lunedì 29 dicembre 2014

RENZO COLLURA PER CITTÀ E PAESI

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In extremis acciuffiamo il ricordo del pittore Renzo Collura allo scadere di quest’anno in cui cadeva il venticinquesimo della sua morte.

Si erano celebrati il quinto e il decimo anniversario e si sperava che il venticinquesimo venisse a coincidere con la maturazione di qualche opera concreta e stabile legata al suo nome, un Premio, una Rassegna annuale, una Fondazione a lui intitolata o una Pinacoteca delle opere prime di artisti delle varie accademiche italiane iniziata meritevolmente dal figlio Athos e supportata da critici e artisti quali Giorgio Segato e Philipe Daverio.

Non cessando di sperare che la fortuna critica del maestro Renzo Collura possa riprendere il cammino dalla sua Grotte a partire dalle testimonianze visibili della sua pittura e delle varie iniziative da lui promosse, gli rendiamo convinto e amichevole omaggio con la pubblicazione virtuale dei suoi quadri e dei suoi disegni dedicati a paesi e città della Sicilia, le cui foto sono state messe appositamente a disposizione dal figlio Athos, anch’egli pittore.

Con l’augurio che la sua pittura possa intraprendere un viaggio reale attraverso i luoghi evocati. E andare oltre.  
O che in nome della sua pittura si possano intraprendere altri viaggi, altri percorsi culturali legati al suo nome, al suo essere artista.
Agli estimatori di un tempo si uniranno sicuramente, come è capitato constatare in fecondi incontri, giovani sensibili all'arte e intenti a valorizzare il loro patrimonio culturale.



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I quadri sono di Renzo Collura.
Le foto sono state messe a disposizione da Athos Collura.

1 Autoritratto 1978
2 Grotte 1987
3 Enna 1984
4 Agrigento 1985
5 Naro 1985
6 Paese di Sicilia 1981
8 Simboli di Grotte 1985
9 Borgo medievale di Alcamo Marina 1980
10 Naro 1989
11 Sicilia – Ricordo medievale 1987
12 Sicilia – Ricordo Medievale 1987
12bis Sinfonia agrigentina 1988
15 La chiesa di San Francesco di Racalmuto 1989
17 Santra Trinità di Delia
20 Ombre agrigentine 1987
24 Taormina
27 Regalpetra 1987
30 Grotte




domenica 28 dicembre 2014

SICILIA DEI CANILUPI




Sicilia dei canilupi

                              alla distesa

                                           abbaiano

               nelle notti illuni

                                     le volpi
ci guastano le vigne


*  *  *
Dire della Sicilia sempre bene
o sempre male
è un cattivo servizio.
Anche in poesia.





Pubblicata, col titolo "Poesiarotta", nel 1990,
 in




sabato 27 dicembre 2014

LA NEVE, IL SINDACO E IL MEDICO

Mia madre ancora si ricorda della nivera dove negli anni del secondo dopoguerra si produceva il ghiaccio e con gli asini venivano anche dai paesi vicini a caricarlo in blocchi, lo avvolgevano con la paglia e i sacchi di iuta per preservarne quanto più possibile la durata. 

Se non erro, l'elenco dei paesi era cospicuo e anche curioso, poiché venivano financo dalle parti montagnole dove d'inverno la neve doveva essere familiare. 
Se non è vero, è suggestivo: il paese a valle che rifornisce di ghiaccio i paesi a monte. 

Ma anche senza suggestioni, l'esistenza e l'attività della neviera restano ben documentate anche nella diuturna utilità medica, "sia di giorno che di notte". Addirittura, stante il documento riportato, fin dal 1903.



L'ex "neviera".  A destra, ciò che rimane dell'edicola di San Mattè

Atto di appalto a trattativa privata per la vendita della neve in capo al Sig Borsellino Salvatore, di condizione Caffettiere,  per £ 150 (19 settembre 1903).
             Tra le parti si conviene quanto appresso:



            Art. 1. “L’appaltatore si obbliga di vendere al pubblico la neve sia direttamente che per mezzo di suo rappresentante, al prezzo di centesimi venti per ogni Kilogrammo sino al Trenta settembre e dal primo ottobre al trentuno Dicembre del corrente anno al prezzo di centesimi quaranta.”

            Art. 3 “L’appaltatore si obbliga di non far mancare neve in qualsiasi tempo e non adempiendovi sarà passibile di una multa di lire cinquanta per ogni giornata; e se dopo sei giorni non fornirà l’esercizio di neve per una quantità non inferiore a cinquanta Kilogrammi, il presente contratto sarà di diritto rescisso con semplice avviso amministrativo del Sindaco. 
In questo caso lo appaltatore perderà il premio suddetto e sarà responsabile dei danni di un nuovo appalto.”  

            Art. 5. “L’appaltatore si obbliga anche di adempiere scrupolosamente alla vendita della neve sia di giorno che di notte. Per la notte la richiesta dovrà essere giustificata da un ordine del Sindaco o di un medico, poiché la notte ha l’obbligo di venderla per i soli ammalati.”



 Edicola accanto la "neviera", com'era ancora negli anni Ottanta.
  
          


Foto ©pierocarbone:

venerdì 26 dicembre 2014

ARMI ANTICHE E DEBOLEZZE MODERNE




Il timore di essere sovrastati genera editti!
Smaragdos, Lo scornabecco non è un animale. Parainedito






La tipologia di chi genera editti ovvero di chi attacca apoditticamente perché si sente attaccato dalla verità o dalle verità altrui è varia e variopinta, non escluso il tipo del gradasso che, temendo di cadere dallo sgabello su cui è seduto, ostenta, per chi nol sa,  forze e autorevolezze non possedute, nel disperato tentativo di vanificare quelle altrui. Erode se la prese con i bambini! Ma... 
se il bersaglio non sparisce, qualcun altro deperisce.










Credit foto: ©pierocarbone. Sciacca, Chiesa Madre, particolare di monumento funebre.

giovedì 25 dicembre 2014

FANALI ANTICHI E LUCE ODIERNA PER GLI AUGURI DI BUON NATALE



Una volta si realizzava
con i fanali a petrolio, a gas, a olio,
ora con la tecnologica corrente elettrica.

Con questa delibera del 27 dicembre di 131 anni fa,
sulla gara d’appalto per l’illuminazione pubblica,
voglio porgere a tutti i lettori del blog
 gli auguri di
Buon Natale.
Voglio augurare “luce”,
più luce per tutti,
che è quello che più conta:
rischiarare la notte.



Verbale di diffinitiva aggiudicazione dell’appalto per l’Illuminazione notturna delle Vie e piazze di questo Comune per l’anno 1884  (27 dicembre 1883)

         Gara d’appalto su base d’asta di ben 13690 lire.

         Dal Verbale steso dal segretario comunale, si apprende che è stata una combattutissima gara, è occorso accendere ben dieci candele prima che si placasse il gioco al ribasso tra i quattro concorrenti.
        
         Estinta la nona candela ed accesa la decima questa si estinse Vergine perché nel corso della sua accenzione (sic)  fino alla totale consumazione non vi furono offerte di miglioramento del prezzo.

Dietro tale diffinitivo esperimento d’asta l’appalto viene aggiudicato al Sigr Carugno Vincenzo di Raffaele da Capracotta per la somma di Lire Dodicimilanovecentocinquanta e per l’accensione di numero Centottanta fanali.

L’Aggiudicatario dichiara di eligere il suo legale domicilio in questo Comune e presso la casa di sua abitazione, di osservare pienamente tutte le disposizioni delle condizioni di appalto e designare per suo solidale fideiussore il Sigr Sciascia Leonardo fu Pasquale.

All’art. 4 
si stabilisce che l’accensione di tutti i fanali dovrà ogni sera essere completato in mezzora dopo l’avemaria, e la estinzione di essi avrà principio un’ora prima di sorgere il sole” secondo una tabella “alligata” che “segna l’ora media di ogni mese stabilita e basata sul calendario lunare.