
Le accuse?
Nella sostanza quello che noi denunciavamo già circa 25 anni fa.
Nessun mistero in questa inchiesta ma un metodo largamente applicato resistito negli anni e che svela quanta strada ci sia ancora da fare.
Eppure è qui in Sicilia che si è pensato di puntare sulla classe accademica come modello di competenza e qualità.
Ed allora chiedo: quali iniziative i Magnifici che si sono succeduti hanno messo in atto per arginare questi fenomeni?
E' ovvio che occorrerebbe riformare l'intero sistema del reclutamento e che questo compito non sia affidato a singole figure ma, e lo dico con sincera curiosità, cosa è stato fatto in questa direzione?
Qui da dove vi scrivo, è la terra con l'indice più alto di abbandoni scolastici, dove la rete scolastica è inadeguata e insufficiente, dove il tempo pieno è una chimera, dove il diritto allo studio non ha neanche un suo testo organico, dove sono state tagliate borse di studio e di ricerca, dove i dottorandi diminuiscono, dove i neo laureati volgono immediatamente lo sguardo oltre l'isola.
E tutto ciò malgrado tanti, insegnanti, docenti universitari, personale impegnato nella filiera scolastica fa tutto il possibile ogni giorno e con sacrifici enormi e che è stato umiliato in tanti recenti provvedimenti legislativi.
Nell'avvio di questa mia esperienza regionale non fu un caso, e non lo è oggi, a maggior ragione, l'avere annunciato che uno dei primi atti sarà il deposito all'Ars di una legge organica sul diritto allo studio in Sicilia.
Chi ha responsabilità deve comunque sapere che è per loro che suona la campanella, per la loro ignavia e il loro girarsi dall'altra parte.
schermata facebook 26 IX 2017
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ph ©piero carbone (giugno 2017, "Una marina di libri" all'Orto Botanico)
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