sabato 11 luglio 2015

RACALMUTO - CASTRONOVO DI SICILIA. Il gemellaggio continua

archivio e pensamenti: GEMELLAGGIO RACALMUTO - CASTRONOVO DI SICILIA. Doppio paginone sul Giornale di Sicilia



Una delegazione di Castronovo di Sicilia ieri ha fatto parte dei festeggiamenti in onore della Madonna del Monte: ci "unisce" una statua a suo tempo contesa e rimasta a Racalmuto miracolosamente, secondo la leggenda. Anche altri fatti storici hano messo in relazione i due paesi dell'agrigentino e del palermitano.

Al culmine della recita che rievoca il duello tra il principe Eugenio di Castronovo di Castronovo e il "conte" Ercole III del Carretto, scambio di doni e proposito di replicare, come era già avvenuto nel passato, la "Recita" a Castronovo. Tante manifestazioni e attività culturali si sono susseguite dal quel lontano 1986.






























































In attesa di collocarli sotto le corrispondenti foto, elenco di seguito i nomi dei rappresentanti di Racalmuto e di Castronovo di Sicilia

Rappresentanti di Racalmuto:
Sindaco di Racalmuto Emilio Messana e gli assessori Carmela Matteliano e Salvatore Picone
 Don Luigi Mattina, rettore del Santuario Maria SS. del Monte


Rappresentati di Castronovo:
Tiziana Tirrito, consigliere comunale
Maria Margagliotta
Gino Alfonzo,  Presidente Associazione Kassar
Prof. Conti, Compagnia teatrale Ars Nova
Maria Concetta Alfonzo





Rappresentanti del corteo storico di Vicari



Ph ©piero carbone

venerdì 10 luglio 2015

UNA PERICOLOSA LEGGENDA SULLA MADONNA DEL MONTE DI RACALMUTO. Raccolta da Pitrè

In realtà, Maria SS. del Monte è Compatrona,
 Patrona è Santa Rosalia (sic!)


Insegnamenti?

Giuseppe Pitrè, Studi e leggende in Sicilia, Palermo 1904



giovedì 9 luglio 2015

ALLO ZACCANELLO HO INCONTRATO RESTIVO E LA SUA POESIA


Come un diario.
Dal virtuale al reale.  Dal social network allo Zaccanello. Mercoledì 8 luglio 2015, ho incontrato per la prima volta il poeta di origini racalmutesi Calogero Restivo di cui conoscevo soltanto le sue poesie. E' venuto da Catania, dove vive, accompagnato dal figlio Graziano. Sotto il pino abbiamo divagato sui diversi mondi delle nostre esperienze che a volte convergevano a volte collidevano. E' stato rilassante ascoltare alcune sue poesie inedite.




La mia goccia scaverà il tuo granito, mi vedrai pino secolare sugli amanti curvato soffiarti parole nell’anima.

(Calogero Restivo, La resa dei conti I, in Poesie di volti e di memorie, Prova D’autore, Catania 2013



A quella carezza leggera, come foglia che cade su terreni di pascolo, vorrei ritornare ed al pianto senza dolore per farmi consolare. Ma il tempo, acqua di fiume in ansia di mare tra pietre e scogli, scorre e non concede ritorni.

(Calogero Restivo, Ritorni, in Poesie di volti e di memorie.

Calogero Restivo col figlio Graziano



ph ©archivioepensamentiblog

mercoledì 8 luglio 2015

MA I POETI NON VENGONO CREDUTI. "Sicilia pecora sgozzata" di Rolando Certa

A volte la cronaca politica ci sorprende, ma a volte i poeti la prefigurano












Ph ©archivioepensamentiblog (Mazara del Vallo, domenica 5 luglio 2015)

martedì 7 luglio 2015

DAI TERRAZZI DI RACALMUTO AI TERRAZZI DI SCIACCA. Ignazio Navarra declama la poesia che piaceva tanto a Gianni Diecidue



Ieri a Sciacca.
 Ignazio Navarra di Sciacca declama la poesia 
che piaceva tanto a Gianni Diecidue di Castelvetrano.

"Era la poesia che piaceva tanto a Gianni Diecidue", dice Ignazio Navarra a conclusione di una fluviale testimonianza sull'onda dei ricordi  e dell'esperienza personale, nel rievocare un'epoca, l'epoca dei poeti dell'Antigruppo. In particolare riferisce della predilezione del poeta di Castelvetrano Gianni Diecidue per la poesia Dove vanno quegli uccelli grigi.

Gli è bastato come abbrivo la notizia di un mio recente viaggio a Mazara del Vallo per incontrare Flora Certa, alla ricerca di notizie e materiali sul padre Rolando, singolare figura di intellettuale che ha organizzato, tra l'altro, partecipatissimi incontri dei poeti provenienti dai paesi del Mediterraneo.
Ignazio li ha conosciuti tutti i poeti dell'Antigruppo e anche lui vi ha fatto parte in qualche modo. Ma alla fine quello che conta è quello che resta, e la poesia è come l'ossidiana, resta come testimonianza di se stessa e del mondo del quale ha fatto parte.



In questo incontro su un terrazzo di Sciacca, in contrada Perriera, seguito ideale di un precedente terrazzo in una contrada di Racalmuto,   http://archivioepensamenti.blogspot.it/2013/08/incontri-sui-terrazzi-di-racalmuto.html  
si è voluto dare spazio alla poesia di Ignazio Navarra. Nei meandri dell'Antigruppo non mancano pepite di vera poesia, ma come le pepite va cercata e sceverata. 



La silloge da cui è stata tratta la poesia












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 Foto ©piero carbone