sabato 2 aprile 2016

VIA SACRA ROSALIAE 2016. Da Racalmuto alla Quisquina a cavallo

archivio e pensamenti: A PROPOSITO DI SANTA ROSALIA, PANEGIRICI NON SE NE FANNO PIÙ. Altro però sì







Come annunciato in un precedente post, 
ecco il programma del singolare trekking 
in onore di Santa Rosalia

Sabato 9 Aprile 2016

 parte da Racalmuto il primo percorso rosaliano alla Quisquina, 
con cavalli e fuoristrada, lungo la trazzera antica, la via sacra che i pellegrini percorrevano già nel 1600. 

Parteciperanno amici di Racalmuto, Castronovo, Grotte, Aragona, ecc.. organizzati da Antonino Di Chiara e Antonino Mulè. 

Noi, che non possiamo percorrere la via sacra, parteciperemo accogliendo i protagonisti nell'area di sosta del bosco della Quisquina per un pic nic all'arrivo, previsto a metà giornata di domenica 10.



link correlato:

venerdì 1 aprile 2016

VOGLIONO PERFORARE LA LUNA. LA LUNA?! Ma non è un pesce d'aprile







"...a la luna ci percianu lu cori" (1)


Santo Calì, Quannu moru venicci a Schisò. 


...non solo alla luna



si lu mari mori* (2)

A la Sicilia percianu lu cori
lu mari ci lu vuonnu sbacantari
ci sucanu lu sangu e la culostra:
li machini ann’a biviri e manciari.

“Accattari vurria na virrineddra,
di notti la to porta spirtusari”
era la sirinata di na vota
quannu lu zitu cantava a la so beddra.
  
Na vota la virrina spirtusava
li porti di la beddra nnamurata
pi talialla e vidila spugliari.
Ma si lu mari mori, chi a pirciari?


Palermo, 1 aprile 2016




Un SI al quesito referendario del 17 aprile per dire “no” alle trivelle 
intorno alla Sicilia

Traduzioni
(1) "alla luna trafiggono il cuore"

(2) se il mare muore

Alla Sicilia trafiggono il cuore,
il mare le vogliono svuotare,
le succhiano il sangue e il colostro:
le macchine debbono pur bere e magiare.

"Vorrei comprare una trivella,
per perforare di notte la tua porta"
quest'era la serenata anticamente,
quando il moroso cantava alla sua bella.

Una volta la trivella perforava
la porta della bella fidanzata
per guardarla mentre si spogliava.
Ma se il mare muore, a che pro perforare?






* Miei versi inediti.
(1) (2) mie traduzioni

giovedì 31 marzo 2016

I POST DEL MESE. Marzo 2016



▼  marzo (32)

mercoledì 30 marzo 2016

A PROPOSITO DI SANTA ROSALIA, PANEGIRICI NON SE NE FANNO PIÙ. Altro però sì

Per i primi di aprile, ma non sarà un pesce d'aprile, ché non si scherza su certe cose, - e con i santi poi! - Angelo Cutaia di Racalmuto, appassionato studioso di storia e storie locali,  e Nino Di Chiara di Castronovo di Sicilia, instancabile esploratore di rare memorie storiche 
e negletti siti di inedita bellezza,
 stanno preparando, assieme ad un corposo e dinamico gruppo di amici, 
un evento legato a Santa Rosalia, ai suoi luoghi, al suo peregrinare 
(Quisquina? Racalmuto? Monte Pellegrino? monasteri basiliani? a piedi? in fuoristrada? a cavallo?...)
Altro di preciso ancora non m'hanno detto, ma io ugualmente lo anticipo condividendo la mia curiosità che si assomma molto probabilmente alla vostra. 
Intanto, in attesa di sapere circostanziate notizie su percorsi da definire, ripesco e pubblico il frontespizio del Panegirico tenuto dal gesuita racalmutese Antonio Parisi nella cattedrale di Palermo oltre cento anni fa. Chiedo venia se non coincide con l'attuale tempo liturgico. 
Se si vuole, però, per certi aspetti, è sempre quaresima, anche andando oltre e fuori la liturgia, 
e di santi, si sa, se ce n'è sempre bisogno, tutto l'anno, in ogni tempo liturgico.




Link correlati: un "giallo devozionale" da sciogliere:

La vugliddra, la vugliddra, la ciancianeddra

lunedì 28 marzo 2016

NOI CHIAMEREMO IPOCRITI... E venne la guerra del Vespro, nella Pasquetta del 1282

In Sicilia la Pasquetta è tante cose. 
Non solo fumo d'arrosto ma anche echi di memoria, etc. (P. C.)



Lo sbarco di Sciacca

"...Non chiameremo ipocriti dal primo all'ultimo quei trentamila fra francesi, fiamminghi e provenzali che combatterono a fianco di Carlo d'Angiò, quei guelfi italiani che seguirono le sue bandiere, quelle centinaia di migliaia di uomini e di donne che, di qua e di là delle Alpi, aiutarono e applaudirono l'impresa. 
E che altro era questa impresa se non ladroneggio in grande, aggravato da migliaia di omicidi? 
Qual confessore cristiano avrebbe potuto assolvere chi vi mise le mani?

Carlo sconfisse e ammazzò Manfredi, s'insignorì del reame senza grave contrasto senonché, entro un anno, i ghibellini ripresero animo dalle Alpi sino al Lilibeo e possiamo dire fino a Tunisi, donde mossero, per iniziativa dei ghibellini, circa ottocento fra spagnoli, tedeschi, africani, toscani e siciliani.

Essi, sbarcati a Sciacca (1267) sollevarono tutta l'Isola mentre Corradino veniva dalla Baviera con un forte numero di cavalli tedeschi e perfino la città di Roma si schierava con lui. 
Il valore francese trionfò nuovamente (1268) nella battaglia detta di Tagliacozzo: la Sicilia fu domata dopo fierissime vicende. 
Seguirono supplizi, confische, caccia ai ribelli mentre spie e traditori invasero i domini di re Carlo dai due lati dello stretto. 
La vittoria francese fu deturpata da atti di efferata crudeltà, di quelli che i popoli non dimenticano mai.

Farò cenno soltanto di tre; 
primo... *
secondo... *
terzo: Corradino, poi, giovanetto di sedici anni, fuggito dopo la sconfitta, tradito, preso, è condotto al supplizio in piazza del mercato di Napoli.

Era la prima volta che l'Europa cristiana vedeva cascare sul palco la testa di un re: e avvenne per comando di un altro re e con la connivenza di un vicario di Cristo!"

TRATTO DA: "Il vespro siciliano", di Michele Amari;
a cura di Lorenzo Marinese; Universale economica (Serie letteratura, volume VI); Milano, 1949
CODICE ISBN: informazione non disponibile
1a EDIZIONE ELETTRONICA DEL: 12 dicembre 2007
Editoria, Web design, Multimedia
http://www.e-text.it/
LICENZA: questo testo è distribuito con la licenza specificata al seguente indirizzo Internet: http://www.liberliber.it/biblioteca/licenze/


Link correlato

http://www.treccani.it/enciclopedia/vespro-siciliano_(Enciclopedia-Italiana)/


*
Mi astengo dal far eco alle efferatezze descritte, ma ne sono sempre avvenute, purtroppo. Ovunque. La storia dell'umanità ne è costellata.
Né le efferatezze di ieri (testimoniate financo dai testi sacri) giustificano quelle di oggi.