domenica 19 marzo 2017

PER LA FESTA DEL PAPÀ, UNA POESIA (CON RICORDI DEL "SERRONE")

Auguri, papà! Quelle rose...



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MALEDETTI TOSCANI? MA QUANDO MAI! Dissimulata dichiarazione d'amore di un artista donchisciottesco che in Toscana ci vive: Salvatore Romano

Lucia
Perché parli così, figliuol mio!

Turiddu
Oh! nulla! 
E' il vino che mi ha suggerito!


A questo dialogo fra madre e figlio mi è corsa subito la mente quando ieri ho letto su facebook le dichiarazioni di Salvatore - che in dialetto siciliano è detto Turiddu) - Romano nei confronti della "sua" Firenze.
A volte è il troppo amore che ci fa vaneggiare che in dialetto siciliano con la stessa accezione si dice "sparlare". 

Ebbene, Salvatore Romano, che da una vita ormai vive e opera in Toscana,  "sparla" ovvero  camuffa il suo amore per Firenze facendosi velo dei fiorentini ma in fondo trapela proprio ciò che vorrebbe camuffare come in Turiddu l'amore per sua madre, addossando il suo vaneggiamento al vino. 
Eppure, così come per Turiddu nella Cavalleria rusticana "in vino veritas", nel caso dell'artista Salvatore Romano un altro amore viene dissimulato perché "in arte veritas".  


Autoritratto del 2001 (opera distrutta da atto vandalico)




Salvatore Romano
12 ore fa ·
E' innegabile dire che avere a che fare con i fiorentini sia alquanto difficile, problematico. Io siciliano, con loro, ho poco e nulla di simile, sono spesso arroganti, prepotenti, perché no? Anche ignoranti, spesso volgari nel linguaggio, non hanno peli sulla lingua ed è difficile che ti facciano entrare in casa loro, mentre sono sempre disponibili ad entrare nella tua. 

Prova ad invitarli a cena, non riceverai mai un rifiuto. Un favore che gli chiedi te lo fanno solo se capiscono che potrai ricambiarlo, non hanno il senso dell'amicizia come lo abbiamo noi meridionali. Vogliono ma non danno. Poi sono superiori a tutti, prima ci sono loro e poi gli altri. 
Ovviamente con me si son dovuti ridimensionare, sin da subito mi son posto su uno scalino più alto del loro e cosi mi son salvato. Per difendersi in questa terra bisogna mettersi sulla difensiva, se ti vedono debole sei spacciato. 
Sono furbi, sanno fare i loro interessi, non si muovono per nulla. Potrei continuare ma penso di essermi fatto abbastanza nemici per stasera. Però c'è un però: saranno pure stronzi ma Firenze è la terra dei grandi del Rinascimento e non solo. 

Io cammino per queste vie e non posso non pensare che prima di me queste strade sono state calpestate da Pico della Mirandola, Lorenzo il Magnifico, Cosimo, Brunelleschi, Giotto, Michelangelo, Leonardo, Botticelli, Cellini e tanti tanti altri, perfino quel delinquente, che hanno fatto santo del Savonarola che chissà quanta bella arte ha bruciato. Ditemi voi se in questa disamina non ci avete visto in qualche punto i comportamenti di noti politici di oggi, io credo di si. 

Insomma, io amo Firenze e ci vivo bene.

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Commenti
Piero Carbone da Racalmuto Io son di Prato, m'accontento esser di Prato, e se non fossi nato pratese vorrei non esser venuto al mondo... diceva quel "maledetto toscano" di Curzio Malaparte in quell'opera musicale che è "Maledetti toscani". Da quello che dici, come dargli torto?
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Piero Carbone da Racalmuto Ciao, Salvatore, posso pubblicare la tua nota sul blog?
Mi piaceRispondi111 h
Salvatore Romano libero Piero, non chiedermi il permesso
Salvatore Romano Grazie a te Piero, ti auguro la buonanotte


Opere a china di Salvatore Romano


Salvatore Romano, The isle of the dead n. 3 (china 100X70)



Don Chisciotte in città, 90X52 2001

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venerdì 17 marzo 2017

A PRIMAVERA BRANCACCIO IN POESIA. In Biblioteca per la Giornata Mondiale della Poesia



Odi et amo. Quare id faciam, fortasse requiris. 
Nescio, sed fieri sentio et excrucior. 
Gaio Valerio Catullo, Carme 85



Ti vuogliu e ti schifìu, amuri miu.

Forsi tu t'addumanni comu fazzu.
Ad essiri sinceru nun lu sacciu.

Sacciu chi s'affanna l'arma mia:
na spingula la pungi e la crucìa.

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...con traduzioni edite e inedite,
da Gaio Valerio Catullo, Gustavo Adolfo Bécquer, Rafael Alberti...
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INVITATION


La Biblioteca Decentrata di Brancaccio e l'Associazione "Castello Maredolce" 

invitano

 all'evento "Guardando il Mediterraneo"

21 Marzo 2017 - ore 16,00.

Sala di lettura Biblioteca Brancaccio




giovedì 16 marzo 2017

archivio e pensamenti: UN TEATRO E TRE TENORI A RACALMUTO

archivio e pensamenti: UN TEATRO E TRE TENORI A RACALMUTO

COMPETENZE MUSICALI DEI CONSIGLIERI
E COMMISSIONE SVUOTATA PRIMA DI RIEMPIRLA

L'Assessore alla Cultura di Racalmuto mi ha telefonato a Palermo circa un mese fa per manifestarmi l'intenzione di includermi, assieme ad altri, in una Commissione per suggerire nomi di racalmutesi meritevoli di essere ricordati, per particolari meriti, in modo da non dimenticare nessuno ed evitare critiche per eventuali omissioni o dimenticanze.

Nell'attesa, leggo sulla stampa on line e qualche blog locali, che il consiglio comunale approva la sua proposta di intitolare una via al cantante Salvatore Puma e  che, nell'anniversario della morte, ne ricordano la figura  gli stessi consiglieri.
Senza volere negare sensibilità e competenze musicali ai consiglieri, avrei trovato consono un ufficiale coinvolgimento di competenti racalmutesi viventi, meritevoli di essere presi in considerazione, come il maestro Domenico Mannella.

Se poi, nelle more della formazione della suddetta Commissione, l'Assessore pro tempore alla Cultura si va intestando le intitolazioni di strade a questi e a quello, da lui ritenuti meritevoli, la Commissione a che cosa servirà mai? 

martedì 14 marzo 2017

IL "MANDORLO" IN FOTO DI GIOVANNI SALVO È ANDATO A FINIRE SUL GIORNALE


Così scriveva ieri il mio amico Giovanni Salvo sulla sua bacheca facebook:


"Apprendo con immenso piacere che il "Giornale di Sicilia" domani pubblichera' alcune delle mie foto scattate nel corso della sfilata del Mandorlo in Fiore.
Onorato!! grazie al direttore Bugea per averle apprezzate."


Oggi, puntualmente, è uscito il giornale con alcune sue foto già pubblicate su fb e molto apprezzate.  Senza particolari apparecchiature sofisticate ma con la fotocamera di un buon cellulare, Giovanni,  armonizzando occhio, taglio e colore, ha impresso il suo sguardo sul Mandorlo che, avallato e divulgato da un organo di stampa molto popolare, è diventato quello di tutti, degli assenti ma anche dei presenti che hanno visto con i loro occhi.






























ph ©Giovanni Salvo