Il politico Lillo Bongiorno voleva affidare la Fondazione Sciascia a chi oggi dice che di Sciascia non ne può più e prima in compagnia di Cavallaro e di altri sodali, in Fondazione, faceva passerella: allora Sciascia andava bene.
Andavano bene le importanti conoscenze di personaggi di passaggio, estimatori di Sciascia.
Ora, niente più Sciascia, altro fa tendenza: "Sono le cantine con i nuovi vini che «fanno tendenza», la birra artigianale «Minchia»..."(Pierluigi Battista sul Corriere della Sera on line, 18 febbraio 2017, "La Sicilia che fa fuori Pirandello").
E meno male che quella volta, come avrebbero voluto sciasciani ora pentiti, non si è cambiato il nome del teatro togliendolo alla Regina Margherita per intestarlo a Sciascia, altrimenti si sarebbe dovuto fare marcia indietro, togliendolo con malosgarbo a Sciascia, per intestarlo a qualcuno o a qualcosa che modernamente fa tendenza.




























Rafael Alberti, “A galopar”
las grandes, las solas, desiertas llanuras.
Galopa, caballo cuatralbo,
jinete del pueblo,
al sol y a la luna. ¡A galopar,
a galopar,
hasta enterrarlos en el mar! A corazón suenan, resuenan, resuenan
las tierras de España, en las herraduras.
Galopa, jinete del pueblo,
caballo cuatralbo,
caballo de espuma. ¡A galopar,
a galopar,
hasta enterrarlos en el mar!
que es nadie la muerte si va en tu montura.
Galopa, caballo cuatralbo,
jinete del pueblo,
que la tierra es tuya.
a galopar,
hasta enterrarlos en el mar!