sabato 7 febbraio 2015

giovedì 5 febbraio 2015

PRIMAVERA CLASSICA NEI TEMPLI DI AGRIGENTO: UN FELICE RITORNO

Quando un anno fa m'imbattei nella cartolina del tempio della Concordia collocato su un'altura dietro una  sequela di scheletrici pini, mi colpì non tanto la didascalia che descriveva un paesaggio a me familiare, ma maggiormente l'intestazione della cartolina stessa: poteva  sembrare di primo acchito  solo evocativa, una primavera classica nei templi di Agrigento;  più in là  mi sarei accorto che quella cartolina era commemorativa  di un ben preciso evento e forse era servita anche  a promuoverlo, si trattava di 

Rievocazioni classiche:
IL MISTERO DI PERSEFONE - versi e musica di E. Romagnoli
L'ODE PINDARICA TERONE DI AGRIGENTO -
esecuzione corale danzata
ALCESTI DI EURIPIDE

9 - 20 maggio 1928
 con l'Alto Patrocinio di S. E. Mussolini".  Direzione artistica di Ettore Romagnoli. 

Cosa si voleva di più per far sì che l'evento risultasse solenne, importante, classico?
Il patrocinio di Sua Eccellenza Mussolini non era una pura formalità, anzi, non è escluso  che le rappresentazioni agrigentine siano state realizzate su suo impulso; riferiscono le cronache, infatti,  che assistendo nel 1924 a Siracusa a I sette a Tebe ne rimase tanto entusiasta che elevò quegli spettacoli a  istituzione nazionale,  con un regio decreto dell'anno successivo.

PER ORGOGLIO O CON MALINCONIA?

Le notizie di oggi che fanno trapelare l'eventualità di ripetere ad Agrigento le stesse rappresentazioni del teatro classico di Siracusa, entusiasta sostenitore l'on. Lillo Firetto Presidente del Distretto Turistico Valle dei Templi,  sancirebbero in realtà un felice ritorno. 

E poiché si tratterebbe di un prestito degli stessi eventi siracusani, organizzati dallo storico Istituto Nazionale del Dramma Antico di Siracusa, stante la sua collaudata esperienza, si può star sereni che gli eventi classici agrigentini non seguirebbero a ruota le incerte programmazioni della sagra primaverile del Mandorlo  realizzata ogni anno, e da diversi anni ormai, con palpitanti decisioni dell'ultimo minuto.

Un auspicio infine: giacché di ritorno si tratta, sarebbe interessante riproporre quelle stesse rappresentazioni che nel 1928 hanno avuto come scenario la Valle dei Templi.
 Magari, per un tocco di originalità, pepata originalità agrigentino-pirandelliana,  con una chicca in più: rischiare di rappresentare la Fedra di D'Annunzio che nel 1928 non fu possibile realizzare a Siracusa fors'anche perché altisonante e ostico il linguaggio o perché già fischiata alla Scala di Milano.



Ora al Tonante, e alla Fortuna amica
grazie rendete, e lo scettrato Eroe
alto fremer di cetre
accolga e d'inni, ché dolce al guerriero
suona la lode, ed ei n'esulta in core.

G. D'Annunzio, Fedra, Atto III, Scena I



La cartolina



"Certo, l'esercizio che ci proponiamo non è sempre facile."
Mircea ELIADE, Trattato di storia delle religioni, Editore Boringhieri, Torino 1975

Locandina

In cartolina e nella realtà

Primavera classica nei templi di Agrigento

in attesa delle rappresentazioni classiche







Si può rappresentare Empedocle tra le colonne dei suoi templi?






*Così si lasciò cadere
 dentro il cratere dell'Etna.

- E questo tutto abbrustolito chi è? 
- Empedocle. 
- Si può sapere perché ti gettasti nel cratere dell'Etna? 
- Per un eccesso di malinconia. 
- No: per orgoglio, per sparire dal mondo e farti credere un dio. 

Ma il fuoco rigettò una scarpa e il trucco fu scoperto. 

Così satireggia Luciano, allievo di Epicuro (I dialoghi, trad. Mosca; BUR, Rizzoli, 1990).


*Dal sito:

http://www.liberliber.it/mediateca/libri/c/carubia/autori_classici_greci
_in_sicilia/html/testi/empedocl.htm



Cartolina: archiviopierocarbone

martedì 3 febbraio 2015

GRAZIE A VOI, DA QUESTO BLOG


Grazie.




Siete stati veramente in tanti, e ne sono onorato.
Grazie a tutti quelli che ieri avete visitato il blog,
e non soltanto ieri ovviamente.

2.2.2015 screen shot Blogger Archivioepensamenti



Va detto che i ritmi di un blog come quelli della vita
non dipendono dai numeri ma da altro
eppertanto può accadere che proprio
nel bel mezzo di prospera salute
quei ritmi si intensifichino ancora di più 
o si rallentino

nel segno voluto di una completa libertà 
nel rispetto di ciò che si pubblica
nel rispetto di se stessi
 e di coloro che generosamente
 vi prestano attenzione.
Senza dimenticare che 
è soltanto un blog!

Un po' di retorica
- è come lo zucchero -
ci vuole.
Il blog. 
Già! Un blog!
Che cos'è?
E cosa può essere?

Terra di confine tra pubblico e privato.

Lìmmita si dicono in siciliano i confini
e arrizzulari li lìmmita  significa "abbattere i confini",

questo abbattimento
se furtivo e ingannevole 
costituisce un grave affronto al vicino, al confinante,
 un gesto carico di accese conseguenze,

ma se avviene per lecito acquisto del terreno contiguo
 o per ventura di una munifica eredità
quell'abbattimento rappresenta
 l'espansione di una vecchia proprietà:
prima era un limite restrittivo
 dopo rimarrà solo un ricordo dei perimetri antichi, 
addirittura un emblema di progressiva libertà.

Tra limiti amovibili e confini superati 
pubblico e privato possono avere rapporti di buon vicinato
ma possono non averli perché talvolta 
   sui confini resi promiscui
sarà sempre incombente una nuvolosa scommessa
dall'opposto esito
 di pioggia o di sole
di calma o tempesta.


Un blog
- voce personale ma dilatata in echi digitali
privato balcone che s'affaccia sulla piazza
secondo suggerimenti amicali -
nella sua doverosa serietà
non deve prendersi piccatamente sul serio
con chiusure intolleranti
sconfinamenti pretestuosi
legnose rigidità mentali: 
niente di tutto questo,
sia un'ecologica passeggiata in bicicletta
senza rombi senza ruggiti;
aspiri ad essere 
soffice
leggero
arioso...
come una nuvola di zucchero filato
che oggi c'è, domani non c'è,
dopodomani l'altro forse ricomparirà
 in cielo
trasportato dal vento.





Vi invito a rileggere il post che
 a sei mesi di vita del blog 
già vi dissertava sopra:

2.2.2015 screen shot Blogger Archivioepensamenti


Foto ©pierocabone

lunedì 2 febbraio 2015

BRINDISI COL PRESIDENTE

Un brindisi di allora  con il prof. on. Sergio Mattarella
per l'inaugurazione a Racalmuto della mostra 
"La Valle dell'Apocalisse"
rinnovato idealmente ora, a distanza di ventiquattro anni,
in occasione della sua elezione a Presidente della Repubblica.
Un brindisi per il Presidente.
Con l'augurio di buon lavoro.
Una Valle di buoni auspici per un'Italia che ne ha bisogno.





Racalmuto,  Auditorium Santa Chiara, 27 ottobre 1991 
Inaugurazione della mostra
La Valle dell'Apocalisse
di Nicolò D'Alessandro

Un ringraziamento a Olga Dolci per le foto  messe a disposizione.
Le foto sono state scattate da Alberto Campione

Depliant della Presentazione









Dopo l'anteprima a Racalmuto La Valle è stata esposta alla Wiesner Gallery (New York)





Link correlato:

Mattarella a Racalmuto (per il disegno più lungo del mondo)









domenica 1 febbraio 2015

MATTARELLA A RACALMUTO (PER IL DISEGNO PIÙ LUNGO DEL MONDO)



Dopo alcuni minuti l'elezione del Presidente della Repubblica, Aurelio Cardella ripesca due vecchie foto e le posta su facebook con una breve nota didascalica che dà l'abbrivo ad altri ricordi e ad altri commenti: un lontano evento immortalato da alcune foto viene richiamato dalla notizia del giorno.


Da sx: Piero Carbone, Aurelia Sinagra, (?), Nicolò D'Alessandro, Alfonso Montana, Giacomo Giardina, Sergio Mattarella, Enzo Sardo. Foto di Angela Cardella.


Aurelio Cardella:

A Racalmuto per la inaugurazione del disegno più lungo del mondo di Nicolò D'Alessandro.
Dietro al Presidente il poeta Giacomo Giardina, il "Poeta Pecoraio" scoperto da Francesco Carbone.

Piero Carbone:
Che sorpresa! Ho curato la mostra e non conoscevo queste foto! Ce ne sono altre?

Aurelio Cardella:
Purtroppo no. Angela mi rimprovera di averle impedito di farne altre, ma come sai con i politici non ci vado d'accordo, anche se sono delle brave persone. Con il tempo loro potrebbero cambiare e mi ci vedrei male.

Edoardo Lazzara:
Aurelio, sono contento di questa elezione conosco il personalmente il prof. Sergio, grande personalità e serietà


Da sx:: Giovanni Bufalino, Paolo Agrò, Nicolò D'Alessandro, Sergio Mattarella, Enzo Sardo, Vincenzo Milioto, Lillo Leone. Foto di Angela Cardella.

Nicolò D'Alessandro:
Aurelia, facendo un giro su FB mi ha segnalato le due foto che Aurelio Cardella (lo ringrazio) ha tirato fuori dall'album dei ricordi comuni. Non conoscevo queste fotografie che hai postato. Un quarto di secolo è trascorso. 
Il 1991 è stato un anno importante per me, per quello che è avvenuto a Racalmuto, grazie a te, alla tua tenacia e alla tua amicizia. Una data indimenticabile. L’evento da te ideato, voluto, sostenuto, in anteprima mondiale della mia Valle dell’Apocalisse, il disegno più lungo del mondo, all’Auditorium Santa Chiara ci ha resi protagonisti. 
Caro Piero, che piacevole sorpresa! L’elezione, oggi, del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, allora Ministro, ha riportato alla luce le fotografie dell’inaugurazione di questo evento unico. Chi doveva dirlo. 
La Storia stravolge i tempi, li dilata, li rende attuali grazie a delle innocue immagini. Nella foto il sindaco Enzo Sardo, Il poeta pecoraio Giacomo Giardina, io con i capelli neri, timoroso e tu, di spalle, con i capelli neri che credo stia parlando con Aurelia, la mia compagna. 
Rivedendo le due foto, ce ne saranno molte altre che non conosco, ho rivissuto quell’evento, dove sei riuscito a far confluire a Racalmuto migliaia di persone, numerosi pullman da tutta la Sicilia, incuriositi dal “disegno più lungo del mondo”. 
Ricordo la paura che quel giorno ho provato per le decine e decine di flash sparati davanti agli occhi. Una regia perfetta, la tua, che ci ha introdotto dentro la mia Valle, costretti all’improvvisa 
esplosione di luce, al suono inquietante dei Carmina Burana. Santa pazienza, sono trascorsi 25 anni! Chissà se in Paese lo ricordano ancora. 
Grazie ancora a Te e ad Aurelio.





Sollecitato dalla pubblicazione delle foto da parte di Aurelio Cardella ho ripescato dal mio archivio foto e altri materiali relativi alla mostra "La Valle dell'Apocalisse. Il disegno più lungo del mondo" inaugurata a Racalmuto il 27 ottobre 1991. 
Su quella sopra pubblicata si vede l'onorevole Mattarella conversare con il prof. Natale Tedesco alla presentazione ufficiale della mostra nell'aula consiliare, subito dopo seguirà il taglio del nastro all'auditorium Santa Chiara: scandito dal martellante coro dei Carmina Burana, seguito, in sottofondo,  dalle musiche minimaliste di Philip Glass. 
Alla mia destra Nicolò D'Alessandro,  (Enzo Sardo, sindaco di Racalmuto (di spalle), il prof. Natale Tedesco, l'on. Sergio Mattarella. 


Alcuni vecchi articoli dalla Rassegna Stampa della Mostra 


Enzo Alessi, Gli antichi furori di Nicolò D'Alessandro
 in "La Tribuna. Il settimanale di Agrigento" 9 novembre 1991



Calogero Terrana, Il disegno più lungo del mondo
 in "La Tribuna. Il settimanale di Agrigento" 9 novembre 1991


L'Ora - Domenica 10 novembre 1991