mercoledì 12 ottobre 2016

PERCHÉ? Del senso della storia, di Garibaldi: lo sanno alla GAM

Un dialogo stoico mai rivelato. 
Con conseguente epilogo

- Domani, a Palermo!
- O all'inferno!
- No, Nino, 
domani sul lapino!

Da Gibilrossa
 avanzando a Palermo
Garibaldi scese dal cavallo.
E si immortalò.






ph ©pierocarbone (installazione alla Galleria d'Arte Moderna di Palermo, 5 ottobre 2016)

martedì 11 ottobre 2016

INNO DI MAREDOLCE

Il 30 settembre 2016 è stato presentato ufficialmente l'Inno di Maredolce




L’Inno nasce su proposta del dirigente Vito Pecoraro per un desiderio maturato in occasione della prima edizione “Palermo in tutte le lingue” quando alcuni docenti si sono cimentati come attori, cantanti, compositori.




Per ascoltare l'Inno cliccare il seguente link:


https://www.youtube.com/watch?v=hsYW7QgCZR8


La musica eseguita coralmente e il testo cantato in italiano e in siciliano nonché tradotto in arabo vogliono rappresentare in senso proprio e figurato l’accoglienza, il carattere comprensivo dell'Istituto Comprensivo Statale "Maredolce" che abbraccia infanzia, primaria e secondaria di primo grado ma anche il travalicamento geografico dei confini linguistici, la proiezione nel futuro senza ignorare la ricchezza del multiforme passato.

Il nome "Maredolce", che rimanda a un monumento emblematico di Palermo per le sue origini e vicissitudini, identifica l'Istituto scolastico che ha cercato di valorizzare e di fare apprezzare il Castello o Palazzo o Reggia di Maredolce quando ancora, negletto e abbandonato, in città solo pochi appassionati se ne interessavano e cercavano di  promuoverlo. 

Con decreto prot. n. 3110/usc/rep. I del 18/7/2013 dell'Ufficio XV - Ambito territoriale per la Provincia di Palermo, l'Istituto Comprensivo Statale "Quasimodo-Oberdan" assumenva l'intitolazione di Istituto Comprensivo Statale "Maredolce"



INNO DI MAREDOLCE


I
Tra Brancaccio e la Guadagna
C’è un giardino assai virtuoso
Tra Ciaculli e Buonriposo
Si può vivere e sognare

Rit.
Maredolce per sognare
Maredolce per partire
Maredolce per restare
Con lo studio si può fare.

II
Maredolce è il nostro nome
Dolce mare di memorie
Nel passato nelle storie
Riscopriamo identità

Rit.

III
La speranza dà le ali
l’accoglienza ci affratella
è la vita ancor più bella
bimbi adulti d’ogni età.

Rit.

IV
A Palermu c’è un tesoru
Ca si chiama Mariduci,
lu lassaru, lu truvammu,
grazii all’Arabu-normannu.

Rit.
Mariduci pi sunnari
Mariduci pi partiri
Mariduci pi ristari
Cu lu studiu si pò fari.


Traduzione in arabo di Soumaya Bourougaaoui Chabbi




Da sx: 
Damiano Sabatino, Lucio Greco, Domenico Ortolano (Presidente Associazione "Maredolce"), Giusi Vitale, Vito Pecoraro (Dirigente I.C.S. "Maredolce"), 
Giulio Pirrotta (Presidente Associazione "Ballarò significa Palermo") , 
Nancy Luppina, Piero Carbone, Maridina Saladino


Link correlati:

I video postati su you tube di cui si riportano i link in questo post sono di Antonello Scarpulla:

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Cerimonia d'Intitolazione dell'I.C.S. "Maredolce" Palermo - 30 Ottobre 2013



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I Paradisi dei Re

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Corteo storico a Maredolce

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Il castello di Maredolce in uno spot di tre minuti
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Link del blog correlati:
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lunedì 10 ottobre 2016

LA PAROLA "NFUSCU". Per dire in poesia "stormi di... pensieri neri"






nfuscu



"D'où vous vient, disiez-vous, cette tristesse étrange..."
Charles Baudelaire, Les fleurs du mal

Da dove risale - chiedevi - questa tristezza strana...



Nfuscu lu vitti lu cielu a jinnaru
Nfuscu lu vitti lu cielu a frivaru

Aspiettu sempri ca veni ddru misi 
Nfuscu lu viju lu ma paisi

Nfuscu lu vitti, nfuscu lu viju
O canciu occhiali o canciu… misi.

Palermo, 30 settembre 2014

©piero carbone


FOSCO. Plumbeo mi è apparso  il cielo a gennaio / plumbeo mi è apparso il cielo a febbraio // attendo sempre che venga un bel mese / plumbeo a me sembra il mio paese // plumbeo l'ho visto, plumbeo lo vedo / o cambio occhiali o cambio… mese.





ph: pierocarbone (Ottocento siciliano, GAM - Galleria d'Arte Moderna "Empedocle Restivo" - Palermo, 5 ottobre 2016)

domenica 9 ottobre 2016

L'INFORMAZIONE COME UNA TORTA? Smaragdos sui giornalisti pasticcieri




Certo giornalismo "paesano" dissemina e omette accenti, virgole e dati ovvero notizie come se fossero smarties colorati su una torta di compleanno. E si capisce che ognuno ha le sue preferenze di colore. Solo che nel giornalismo la torta non è per il compleanno proprio. (E attenti al colesterolo).

Smaragdos, Lo scornabecco non è un animale. Parainedito

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pasticcière (o pasticcère) s. m. (f. -a) [dal fr. pâtissier, ant. pasticier, der. di pâtis (ant. pastizpastis) «pasticcio»]. – 1. a. Chi provvede alla produzione (preparazione, lavorazione, cottura e decorazione) dei varî tipi di dolci appartenenti alla pasticceria, sia in proprio per la vendita al pubblico, sia alle dipendenze di un’industria dolciaria, di un laboratorio, oppure in grandi alberghi, su navi, e sim. Anche, chi ha negozio di pasticceria. b. Con funzione di agg. femm., nella locuz. crema pasticciera (propr. «del pasticciere, per pasticceria»), crema preparata con latte, tuorli d’uovo, zucchero e farina, aromatizzata prima della bollitura con vaniglia e scorza di limone; viene per lo più usata per farcire torte e riempire bignè o sim. Con aggiunta di cioccolato solubile o in polvere, oppure di caffè solubile, si può ottenere la crema al cioccolato e rispettivam. la crema al caffè2. Nel gergo delle compagnie teatrali del Settecento, il capo della compagnia specializzata nella rappresentazione dei cosiddetti pasticci (v. pasticcio, n. 3).
http://www.treccani.it/vocabolario/pasticciere/


Nell'immagine, particolare di un'opera esposta alla GAM - Galleria d'Arte Moderna "E. Restivo" di Palermo

sabato 8 ottobre 2016

STORIE E PERSONAGGI: INTERVISTA A MICHELANGELO GARLISI. Dalla tesi di laurea di Lucrezia Salemi

Come programmato, dopo le interviste a Clemente (Dino) Casuccio e a Federico Martorana, pubblico la terza delle cinque interviste raccolte nell'Appendice alla Tesi di laurea "Storia di Racalmuto dal 1943 al 1980, discussa  da Lucrezia Salemi nell'anno accademico 1992-1993, relatore il prof. Francesco Renda.




Anche piccoli frammenti, 
così come avviene in archeologia,
  possono rimandarci significativamente a un mondo che può sembrare sempre più lontano
anche se relativamente prossimo. 
E rivelarci riverberi inaspettati, chicche, come quella sul prof. Francesco Renda
che forse ci rimanda, alla stregua delle favole, ad una morale: tutti uguali, tutti diversi.

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Intervista a Clemente (Dino) Casuccio

Intervista a Federico Martorana