mercoledì 4 marzo 2015

CHI È COSTUI? L'APPELLO PER DARGLI UN NOME




Facendo seguito al post di ieri "Diamo un'identità ai caduti in guerra. Anche Racalmuto ha avuto  i suoi"

http://archivioepensamenti.blogspot.it/2015/03/dare-unidentita-ai-caduti-in-guerra.html

Luigi Falletti vorrebbe risalire all'identità del militare della foto. Ci fornisce inoltre un elenco di siti che potrebbero risultare utili per ulteriori ricerche e approfondimenti.

Visto che il ritrovamento e l'identificazione di tanti caduti potrebbero culminare nel ritorno in patria delle spoglie mortali, sarebbe il caso di ipotizzare un piccolo sacrario nel cimitero del paese di origine per ricongiungersi ai padri che hanno forzosamente abbandonato quando son dovuti partire per la guerra.

Intanto, sarebbe interessante che chi avesse foto (ma anche cartoline), in casa,  di parenti caduti in guerra, le scannerizzasse e le postasse: la documentazione si arricchirebbe.
  1. (P. C.)

  2.     Diamo un nome a questo milite ignoto…
  3. di
  4. Luigi Falletti
  5. Vorrei chiederti, Piero, di aiutarmi a scoprire il nome di un caduto o reduce del quale non ho potuto ricostruire nulla se non quanto restituito dalla sua immagine in uniforme. 
  6. Questi è un sottufficiale di Artiglieria, forse un maresciallo che indossa una uniforme tipica del 1930, sul cartiglio ai piedi della foto si intravede una scritta forse agost… o aquist… 
  7. Se qualcuno dovesse riconoscere un proprio congiunto potrei dare il nome a questo militare che individuo come  3, che è il numero che ho trovato sulla sua foto… 

  1. Luigi Falletti

  2. Nel corso delle mie ricerche ho fatto molto uso delle risorse che vengono messe a disposizione della rete.
    Ad esempio Onorcaduti che si occupa delle informazioni legati ai militari caduti.
    Oppure l’utilissimo sito delll’Unione Italiana Reduci di Russia l’Unirr che ha una fornitissima banca dati aggiornata continuamente.
    Ancora, per quello che riguarda la prima guerra mondiale, il sito caduti grande guerra, esaustivo sui dati riguardanti i 605 mila caduti durante la prima guerra mondiale.

  3. Ecco i rispettivi link:
  4. *
  5. *
  6. e moltissimi altri che hanno accompagnato le mie ricerche durante questi ultimi 19 mesi circa.
  7.                                                                     



  1. Testo e foto di Luigi Falletti
                                                                                 



martedì 3 marzo 2015

DARE UN'IDENTITÀ AI CADUTI IN GUERRA. ANCHE RACALMUTO HA AVUTO I SUOI


Spesso sono soltanto elenchi di nomi, ricordati collettivamente, come categoria, il 4 novembre di ogni anno per la ricorrenza del'Unità Nazionale e delle Forze Armate, ma il tempo tende sempre più a farne sbiadire il ricordo fino ad assottigliarsi o a ridursi in un numero, in una data. 

Luigi Falletti, meritoriamente, con la raccolta di testimonianze e le sue certosine ricerche, ha voluto ridare un volto ad ogni singolo caduto, una collocazione temporale, un accenno alle loro gesta, alle loro vicissitudini, l'indicazione del luogo della loro sepoltura quando non sono stati archiviati semplicemente come "dispersi". 

Non disperso potrà essere il senso del loro sacrificio, talvolta addirittura inconsapevole o addirittura ripensato dai posteri, dagli storici. Ma verso chi, a qualsiasi titolo gli sia stata richiesta, ha dato la propria vita, non si può essere smemorati, non si può non essere grati, specialmente se il nostro destino è maturato sulla terra irrorata dal loro sangue, se i nostri sogni sono maturati a costo dei loro innaturalmente interrotti.

Ma anche i reduci caduti per incidente sul lavoro sono da ricordare quasi per un supplemento di atrocità toccato loro in sorte.








lunedì 2 marzo 2015

I RAGAZZI CHE SI AMANO, A PALERMO






Su una corriera di Palermo, lui a lei, guardandosi negli occhi e reggendosi reciprocamente appoggiati al passamano:

- Losaichetivogliobene, ma a pruòssima firmata amm'a scìnniri.

Lo sferragliare della corriera si placa; si aprono le portiere, e loro scendono, baciandosi in equilibrio.

Appunti domestici, agosto 1999






Francese

Les enfants qui s'aiment 
Les enfants qui s'aiment s'embrassent debout
Contre les portes de la nuit
Et les passants qui passent les désignent du doigt

Mais les enfants qui s'aiment
Ne sont là pour personne
Et c'est seulement leur ombre
Qui tremble dans la nuit
Excitant la rage des passants
Leur rage leur mépris leurs rires et leur envie

Les enfants qui s'aiment ne sont là pour personne
Ils sont ailleurs bien plus loin que la nuit
Bien plus haut que le jour
Dans l'éblouissante clarté de leur premier amour
Italiano

I ragazzi che si amano
I ragazzi che si amano si baciano in piedi
contro le porte della notte
e i passanti che passano li segnano a dito

ma i ragazzi che si amano
non ci sono per nessuno
ed è la loro ombra soltanto
che trema nella notte
stimolando la rabbia dei passanti
la loro rabbia il loro disprezzo le risa la loro invidia

I ragazzi che si amano non ci sono per nessuno
essi sono altrove molto più lontano della notte
molto più in alto del giorno
nell'abbagliante splendore del loro primo amore.


Testo: Jacques Prévert


Dal sito:



foto proprie

sabato 28 febbraio 2015

CONVERSAZIONE INTERROTTA CON IGNAZIO APOLLONI



Dopo Nat Scammacca, Crescenzio Cane, Carmelo Pirrera e le loro compagne Vira e Nina, anche Ignazio Apolloni è venuto meno, ieri.


La conversazione è interrotta solo materialmente, la continueremo idealmente per ricordare quello che hanno fatto, quello che hanno scritto, i giovani "rivoluzionari" dell'Antigruppo.

L'Antigruppo merita di essere ricordato. 

Lo merita ciascuno di quelli che l'hanno animato.  L'elenco sopra citato  va arricchito con altri nomi.

Hanno sognato, hanno a loro modo lottato. Hanno scritto per evadere ma soprattutto per cambiare il mondo. Solo i poeti posso aspirare a tanto, servendosi delle parole.













 


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