giovedì 23 giugno 2016

DI DISEGNI INEDITI (!) E DI LETTERE INEDITE (!) SI TRATTA. Corrispondenza di Jean Calogero con Leonardo Sciascia


Svelato il misterioso rimando del post di ieri.

Lo annuncia Nicolò D'Alesssandro sul profilo facebook del Gruppo 
Amici del Museo del Disegno:

Eccoci, come promesso, 
dopo la mostra del maestro incisore Gino Merlina, 
al nuovo appuntamento con i disegni inediti di Jean Calogero, 
artista di valore internazionale. 

Grazie alla collaborazione dell’"Archivio Jean Calogero" ad Acicastello
saranno presentate le lettere inedite di Jean Calogero e di Leonardo Sciascia
con una nota critica inedita.
Inaugurazione 2 luglio 2016 ore 18.00.
Conversazione con lo scrittore Piero Carbone di Racalmuto.

Saranno presenti all’inaugurazione
la figlia del Maestro Patrizia Calogero, 
lo scrittore Pietro Longo, 
e Luigi Nicolosi contemporary art advisor.

La mostra è visitabile dal 2 al 20 luglio 2016
al LABORATORIO MUSEO DEL DISEGNO 
via Mogia, 8 Palermo, 
solo per appuntamento telefonico tel. 091 322030 - cell. 324 6930846
per informazioni: (mail: museodeldisegno@virgilio.it)


La locandina




L'annuncio su fb
Il sito ufficiale di Jean Calogero

mercoledì 22 giugno 2016

IL PACCO MISTERIOSO. Lo ha portato a Palermo Luigi Nicolosi da Catania

Solstizio d'estate
Palermo, 21 giugno 2016, Via Mogia n. 8 
Per il Martyrologium Romanum: San Luigi Gonzaga




Lo aspettavamo




L'accoglienza al Museo del Disegno



La sorpresa  








Il disvelamento?



O arriverà altro?




disvelare v. tr. [comp. di dis-1 e velare2] (io disvèlo, ecc.), letter. – Svelare, cioè scoprire, manifestare, mostrare senza veli: Disvelato v’hodonne ... La viltà de la gente (Dante); Amor da prima in core T’infiammò del desio che disvelata Volea bellezza [effigiandola nel marmo] (Foscolo). Nel rifl. e intr. pron., disvelarsi, svelarsi, mostrarsi, manifestarsi.



Foto ©archivioepensamentiblog

martedì 21 giugno 2016

QUANDO IN SICILIA I SINDACI COLTIVAVANO BACHI DA SETA. Il caso di Michele Angelo o Michelangelo Alaimo di Racalmuto



Sembra esotico eppure accadeva in Sicilia


Il 3 giugno 1871, il Presidente del “Comizio Agrario del Circondario di Girgenti”, venuto a sapere che “da parecchi anni” il Notaio si era dedicato, “con intelligente cura” alla coltivazione dei bachi da seta, gli chiede “a voler apprestare le risposte con qualche sollecitudine” ai seguenti quesiti:



1° Di che provenienza e qualità era il seme impiegato, cioè, da chi ebbe il seme, e se lo stesso sia indigeno, o di portogallo (sic), o del giappone (sic) o di altrove. 

2° Quando incominciò a schiudere il seme, ed in quanti giorni fu completo lo schiudimento?

3° Quale influenza esercita il nostro clima su questa utile industria, e se durante l’educazione si verifichino delle influenze atmosferiche che ne promuovono o attraversano lo sviluppo. 4° Se siensi sviluppate malattie durante l’allevamento, e con quali caratteristiche.

5° In quanti giorni siasi esso compiuto cioè l’allevamento del seme fino alla salita del bacco.



Il Notaio sericoltore, pur professandosi “profano della materia”, risponde puntigliosamente ai singoli quesiti: 

il seme era indigeno, avendolo ricevuto “per la prima volta (sono 3 anni) da Palermo”; 

lo schiudimento avvenne in tre giorni, “innalzando la temperatura nelle ore in cui la temperatura si abbassava”;
“nessuna malefica influenza pare abbia esercitato il clima sullo schiudimento del seme”; 

“nessuna malattia di quelle predominanti pare abbia afflitto i bachi da seta. 

I pochi morti prima si sono anneriti, poi son diminuiti di volume sensibilmente ed indi sono periti”; 

“la salita dei bachi regolarmente governati si è verificata al quarantesimo giorno”.

in

anno di pubblicazione 2006

lunedì 20 giugno 2016

OGGI A LICATA, ARTISTI PER LA "GIORNATA MONDIALE DEL RIFUGIATO". Piera Lo Leggio canta "Lu mari si l'agliutti"

Ringrazio Salvatore Giaocchino Lo Destro per avere voluto mettere in risalto la performance canora di Piera Lo Leggio che, 
anche attraverso le parole della canzone Lu mari si l'agliutti
e dopo Palma di Montechiaro e Sciacca,
porterà il suo contributo artistico alla 
"Giornata mondiale del rifugiato"
che si celebrerà al Teatro Re Grillo di Licata. 

L'evento prevede svariati contributi tra cui
 quelli di Sonia Sinaguglia, Tousif Latif Jaralla
 e dello stesso Salvatore Gioacchino Lo Destro
 con brani tratti da "migranti di/in Sicilia".






Link correlati:

Piera canta a Sciacca

Processo all'art. 4. Regia di Salvatore Gioacchino Lo Destro 

domenica 19 giugno 2016

PAVIA. FINISSAGE DELLA MOSTRA "UNA RETROSPETTIVA" DI RENZO COLLURA. Arrivederci a Palermo

Last minute.
Ultimo giorno per visitare la Mostra 
Domenica 19 Giugno.

Giuseppe Stafforini FINISSAGE DELLA MOSTRA RETROSPETTIVA DI RENZO COLLURA. NEL POMERIGGIO INCONTRO DEL FIGLIO ATHOS CON I VISITATORI.



Dalla Sicilia, faccio eco a Giuseppe Stafforini che, su facebook, annuncia la fine della mostra pavese "Una retrospettiva" di Renzo Collura, dopo averla seguita e fotodocumentata amorevolmente in tutte le sue fasi preparatorie e direi dopo averla attesa, in sintonia con il comune amico Athos, per tanti, lunghissimi anni.


Sarebbe stato naturale che il percorso espositivo post mortem del pittore Renzo Collura proseguisse intenso e spedito in Sicilia per irradiarsi oltre e altrove, invece, sono trascorsi ventisei anni da quella che a Racalmuto poteva essere l'ultima antologica, trasformatasi di fatto nella prima retrospettiva poiché venne a mancare l'artista mentre si stava allestendo la mostra.


Con Athos si è cercato in tutti i modi di sollecitare in Sicilia, nei luoghi naturali del padre Renzo dove ha vissuto e operato, la realizzazione di eventi e/o istituti culturali per valorizzare il percorso artistico di Renzo Collura, senza grandi risultati, a dire il vero, se si eccettua la celebrazione di qualche anniversario. Nient'altro, se non tanto silenzio. 

Poi di colpo la mostra a Pavia, istituzionale, civica, prestigiosa, con l'apporto di autorevolissimi estimatori e la simpatia di tanti visitatori per non dire della felice e moltiplicata eco sui mezzi d'informazione specialistici e non. Si spera sia l'abbrivo per un lungo, futuro cammino.


Un grazie a Pavia, dunque, come siciliani, per aver riconosciuto e apprezzato il valore di un artista siciliano, di un artista che, si spera, diverrà proficuamente anche nostro. 
Se non l'abbiamo saputo esportare, speriamo almeno di saperlo importare, facendo tesoro dell'esperienza pavese.

La prossima mostra a Palermo è sicuramente di buon auspicio. 

E dunque, arrivederci a Palermo.













  



Foto di Giuseppe Stafforini